Tipologie, criteri, modalità, procedure e modulistica.

Beni del demanio marittimo

Ai sensi del Codice della Navigazione, sono beni del demanio marittimo:
- il lido;
- la spiaggia;
- i porti;
- le rade;
- le lagune;
- le foci dei fiumi che sboccano in mare;
- i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell’anno comunicano liberamente col mare;
- i canali utilizzabili a uso pubblico marittimo;
- le pertinenze demaniali marittime cioè le costruzioni e le altre opere appartenenti allo Stato che esistono entro i limiti del demanio marittimo e del mare territoriale.

Le aree demaniali marittime sono delimitate dalla "dividente demaniale" cioè dalla linea che separa il demanio marittimo dalle aree di proprietà privata, risultante dai verbali di delimitazione redatti e custoditi dalle Capitanerie di Porto territorialmente competenti - nella Regione Friuli Venezia Giulia, Capitaneria di Porto di Trieste e Capitaneria di Porto di Monfalcone - dalle mappe catastali e dal Sistema Informativo del Demanio Marittimo (S.I.D.).

La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia in virtù di norme di attuazione statutaria (D.P.R. 469 dd. 15.01.1987 – Dlgs. 111 dd. 01.04.2004) esercita tutte le funzioni amministrative trasferite dallo Stato relative alle concessioni di beni del demanio marittimo, di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento energetico ubicate nel territorio regionale, con esclusione delle aree dei porti finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato, dei porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, nonché delle aree di preminente interesse nazionale individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 36769 dd. 09.02.2009. Spettano alla Regione inoltre i proventi e le spese derivanti dalla gestione del demanio marittimo sul quale sono svolte le funzioni amministrative.

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Utilizzi e finalità per i quali si può chiedere la concessione demaniale

Le concessioni demaniali possono essere rilasciate per utilizzi e finalità diversi quali:
- turistico-ricreativa: stabilimenti balneari, servizi di ristorazione (bar, ristoranti, punti di ristoro), ricettività (alberghi, villaggi turistici, campeggi e simili), impianti sportivi e ricreativi a uso turistico, impianti termali o per cure, infrastrutture pubbliche o di servizio (ivi inclusi pontili e opere marittime di difesa dall’erosione costiera), servizi di noleggio natanti e imbarcazioni, punti di ormeggio, punti di alaggio barche, specchi acquei;
- diporto nautico: ormeggi per imbarcazioni nei porti minori, nei canali marittimi navigabili, realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto (porti e approdi turistici – marina - resort);
- cantieristica: aree destinate alla costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione di imbarcazioni;
- altri usi: condotte idriche, fognarie, attraversamenti con reti tecnologiche e impianti (cavidotti, elettrodotti, gasdotti, metanodotti), illuminazione pubblica, parcheggi, viabilità stradale, cartelloni e impianti pubblicitari, strutture varie.

La normativa di riferimento è quella statale del Codice della Navigazione (R.D. 327 dd. 30.03.1942) e relativo regolamento di esecuzione (D.P.R. 328 dd. 15.02.1952), del D.L. 400 dd. 05.10.1993, convertito in L. 494 dd. 04.12.1993 e successive modifiche e integrazioni, in particolare L. 296 dd. 27.12.2006, co. 251-257, il D.P.R. 509/1997 e il D.M. 14 aprile 1998, nonché per quanto concerne l’applicazione delle tariffe per la determinazione dei canoni demaniali non già stabiliti dalla normativa citata, i decreti interministeriali 19.7.1989 (per tutte le finalità diverse dal turistico ricreativo, cantieristica navale e nautica da diporto), 595 dd. 15.11.1995 (pesca e acquicoltura, cantieri navali e attività concernenti la costruzione manutenzione riparazione o demolizione di mezzi aeronavali).
La normativa di riferimento è altresì quella regionale:
- artt. 38 e ss. Della L.R. 10/2017 “Disposizioni in materia di demanio marittimo regionale e demanio stradale regionale, nonché modifiche alle leggi regionali 17/2009, 28/2002 e 22/2006”;
- art. 1, comma 3, della L.R. 24/2016 “Legge collegata alla manovra di bilancio 2017-2019”;
- art. 93 della L.R. 21/2016 “Disciplina delle politiche regionali nel settore turistico e dell'attrattività del territorio regionale, nonché modifiche a leggi regionali in materia di turismo e attività produttive”;
- art. 11, comma 21, della L.R. 31/2017 “Assestamento del bilancio per gli anni 2017-2019 ai sensi dell' articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26”.

Il canone demaniale è aggiornato annualmente con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sulla base della media degli indici determinati dall’ISTAT per i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati e per i corrispondenti valori per il mercato all’ingrosso.
Il pagamento delle rate di canone successive alla prima deve essere effettuato entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta del servizio competente a gestire il demanio marittimo e, anche in mancanza della comunicazione dell'ammontare del canone aggiornato, il concessionario è comunque tenuto al versamento del canone in misura pari a quello dell'anno solare precedente entro e non oltre il 31 ottobre di ogni anno, fermo restando l'obbligo di corrispondere gli aggiornamenti dovuti.
Il concessionario, a garanzia degli obblighi assunti con l’atto di concessione demaniale, è tenuto a costituire una cauzione nelle forme previste dalla legge (per esempio fideiussione bancaria, polizza assicurativa, in numerario) determinata in relazione al contenuto, all’entità della concessione, al numero di rate del canone e, comunque, non inferiore a due annualità.
La cauzione, per le concessioni con finalità turistico ricreativa, è soggetta all’applicazione della norma di cui all’art. 8, comma 2, lett. d) della L.R. 22/2006.
Nel caso in cui il canone demaniale sia inferiore a Euro 500,00, la cauzione non è dovuta ai sensi dell’art.13, comma 30, della L.R. 11.08.2011, n.11.
Con la legge regionale 22 dd. 13.11.2006 e smi la Regione ha disciplinato le funzioni amministrative in materia di beni demaniali marittimi aventi finalità turistico-ricreativa, individuando contenuti e modalità di predisposizione del Piano di Utilizzazione del Demanio marittimo (P.U.D.) e ha attribuito ai Comuni costieri la competenza al rilascio di concessioni della durata fino a quindici anni e relative autorizzazioni e alla Regione quella del rilascio delle concessioni demaniali di durata superiore a quindici anni, fino a 20 anni.

