I limiti del permesso di soggiorno per studio

Il permesso di soggiorno per motivi di studio consente allo studente extracomunitario che ne è in possesso di svolgere qualsiasi attività lavorativa fermo restando il limite di 20 ore settimanali (anche cumulabili per 52 settimane fino al limite massimo di 1.040 ore annuali) .
Per prestazioni lavorative superiori alle 20 ore settimanali è necessario che lo studente converta il permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro.

La domanda di conversione va inoltrata prima della scadenza del permesso di soggiorno .

I cittadini extracomunitari che sono in possesso di un permesso di soggiorno per studio (o tirocinio o formazione professionale) ancora in corso di validità e che hanno ricevuto una proposta di lavoro subordinato che prevede almeno 20 ore di impiego settimanali, possono richiedere la conversione del proprio permesso di soggiorno per motivi di lavoro, in presenza però di determinati requisiti e condizioni.

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I requisiti necessari per richiedere la conversione del permesso di soggiorno
 

Prima di richiedere la conversione del permesso di soggiorno è necessario verificare i requisiti necessari.

Per poter presentare la domanda in ogni periodo dell’anno (c.d. “ conversione extra quote”), senza le restrizioni ed i limiti posti dai c.d. “decreti flussi” è necessario che il cittadino extracomunitario in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per “ motivi di studio” in corso di validità:
- fosse presente in Italia al momento del raggiungimento della maggiore età ed abbia successivamente e con continuità ottenuto e rinnovato il proprio permesso di soggiorno per studio sino al momento della richiesta di conversione;
oppure
- sia venuto in Italia successivamente al raggiungimento della maggiore età ed abbia conseguito un titolo di studio fra quelli previsti dalle circolari ministeriali.

Se non si è raggiunta la maggiore età in Italia e non si è conseguito alcun titolo di studio fra quelli previsti dalle circolari, ma si è in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per “motivi di studio, o tirocinio e/o formazione professionale” in corso di validità, per presentare la domanda di conversione è necessario interpellare lo Sportello per l'Immigrazione per verificare la disponibilità di quote, a tal fine previste dall'apposito “ decreto flussi” che stabilisce il numero di conversioni autorizzabili.

La domanda di conversione del permesso di soggiorno rilasciato per motivi di studio o tirocinio o formazione professionale in lavoro subordinato deve essere inoltrata telematicamente dal titolare del permesso di soggiorno (o da altro soggetto accreditato quale ad esempio un patronato) attraverso il portale del Ministero dell'Interno che la indirizza allo Sportello Unico Immigrazione della provincia di residenza dello studente straniero.

Una volta registrati sul portale del ministero dell'interno, per l’inoltro della domanda di conversione va compilato:
-il modello V2 per le conversioni " extra quote";
-il modello VA per le conversioni " con quote- decreto flussi".

Il sistema ministeriale rilascerà al cittadino richiedente una ricevuta di avvenuto inoltro della domanda di conversione.

Tale ricevuta non costituisce titolo di soggiorno.

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Convertire il permesso extra quote

E’ possibile convertire il permesso di soggiorno da studio a lavoro subordinato senza la necessità di apposite quote stanziate dal cosiddetto “decreto flussi” solo nei seguenti casi:

- quando il cittadino extra UE in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per “motivi di studio” in corso di validità ha completato un percorso di studi universitari in Italia, conseguendo uno dei seguenti titoli di studio accademici:

  • Laurea (3 anni, 180 crediti formativi universitari o CFU);
  • Laurea specialistica/magistrale (300 CFU, comprensivi dei 180 crediti universitari della Laurea o 180 CFU della Laurea oltre ai 120 CFU per la Laurea magistrale);
  • Diploma di specializzazione (minimo 2 anni);
  • Dottorato di ricerca (minimo 3 anni);
  • Master universitario di I livello (durata minima 1 anno – 60 crediti), cui si accede con la laurea;
  • Master universitario di II livello (minimo 60 crediti universitari) cui si accede con il diploma di laurea, ex legge n. 341/90 o con la laurea specialistica o con la laurea magistrale;
  • Attestato o Diploma di perfezionamento (durata annuale – 60 crediti) cui si accede con il Diploma di Laurea ex L. 341/90 o con la laurea specialistica magistrale

oppure

- il cittadino extra UE in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per “motivi di studio” in corso di validità era presente in Italia al momento del raggiungimento della maggiore età ed ha successivamente e con continuità ottenuto e rinnovato il proprio permesso di soggiorno per studio sino al momento della richiesta di conversione. 

