Nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia le funzioni dello Sportello per l’Immigrazione sono svolte da tre Enti:

•la Questura che rilascia i permessi di soggiorno ai cittadini extracomunitari;
•la Prefettura che rilascia i nulla osta al ricongiungimento familiare in favore di familiari di cittadini extracomunitari già regolarmente soggiornanti sul territorio italiano;
•la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che rilascia il nulla osta al lavoro subordinato in favore di cittadini extracomunitari e rilascia il parere su alcune tipologie di conversione di permessi di soggiorno.

Le funzioni della Regione

L'ufficio regionale "Funzioni specialistiche in materia di lavoro, stranieri e conflitti" rilascia il nulla osta al lavoro per i cittadini extracomunitari che intendono lavorare in Italia (anche in posizione di distacco dall'estero) ed effettua le conversioni di permessi di soggiorno già rilasciati per studio/tirocinio/formazione, per lavoro stagionale o permessi di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Stati membri UE, in permessi di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo.

Possono quindi rivolgersi allo sportello, per ottenere tutte le indicazioni finalizzate ad ottenere il nulla osta al lavoro o la conversione del permesso di soggiorno, i datori di lavoro interessati all’assunzione di cittadini extracomunitari ed i cittadini extracomunitari stessi che rientrino nelle seguenti categorie:

  • residenti all’estero;
  • già regolarmente soggiornanti in Italia per motivi di studio/tirocinio/formazione;
  • già regolarmente soggiornanti in Italia per motivi di lavoro stagionale;
  • già regolarmente soggiornanti in Italia perché in possesso di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da un altro Stato membro UE;
  • già regolarmente soggiornanti in Italia perché titolari di un permesso di soggiorno per ricerca scientifica o di Carta Blu UE o titolari di alcune differenti tipologie di permesso di soggiorno previste dalla normativa (in questi casi tutte le informazioni particolari saranno fornite direttamente dagli operatori degli uffici).

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Lavoratore extracomunitario già regolarmente soggiornante in Italia: quando l'assunzione è possibile

Prima di poter essere assunto, un cittadino extracomunitario già regolarmente soggiornante in Italia deve verificare la tipologia del permesso di soggiorno in suo possesso per essere sicuro che tale titolo gli consenta di poter svolgere attività lavorativa.

Si evidenzia che non tutti i permessi di soggiorno che abilitano al lavoro consentono di svolgere qualsiasi attività lavorativa, bensì, come ad esempio nel caso del permesso di soggiorno rilasciato per "motivi di lavoro stagionale" o per "casi particolari", la tipologia del permesso può restringere fortemente i campi e le possibilità di impiego del lavoratore.

A tale scopo si invitano i lavoratori interessati a verificare la tipologia del permesso di soggiorno in proprio possesso e, nel caso di dubbi, si invitano gli stessi a contattare gli uffici dello Sportello per l'Immigrazione.

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La conversione dei permessi di soggiorno

Nei casi in cui:

  • il cittadino extracomunitario che risiede regolarmente in Italia per motivi di studio(o tirocinio o formazione)  riceva la proposta di un con un contratto di lavoro subordinato che prevede un orario di lavoro settimanale superiore alle 20 ore, o decida intraprendere un'attività di lavoro autonomo; 
  • il cittadino extracomunitario che risiede regolarmente in Italia per motivi di lavoro stagionale riceva la proposta di assunzione per un periodo superiore a 9 mesi o di un impiego in un settore diverso da quello stagionale;
  • il cittadino extracomunitario che risiede regolarmente in Italia sia in possesso di un permesso per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da un altro Stato Membro UE riceva la proposta di un con un contratto di lavoro subordinato o decida intraprendere un'attività di lavoro autonomo;

la prestazione dell'attività lavorativa sarà possibile solo richiedendo la conversione del permesso di soggiorno in proprio possesso in un permesso per “motivi di lavoro”.

Qui di seguito saranno illustrate le procedure relative ai diversi tipi di conversione del permesso di soggiorno.

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Lavoratore extracomunitario nel Paese d'origine

L'ingresso nel territorio italiano di un lavoratore ancora all'estero è possibile nell'ambito e con i limiti del sistema delle "quote" definite annualmente tramite i decreti flussi adottati dal Governo. I decreti flussi stabiliscono il numero massimo complessivo di ingressi in Italia per lavoro subordinato, stagionale e non stagionale, formazione ed altri eventuali casi particolari.
In tale caso si ricorda che SOLO il datore di lavoro regolarmente soggiornante in Italia può presentare la domanda di nulla osta al lavoro al competente Sportello per l'Immigrazione

E' altresì possibile, al di fuori delle quote definite dai decreti flussi, l'ingresso in Italia solo per figure professionali o per casi particolari previsti dalla normativa. 
Di seguito saranno riportate le casistiche più comuni riscontrate a livello regionale, che riguardano le richieste di nulla osta ad iniziativa dei datori di lavoro.

 

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Lavoratori provenienti da Paesi appartenenti all'Unione Europea

I cittadini dell'Unione europea hanno diritto di libera circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri e nei loro confronti non si applicano le disposizioni del Testo unico sull'immigrazione, bensì le norme contenute nel Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 (Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri).

In base al decreto tutti i cittadini comunitari possono entrare e soggiornare in Italia fino a tre mesi senza alcuna formalità, senza alcun visto di ingresso, ma solamente disponendo di un documento di identificazione valido all'ingresso nel territorio dello Stato.
Oltre i tre mesi dall'ingresso non c'è più l’obbligo di richiedere la carta di soggiorno ma è necessario iscriversi all'anagrafe del comune di residenza

In base ai principi di libera circolazione e quindi di equiparazione ai lavoratori italiani, stabiliti con il sopra citato decreto, le procedure per l'assunzione di un lavoratore comunitario sono le stesse previste per i lavoratori italiani.

Gli Stati membri dell’Unione Europea cui si applicano le presenti disposizioni sono:
Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania,  Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo,  Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Sono equiparati ai cittadini dell’Unione Europea i cittadini Svizzeri e i cittadini degli stati appartenenti allo Spazio Economico Europeo – SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein)

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