Impianti con emissioni in atmosfera: autorizzazione per l’installazione di nuovi impianti, modifica o trasferimento di un impianto da un luogo a un altro.

Ufficio competente  a seguito della Legge regionale 27/11/06 n°24

L'articolo 19 della L.R. 27/11/2006, n. 24 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli Enti locali in materia di agricoltura, foreste, ambiente, energia, pianificazione territoriale e urbanistica, mobilità, trasporto pubblico locale, cultura, sport) ha trasferito alle Province le competenze in materia di inquinamento atmosferico.
Pertanto dal 01/01/2007 sono di competenza delle Province le funzioni relative:
a)alla programmazione e alla realizzazione degli interventi finalizzati all'attuazione degli obiettivi fissati dai piani regionali di miglioramento e di mantenimento della qualità dell'aria di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 351/1999;
b)al rilascio dei provvedimenti di autorizzazione alle emissioni in atmosfera da parte di impianti nuovi e di impianti già esistenti, nonché alle modifiche sostanziali e ai trasferimenti in altra località degli impianti, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 (Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183);
c)all'attività di controllo sulle emissioni in atmosfera degli impianti di cui alla lettera b);

Per ulteriori informazioni:
Provincia di Gorizia: tel.04813851
Provincia di Udine: tel.04322791
Provincia di Pordenone: tel.04342311

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Riferimento regionale per le pratiche in istruttoria

Direzione centrale Ambiente e Lavori pubblici
Via Giulia 75/1 – 34126 Trieste
Servizio Tutela da Inquinamento atmosferico, acustico e ambientale
e–mail s.tutela.inquin@regione.fvg.it
tel. 040 3774113
direttore ing. Luciano Agapito
tel. 040 3774058
e–mail luciano.agapito@regione.fvg.it

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Ambito di applicazione

Si definisce “inquinamento atmosferico” ogni modificazione dell'aria atmosferica, dovuta all'introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell'ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell'ambiente. Gli impianti che producono emissioni in atmosfera devono essere autorizzati ai sensi del titolo I della parte quinta del D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152. Pertanto i gestori che intendono installare un nuovo impianto, trasferire un impianto da un luogo ad un altro o modificare un impianto esistente, aventi emissioni in atmosfera, prima di effettuare tali operazioni, devono richiedere apposita autorizzazione.

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Casi nei quali non serve chiedere l'autorizzazione

Non sono sottoposti ad autorizzazione gli impianti di cui all'art. 269 comma 14 del D.Lgs. 152/2006 di seguito riportati:
a) impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni a cogenerazione, di potenza termica nominale inferiore a 1 MW, alimentati a biomasse, a gasolio, come tale o in emulsione, o a biodiesel;
b) impianti di combustione alimentati ad olio combustibile, come tale o in emulsione, di potenza termica nominale inferiore a 0,3 MW;
c) impianti di combustione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW:
d) impianti di combustione, ubicati all'interno di impianti di smaltimento dei rifiuti, alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza termica nominale non superiore a 3 MW, se l'attività di recupero è soggetta alle procedure autorizzative semplificate previste dalla parte quarta del decreto 152/2006 tali procedure sono state espletate;
e) impianti di combustione alimentati a biogas, di potenza termica nominale complessiva inferiore o uguale a 3 MW;
f) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW;
g) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a benzina di potenza termica nominale inferiore a 1 MW;
h) impianti di combustione connessi alle attività di stoccaggio dei prodotti petroliferi funzionanti per meno di 2200 ore annue, di potenza termica nominale inferiore a 5 MW se alimentati a metano o GPL ed inferiore a 2,5 MW se alimentati a gasolio;
i) impianti di emergenza e di sicurezza, laboratori di analisi e ricerca, impianti pilota per prove, ricerche, sperimentazioni, individuazione di prototipi. Tale esenzione non si applica in caso di emissione di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate, come individuate dalla parte II dell'Allegato I alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006.
Sono esclusi dal campo di applicazione gli impianti di incenerimento e gli impianti di coincenerimento dei rifiuti, disciplinati esclusivamente dal decreto legislativo 11 maggio 2005 n.133.
Sono esclusi gli impianti e le attività le cui emissioni sono da considerarsi scarsamente rilevanti agli effetti dell'inquinamento atmosferico, elencate nella parte I dell'Allegato IV alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006.
Sono peraltro esclusi gli impianti destinati alla difesa nazionale e le emissioni provenienti da sfiati e ricambi d'aria esclusivamente adibiti alla protezione e alla sicurezza degli ambienti di lavoro.

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Come ottenere l'autorizzazione

Il gestore che intende installare un nuovo impianto, modificare o trasferire un impianto da un luogo ad un altro deve presentare alla Provincia competente per territorio apposita domanda in bollo, due copie della stessa, progetto dell'impianto e relazione tecnica.

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Utlizzo di solventi

L'art. 275 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, riguardante l'emissione di composti organici volatili stabilisce che l'allegato III alla parte quinta del decreto stesso disciplina gli impianti che utilizzano solventie che superano, relativamente alla specifica attività, determinate soglie di consumo.
Il medesimo allegato stabilisce alla parte II le attività soggette e le relative soglie di consumo di solvente.
I gestori degli impianti da autorizzare o da modificare in maniera sostanziale la cui attività rientra nell'elenco devono compilare, assieme alla domanda di autorizzazione, gli appositi moduli per il calcolo del consumo annuo di solventi in base ai dati presunti e la relativa certificazione.

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