Modifica decorrenza divieto spandimento novembre 2016

Con deliberazione della Giunta regionale di data 11/11/2016, n. 2117, scaricabile dalla sezione delibere nella home page del sito, è stata modificata la  decorrenza del divieto di spandimento dei letami, dei liquami, delle acque reflue e dei concimi azotati nelle zone considerate vulnerabili ai nitrati. Tale modifica incontra le richieste del mondo agricolo per compensare i giorni dei mesi di settembre e ottobre durante i quali le condizioni del terreno non hanno permesso lo spandimento in campo dei reflui di allevamento e dei materiali assimilati.

Fermi restando i 90 giorni e i 120 giorni complessivi di divieto, viene proposta quindi un'interruzione del periodo di divieto della durata di sette giorni a partire da sabato 12 novembre. Conseguentemente, il periodo di divieto sarà esteso fino al 5 febbraio 2017 per alcune tipologie di effluenti e fino al 6 marzo 2017 per altre.

Sono fatti salvi i divieti di spandimento sui terreni gelati, innevati o saturi d'acqua, nonché nei giorni di pioggia e nel giorno successivo a eventi piovosi significativi (maggiori di 10 millimetri), previsti per evitare il percolamento in falda e il compattamento del terreno, per i letami e liquami. Rimane inoltre fermo il divieto di spandimento dei liquami e materiali assimilati tra il 1° novembre e il 29 gennaio nei terreni non destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente.
 

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La normativa

In attuazione alla direttiva del Consiglio dell’Unione europea del 12 dicembre 1991 relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (91/676/CEE), sono stati emanati i provvedimenti normativi sotto specificati.


Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006  ( Norme in materia ambientale)  che riguarda anche la tutela delle acque e delle risorse idriche dall’inquinamento ( sez. II).


- Decreto ministeriale 7 aprile 2006  (Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all’articolo 38 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152) che definisce quali sono i criteri e le norme di base che le regioni sono tenute a far rispettare con i loro regolamenti specifici.


- Decreto del Presidente della Regione 11 gennaio 2013, n.03/Pres ( Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione agronomica dei fertilizzanti azotati e del programma d’azione nelle zone vulnerabili da nitrati, in attuazione dell’articolo 20 della legge regionale 16/2008, dell’articolo 3, comma 28 della legge regionale 24/2009 e dell’articolo 19 della legge regionale 17/2006) che stabilisce le norme che devono essere rispettate dalle aziende che intendano utilizzare effluenti di allevamento su terreni siti in FVG.


 - Delibera della Giunta regionale n. 1920 del 25 settembre 2008 (Individuazione zone vulnerabili da nitrati di origine agricola. Approvazione definitiva) sono delimitati i comuni ricadenti nelle zone ordinarie e nelle zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati.


- Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59  (Regolamento recante la disciplina dell’autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell’articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) con cui si stabilisce che la comunicazione di utilizzazione di effluenti di allevamento rientra nell’Autorizzazione Unica Ambientale.

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Identificazione delle zone ordinarie e delle zone vulnerabili

Con DGR 25 settembre 2008, n. 1920, come indicato dalla normativa europea,  sono state identificate le zone vulnerabili da nitrati (ZVN) di origine agricola in Friuli Venezia Giulia. I comuni del FVG rientrano nella ZVN o in zone ordinarie (ZO) in funzione della vulnerabilità da nitrati del territorio come indicato all’allegato B del regolamento di cui al DPReg 03/2013, alla tabella 4.
Nel dettaglio i Comuni ricadenti in zona vulnerabile da nitrati sono i seguenti:
 

Provincia di Udine

 

Aiello del Friuli, Artegna, Bagnaria Arsa, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Carlino, Cassacco, Castions di Strada, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Gonars, Latisana, Lestizza, Magnano in Riviera, Majano, Marano Lagunare, Martignacco, Mereto di Tomba, Mortegliano, Moruzzo, Muzzana del Turgnano, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pocenia, Porpetto, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Precenicco, Ragogna, Reana del Rojale, Rive d’Arcano, Rivignano, Ronchis, Ruda, San Daniele del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Santa Maria la Longa, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sedegliano, Talmassons, Tarcento, Tavagnacco, Teor, Terzo di Aquileia, Torviscosa, Treppo Grande, Tricesimo, Trivignano Udinese, Udine, Varmo, Visco


Provincia di Pordenone

 

Montereale Valcellina


Tutti gli altri comuni ricadenti nel territorio del FVG non compresi nell'elenco sono da considerarsi come ricadenti nelle zone ordinarie NON vulnerabili (ZO).

