La Regione rilascia i provvedimenti concessori relativi alle piccole e grandi derivazioni da corsi d'acqua superficiali (fiumi, torrenti, rogge, laghi e canali, sia naturali che artificiali), da falda o da sorgente.

La risorsa idrica del Friuli Venezia Giulia rappresenta una ricchezza naturale rilevante, sia per la disponibilità che per la facilità di approvvigionamento. 
Le acque provenienti dalle sorgenti, dalle falde e dai corsi d’acqua della Regione sono utilizzate, a vario titolo, per: 

  • il consumo umano attraverso gli impianti di acquedotto e i pozzi privati; 
  • produrre energia elettrica; 
  • irrigare; 
  • usi industriali; 
  • usi ittiogenici; 
  • uso geotermico; 
  • uso termale; 
  • uso oligominerale e di sorgente.

Tutti coloro che intendono derivare o utilizzare acqua pubblica devono chiedere la concessione di derivazione all'Autorità competente. Le concessioni di derivazione si dividono in grandi e piccole in base al quantitativo d’acqua prelevato. 
Sono libere, purchè non compromettano l’equilibrio del bilancio idrico, solo l'estrazione e l'utilizzazione di acque sotterranee per usi domestici, attuata dal proprietario del fondo ai sensi dell'art. 93 del R.D. 1775/33, e la raccolta di acqua piovana in invasi e cisterne al servizio di fondi agricoli o di singoli edifici ex art.28 della L.36/94. 
Tutti i pozzi esistenti, a qualunque uso adibiti, anche se non utilizzati, devono essere denunciati dai proprietari, possessori o utilizzatori alla Regione e alla Provincia territorialmente competente. 
La Regione rilascia i provvedimenti concessori relativi alle piccole e grandi derivazioni da corsi d'acqua superficiali (fiumi, torrenti, rogge, laghi e canali, sia naturali che artificiali), da falda o da sorgente. 

 

CADA - Sportello consultazione pratica e trasmissione misure di prelievo d'acqua

Si informa che dal 6 dicembre 2018  tutti i titolari di utenza a qualsiasi titolo possono accedere allo sportello CADA (Concessioni/Autorizzazioni a derivare acqua) per consultare la propria pratica e trasmettere le relative misure del prelievo d'acqua.

 

Si ricorda inoltre che i titolari di utenza a qualsiasi titolo per l'uso irriguo agricolo devono comunicare i dati di misura/colturali a fine stagione irrigua in CADA, in recepimento alle Direttive per la quantificazione dei volumi idrici ad uso irriguo (delibera di Giunta Regionale n. 2632. dd. 29.12.2016), al seguente link: CADA. Il Servizio CADA permette all'utente di trasmettere all'Ufficio competente:

  • Il dato di misura da contatore/i, obbligatorio/i nel caso in cui la portata complessiva individuata nel decreto/disciplinare di concessione sia superiore a 100 l/s;
  • i dati colturali per ogni particella catastale interessata dall'irrigazione, obbligatori nel caso in cui la portata complessiva individuata nel decreto/disciplinare di concessione sia compresa tra 10 e 100 l/s. In tale caso il Servizio CADA propone i dati di consistenza territoriale presenti nel fascicolo aziendale del S.I.AGRI FVG (sistema Informativo agricolo della Regione Friuli Venezia Giulia) che sono associabili al titolare di utenza di derivazione d'acqua. I dati colturali non sono obbligatoriamente richiesti nel caso in cui vengono forniti i dati di misura da contatore.

E' necessario attivare la carta regionale dei Servizi o attivare le credenziali Spid prima di effettuare la registrazione al servizio CADA. Per informazioni sull'attivazione della carta regionale dei Servizi, istruzioni e indirizzi degli sportelli pubblici abilitati, si prega di consultare la seguente pagina web: attivazione carta regionale dei Servizi. Per l'attivazione di Spid si prega di consultare la seguente pagina web: attivazione Spid

Nel caso in cui il titolare di utenza intende avvalersi di altra persona fisica o giuridica per l'accesso al servizio di trasmissione dei dati, è inoltre necessario compilare la richiesta di delega in formato digitale presente nella sezione documentazione e trasmetterla via pec a ambiente@certregione.fvg.it o via mail a cada@regione.fvg.it .
Per qualsiasi richiesta di supporto sul servizio CADA si prega di scrivere al seguente indirizzo email: cada@regione.fvg.it indicando eventualmente un recapito telefonico per essere contattati.