e inoltre

- il cittadino extra UE ha ricevuto una proposta di lavoro subordinato che preveda almeno 20 ore di impiego settimanali (o stia già lavorando 20 ore settimanali).

Per l’avvio della procedura bisogna quindi compilare telematicamente il modello V2 seguendo le indicazioni riportate sul portale del Ministero dell’Interno
 

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Convertire il permesso con le quote- "decreto flussi"

E’ possibile convertire il permesso di soggiorno da studio a lavoro subordinato per il cittadino extra UE in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per “motivi di studio, o tirocinio e/o formazione professionale” in corso di validità che:
 
- non ha terminato il percorso di studi;
 
oppure

-  ha terminato il percorso di tirocinio o formazione professionale; 

e inoltre
 
- ha ricevuto una proposta di lavoro subordinato che prevede almeno 20 ore di impiego settimanali  (o sta già lavorando 20 ore settimanali).
 
In questo caso dovrà essere verificata la disponibilità di quote previste dal cosiddetto “ decreto flussi” con il quale, di anno in anno,  vengono assegnate agli Sportelli Unici per l'Immigrazione le "quote", ovvero il numero massimo di domande accoglibili da ogni Sportello, definendo nel contempo modalità e tempistiche. 
 
Per l’avvio della procedura , dopo l’emanazione del decreto flussi si deve compilare telematicamente il modello VA seguendo le indicazioni riportate sul portale del Ministero dell’I nterno.

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Cosa succede dopo l'invio dell'istanza di conversione

Lo Sportello Unico per l'immigrazione competente riceve l'istanza telematica sulla quale la Regione esprime il proprio parere (assegnando anche la quota, se ancora disponibile, nel caso di domanda con decreto flussi), dopo aver esaminato la documentazione da presentare a cura del richiedente.

In caso di parere favorevole, allo studente sarà consegnato in triplice copia il contratto di soggiorno (mod Q) da far sottoscrivere al datore di lavoro.

Successivamente presso la Prefettura verrà consegnata al richiedente tutta la modulistica (modello 209 -“kit postale”) per il successivo invio alla Questura competente territorialmente che, infine, rilascerà il permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

In caso di parere negativo viene inviata al richiedente una lettera di comunicazione del preavviso di rigetto dell'istanza e la motivazione dello stesso.
Qualora non pervenisse alcuna risposta alle richieste di cui sopra, entro 10 giorni dal ricevimento della suddetta comunicazione si procederà al rigetto della domanda di conversione presentata.

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Documentazione da produrre

  • n.1 marca da bollo da € 16,00 indicata nella domanda telematica;
  • copia del passaporto dello studente straniero e del permesso di soggiorno del quale si richiede la conversione;
  • fotocopia del documento d’identità del datore di lavoro (se straniero copia del titolo di di soggiorno);
  • certificato di laurea o del titolo di studio o sul completamento del tirocinio (solo nei casi dove previsto);
  • indicazione del n° di matricola INPS e codice INAIL – PAT dell’azienda;
  • proposta del contratto di lavoro (contenente indicazioni sulla tipologia di contratto CCNL applicato, orario di lavoro settimanale, località di impiego, etc.) firmata dal datore di lavoro e per accettazione anche dal lavoratore o, se già assunto (massimo 20 ore settimanali) copia del contratto lavoro stipulato o del modello UNILAV;
  • ricevuta comprovante la richiesta di ottenimento dell’attestazione di idoneità alloggiativa per l’alloggio di residenza.

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