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Chi deve presentare la Comunicazione

Le aziende che producono e/o stoccano e/o distribuiscono gli effluenti di allevamento, acque reflue o materiali assimilabili, hanno l’obbligo di redigere una comunicazione di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, sia che ricadano in zone ordinarie, sia che ricadano in zone vulnerabili secondo quanto riportato dagli articoli 14 e 24 del regolamento di cui al DPREG 03/2013.

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Il contenuto della Comunicazione

Le informazioni contenute nella comunicazione sono quelle previste dall’allegato D al regolamento e sono di seguito indicate.

 

 Classe dimensionale

 In zone ordinarie

 In zone vulnerabili da nitrati

Utilizzazione agronomica di azoto al campo minore o uguale a 1000 kg/anno
 
Esonero dalla comunicazione Esonero dalla comunicazione
Utilizzazione agronomica di azoto al campo compresa tra 1001 e 3000 kg/anno
Esonero dalla comunicazione
Comunicazione semplificata di cui alla parte A dell’allegato D
Utilizzazione agronomica di azoto al campo compresa tra 3001 e 6000 kg/anno Comunicazione semplificata di cui alla parte A dell’allegato D

Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
 

Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)

Utilizzazione agronomica di azoto al campo maggiore di 6000 kg/anno Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D

Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
 

Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)

Allevamenti a cui si applica il punto 6.6 dell’allegato VIII alla parte II D.Lgs. 152/2006 Integrazione tra le procedure di autorizzazione ai sensi del D.lgs. 152/2006e comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)
Integrazione tra le procedure di autorizzazione ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)
Allevamenti > di 500 Unità di Bestiame Adulto (UBA) Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)
Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)

 

 • I valori di azoto al campo sono calcolati con riferimento alle tabelle 1 e 2 dell’allegato A .
• Nel caso di particolari modalità di gestione e trattamento degli effluenti, le quantità e le caratteristiche degli effluenti prodotti sono determinate secondo le modalità riportate nell’allegato A.
• La documentazione, a supporto dei valori determinati, è allegata alla comunicazione.
• Le aziende che producono o effettuano lo stoccaggio degli effluenti di allevamento in sedi ricadenti sia in ZO sia in ZVN, rispettano gli obblighi riferiti alle classi dimensionali delle ZVN.
• Le aziende che effettuano lo spandimento degli effluenti di allevamento in terreni ricadenti sia in ZO sia in ZVN, rispettano gli obblighi riferiti alle classi dimensionali delle ZVN.


PARTE A - Contenuti della comunicazione semplificata per le aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento
1) Per le aziende che producono effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a)l’identificazione dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
b)la definizione di specie, categoria, peso vivo degli animali allevati, tipo di stabulazione e consistenza dell'allevamento;
c)le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento compresi i valori di azoto al campo, tenendo conto degli apporti meteorici, calcolati con riferimento all'allegato A.
2) Per le aziende che effettuano lo stoccaggio di effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) l’identificazione dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
b) le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento compresi i valori di azoto al campo, sottoposti a stoccaggio;
c) il volume degli effluenti di allevamento assoggettati, oltre allo stoccaggio, a forme di trattamento. Le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento compresi i valori di azoto al campo prodotti sono determinate secondo le modalità riportate nell’allegato A.
d) l’ubicazione, il numero, la capacità e le caratteristiche degli stoccaggi, in relazione alla quantità e alla tipologia degli effluenti di allevamento, delle acque di lavaggio di strutture, attrezzature ed impianti zootecnici.
3) Per le aziende che effettuano lo spandimento di effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) l’identificazione univoca dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
b) l’identificazione catastale dei terreni destinati all'applicazione al suolo degli effluenti zootecnici, il relativo titolo d'uso, la superficie catastale e la superficie idonea allo spandimento;
c) le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento acquisiti da terzi e l’identificazione univoca dell'azienda cedente.


PARTE B - Contenuti della comunicazione completa per le aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento
1) Per le aziende che producono effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) quanto previsto al punto 1) della PARTE A del presente allegato;
b) la descrizione del tipo di alimentazione, dei consumi idrici e dei sistemi di rimozione delle deiezioni.
2) Per le aziende che effettuano lo stoccaggio di effluenti di allevamento la comunicazione contiene quanto previsto dal punto 2) della PARTE A del presente allegato;
3) Per le aziende che effettuano lo spandimento di effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) quanto previsto dal punto 3) della PARTE A del presente allegato;
b) la descrizione delle tecniche di distribuzione, con specificazione di macchine e attrezzature utilizzate e termini della loro disponibilità;
c) l’individuazione della superficie idonea allo spandimento delle aree aziendali omogenee;
d) la distanza tra i contenitori di stoccaggio e gli appezzamenti destinati all'applicazione degli effluenti.