La prima versione del P.U.D. è stata approvata con D.P.Reg. 320 dd. 09.10.2007. Con successivo D.P.Reg. 159 dd. 19.06.2009, è stata approvata la Variante 1 al P.U.D. e con D.P.Reg. n. 258/2017 è stata approvata la Variante cartografica n. 2 del PUD turistico ricreativo.

La Regione e i Comuni rilasciano inoltre, ciascuno per le aree di propria competenza, i provvedimenti di autorizzazione alla variazione dei contenuti delle concessioni demaniali.
Per quanto riguarda le autorizzazioni per l’occupazione temporanea di aree del demanio marittimo di durata inferiore a 30 giorni per manifestazioni sportive, culturali, di intrattenimento o simili valgono le previsioni di cui all’art. 46, comma 1, della L.R. 10/2017, secondo cui il Comune, anche tramite le Unioni territoriali intercomunali, “esercita altresì in via generale, a decorrere dall'1 gennaio 2018, le funzioni amministrative sul demanio marittimo in relazione alle istanze inerenti a gare, manifestazioni sportive, culturali, d'intrattenimento o simili, che si svolgono, per periodi non superiori complessivamente a trenta giorni, in aree non assentite in concessione, e in relazione alle quali gli spettano integralmente, con pari decorrenza, i proventi e le spese”.
I Comuni, anche tramite le Unioni territoriali intercomunali, esercitano altresì in via generale, a decorrere dall'1 gennaio 2018, le funzioni amministrative sul demanio marittimo avente finalità diverse da quelle previste ai commi 1 e 2, ivi compresa quella sanzionatoria, in relazione alle quali gli spettano integralmente, con pari decorrenza, i proventi e le spese. Le concessioni rilasciate a enti pubblici per fini di pubblico interesse o a soggetti privati per il mantenimento di opere quali condotte idriche, fognature, linee elettriche, linee telefoniche e altre comunque finalizzate all'erogazione di pubblici servizi possono, una volta cessate, essere rinnovate senza formalità istruttoria per un massimo di trent'anni, fatta salva la rideterminazione del canone di concessione.

L’articolo 13 bis della L.R. 22/2006 e successive modifiche e integrazioni, ha introdotto le proroghe della durata delle concessioni demaniali marittime in essere alla data del 28.10.2010 e in scadenza entro il 31.12.2020, con finalità turistico-ricreativa, a uso diportistico, cantieristica, e altri usi del demanio marittimo, a esclusione delle concessioni per finalità di pesca ed acquacoltura (disciplinate dalla L.R. 31 dd. 16.12.2005, articolo 6 bis), alla medesima data del 31.12.2020.
L’art. 58, comma 9, della L.R. 10/2017 ha stabilito che conservano validità fino al 31/12/2020 anche le concessioni in essere alla data del 30/12/2009 e alla data del 31/12/2016.
 

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Come si ottengono le concessioni/autorizzazioni demaniali

Per il settore turistico-ricreativo di norma è l’Autorità concedente (Regione per concessioni da 15 a 20 anni e Comuni per concessioni fino a 15 anni) che procede all’affidamento delle concessioni mediante selezione con avvisi che vengono pubblicati sul B.U.R. della Regione Friuli Venezia Giulia, all’Albo Pretorio del Comune e sui siti internet istituzionali e che invitano gli interessati a presentare entro un termine fissato, la loro offerta.

Per le concessioni demaniali degli altri settori – diporto nautico, cantieristica - l’istanza va presentata alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione Centrale Finanze Patrimonio e Programmazione – Servizio Demanio e Consulenza Tecnica, Corso Cavour, 1 – 34132 TRIESTE (TS).

Per altri usi e manifestazioni fino a 30 giorni in aree non in concessione, le relative istanze di autorizzazione vanno rivolte al Comune territorialmente competente.
Per variazioni al contenuto delle concessioni e subingressi afferenti ad aree già assentite in concessione, le relative istanze di autorizzazione vanno rivolte all’Autorità che ha rilasciato l’atto.
 

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Pagamento del canone

Il Comune/la Regione (ciascuno per le concessioni di sua competenza) provvedono a richiedere al concessionario il pagamento del canone, indicando l’esatto importo dovuto, ovvero le integrazioni al canone derivanti dagli adeguamenti ISTAT.
Il pagamento delle rate di canone successive alla prima deve essere effettuato entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta del servizio competente a gestire il demanio marittimo e, anche in mancanza della comunicazione dell'ammontare del canone aggiornato, il concessionario è comunque tenuto al versamento del canone in misura pari a quello dell'anno solare precedente entro e non oltre il 31 ottobre di ogni anno, fermo restando l'obbligo di corrispondere gli aggiornamenti dovuti.
 

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