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Tariffario e avviso di pagamento PagoPa

E' attivo il nuovo sistema di pagamento elettronico dei canoni di Concessione demaniali sulle derivazioni d'acqua per le pubbliche amministrazioni (PagoPA). Il pagamento potrà essere effettuato esclusivamente con le modalità indicate nell'avisatura. Si comunica altresì che solamente per l’anno 2019 l’avviso di pagamento sarà trasmesso indicativamente entro il 31 marzo 2019 e, come previsto dalla L.R. n.25 del 6 novembre 2018 articolo 4 comma 1, la relativa scadenza è stata posticipata al 30 giugno 2019. Il tariffario è disponibile al seguente link: tariffario Derivazioni d'acqua biennio 2019-2020

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Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua

Il Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua è stato istituito dall'articolo 35 della Legge regionale 11/2015 in attuazione dell'articolo 95, comma 5, del decreto legislativo 152/2006. E' un sistema informatico dinamico che rileva e censisce le utilizzazioni in atto per tutti i corpi idrici presenti sul territorio regionale, fornendone un'evidenza geograficamente referenziata, nonché raccoglie e ordina le informazioni relative ai medesimi. 

Le informazioni pubblicate si riferiscono alle utilizzazioni in iesercizio. Viste le finalità pianificatorie del database GIS, sono disponibili anche le informazioni relative a pratiche che sono al momento in istruttoria e pubblicabili secondo quanto previsto dalla normativa vigente, in attesa della definizione, o conclusione, del procedimento. Per ulteriori dettagli sui dati disponibili si consulti le informazioni presenti nel webgis dedicato alle risorse idriche nella collezione di dati Pressioni-Utilizzazioni-Derivazioni.

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Modulistica

Nella sezione modulistica della presente pagina internet è possibile reperire le informazioni necessarie per la presentazione della domanda di concessione o di licenza di attingimento, per la denuncia di un pozzo, per il riconoscimento all’uso di acqua pubblica e per l’autorizzazione alla ricerca di acque sotterranee.
Si informa che con il decreto del direttore centrale della direzione ambiente ed energia n. 2957 del 22 dicembre 2016 sono stati approvati, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lett. h), della legge regionale 11/2015, lo schema tipo del provvedimento di concessione e del disciplinare relativi alle concessione a derivare ad uso idroelettrico, nonché lo schema tipo del provvedimento di concessione e del disciplinare relativi alla concessione a derivare per tutti gli altri usi, allegati da 1 a 4 al presente decreto.
Inoltre, con il decreto del direttore centrale della direzione ambiente ed energia n. 2958 del 22 dicembre 2016 si è provveduto ad approvare:

  • lo schema tipo della domanda per la determinazione sperimentale del deflusso minimo vitale (DMV) con le relative linee guida, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lett. i) e dell’articolo 36, comma 3 della legge regionale 11/2015;
  • le linee guida per la predisposizione dei piani di monitoraggio, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lett. k) e dell’articolo 36, commi 2 e 4 della legge regionale 11/2015.

Si informa che con il decreto del direttore centrale della direzione ambiente ed energia n. 3217 del 25 ottobre 2017 si è provveduto ad aggiornare le linee guida per la predisposizione dei piani di monitoraggio.

I sopracitati documenti sono scaricabili nella sezione documentazione.

Nella sezione documentazione si riportano anche la relazione ricognitiva e la nota di data 28 giugno 2018 con la quale si è provveduto a dare attuazione all’art. 5 della deliberazione n. 2 del 14 dicembre 2017 della Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Distretto delle Alpi Orientali, avente per oggetto l’adozione di una “Direttiva per la determinazione dei deflussi ecologici a sostegno del mantenimento/raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dal Piano di Gestione del distretto idrografico delle Alpi Orientali”. In particolare il citato art. 5 prevede che entro il 30 giugno 2018 le Regioni e le Province Autonome debbano:

  • verificare la coerenza della metodologia di calcolo del deflusso minimo vitale già applicata sul territorio di competenza rispetto a quella introdotta con la Direttiva deflussi ecologici, provvedendo ad aggiornare nei territori di competenza i valori dei parametri previsti;
  • adottare i provvedimenti amministrativi necessari a garantire l’attuazione progressiva, nel periodo tra il 1° luglio 2018 ed il 31 dicembre 2021, della disciplina sul deflusso ecologico;
  • individuare i corpi idrici dove sia necessario condurre una sperimentazione tecnico – scientifica di dettaglio per la determinazione sito specifica del valore del deflusso ecologico e dove sia necessario condurre appositi monitoraggi post – operam sugli effetti delle derivazioni.

     

 

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