PARTE C - Contenuti della comunicazione per le aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di acque reflue
La comunicazione delle aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di acque reflue contiene:
1) l’identificazione dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
2) le quantità e le caratteristiche delle acque reflue prodotte annualmente;
3) l’ubicazione, il numero, la capacità e le caratteristiche degli stoccaggi, in relazione alla quantità e alla tipologia delle acque reflue e delle acque di lavaggio di strutture, attrezzature e impianti;
4) l’identificazione catastale dei terreni destinati all'applicazione al suolo delle acque reflue, il relativo titolo d'uso, la superficie catastale e la superficie idonea allo spandimento;
5) le quantità e le caratteristiche delle acque reflue acquisite e l’identificazione univoca dell'azienda cedente;
6) la descrizione delle tecniche di distribuzione, con specificazione di macchine e attrezzature utilizzate e termini della loro disponibilità;
7) l’individuazione della superficie idonea allo spandimento delle aree aziendali omogenee;
8) la distanza tra i contenitori di stoccaggio e gli appezzamenti destinati all'applicazione delle acque reflue;
9) il tipo di utilizzazione, irrigua o per distribuzione di antiparassitari.
La comunicazione ha validità di cinque anni dalla data di presentazione a meno che non intervengano variazioni nelle superfici interessate allo spandimento, variazioni significative nei quantitativi di azoto prodotti, nelle capacità di stoccaggio, nei titoli di conduzione dei terreni e nei rapporti di cessione/acquisizione di effluenti così come indicato dettagliatamente al comma 9 dell’art. 14 del Regolamento.

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Dove si presenta la Comunicazione

Il decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 , prevede che le comunicazioni per l’utilizzazione degli effluenti di allevamento e delle acque reflue rientrino nella più ampia Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Trattandosi di attività soggette solo a comunicazione, è lasciato alla volontà ai soggetti coinvolti se avvalersi dell’AUA o meno, ma resta obbligatoria la presentazione della comunicazione per il tramite del SUAP. Infatti tale istanza, corredata  dai  documenti,  dalle   dichiarazioni   e   dalle   altre attestazioni previste dalle vigenti  normative  di  settore  relative agli  atti  di  comunicazione,  notifica  e  autorizzazione, viene  presentata esclusivamente per il tramite del SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) che provvederà successivamente a trasmetterla alle altre autorità competenti.
 

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Quando si presenta la Comunicazione

 La comunicazione è presentata almeno trenta giorni prima dell’inizio dell’attività di utilizzazione agronomica.

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Divieti nello spandimento

Fermi restando i divieti di spandimento degli effluenti di allevamento e dei materiali assimilati in relazione alla distanza dai corsi d’acqua, dalle strade, dai centri abitati, alle condizioni del terreno (es. terreno saturo d’acqua o gelato), alle condizioni meteo, alle colture presenti, alla pendenza del terreno e in altri casi, così come riportato agli articoli 4 (letami in zone ordinarie),  5 (liquami in zone ordinarie ), 10 (acque reflue in zone ordinarie), 18 (letami in zone vulnerabili ai nitrati) e 19 (liquami in zone vulnerabili) del regolamento è fatto altresì DIVIETO DI SPANDIMENTOIN ZONE VULNERABILI :


dal 1° novembre al 29 gennaio
a) dei letami ad esclusione delle deiezioni degli avicunicoli di cui al comma 2, lettera b);
b) dei concimi azotati e ammendanti organici;
c) dei liquami e delle acque reflue in terreni destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente.


dal 1° novembre al 28 febbraio
a) dei liquami e delle acque reflue in terreni destinati a colture diverse da quelle di cui sopra alla lettera c);
b) delle deiezioni degli avicunicoli essiccate con processo rapido a tenori di sostanza secca superiori al 65 per cento.

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Digestato da biomasse

Attualmente è in fase di approvazione a livello nazionale una modifica alla normativa relativamente al digestato da biomasse. Nel frattempo le ditte produttrici/utilizzatrici di digestato proveniente da biomasse per la produzione di energia  possono comunque presentare la comunicazione di spandimento considerando il digestato stesso alla stregua di letame o liquame in presenza di materiale non palabile.

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