QuaderniORIENTAMENTO_42_new - page 14

13
QUADERNI DI
ORIENTAMENTO
42
CONCLUSIONI
Il mondo contemporaneo, al quale gli
stessi ragazzi appartengono, ha biso-
gno per il suo progresso ed il suo futuro
dell’esistenza di una categoria di po-
polazione, i giovani, ai quali è richiesto
di abdicare a molti tratti della propria
soggettività. Creare però una condizione
psicologica a sé (l’adolescenza), attraver-
so cui giustificare l’assoggettamento di
questa fascia di popolazione, è una ope-
razione di malafede nel senso
sartriano
del termine. Ovviamente, si tratta di uno
status temporaneo destinato a svanire
con l’ingresso nel “mondo adulto” e così,
come gran parte della psicopatologia ge-
nerata dal carcere scompare con lames-
sa in libertà, il variegato disagio giovanile
termina con l’assunzione sociale della
funzione adulta. Tuttavia, quello che è il
prodotto dell’alienazione giovanile, ovve-
ro la così detta crisi dell’adolescenza, ha
talvolta connotati di dolore così intenso
e clamoroso tali da richiedere decodifica
e aiuto. Quando però medici e psicologi
si affacciano sullo scenario della crisi
dovrebbero ricordarsi pure come il se-
gno del disagio non è intrinsecamente
dato, ma nasce dall’incontro tra giovane
e operatore.
La sofferenza non esiste in natura co-
me nome o malattia, essa si fa malattia
nell’impatto diagnostico col medico che
è quindi un atto storico. In natura esi-
stono, ad esempio, la tristezza e il mal di
gola, non esistono il disturbo depressivo
maggiore o la faringite purulenta, termini
i quali trasformano la natura in una dia-
gnosi che come tale resterà nella storia
del soggetto, diversamente da quanto
avrebbero fatto tristezza o bruciore di
gola. Di fronte ad un giovane, il rischio
è, quindi, quello di incanalare una “crisi”
di per sé transitoria ed esistenziale verso
itinerari di malattia e di cura, con ovvi
vantaggi per la little factory degli esperti
dell’adolescenza, per “big pharma” e per
la “falsa coscienza” collettiva.
D’altro canto fa parte del saperemedi-
co (un sapere antecedente la creazione
della adolescenza) il fatto chemolti gravi
quadri psicopatologici hanno origine in
questa età, basti pensare che il termine
originale dato alla fine del 1800 da Kra-
epelin a quelle che poi saranno definite
“Schizofrenie” era “Dementia Praecox”,
ove “Praecox” stava per “Giovanile”. Di-
scernere i disagi prodotti dall’alienazione
giovanile dai quadri psicopatologici veri
e propri, è ovviamente una funzione che
non può essere elusa anche se pone il
medico più esperto e sensibile davanti
a dubbi e incertezze.
Graziano Graziani
Psichiatra, Neuropsichiatra Infantile,
Psicoanalista (S P I )
BIBLIOGRAFIA
Fossi G.
,
La psicoterapia dinamico-
evoluzionistica
, Milano, Franco Angeli,
2005.
Meltzer D.
, Psicopatologia
dell’adolescenza,
Quaderni di
psicoterapia infantile,
1, 15-32, 1978.
Shapiro T., Hertzig M.
, (1999),
Sviluppo normale del bambino e
dell’adolescente, in Hales R., Yudofsky
S., Talbott J., (Eds.)
Psychiatry
,
Washington D. C., The American
Psychiatric Press, 2004.
Ariès P.
,
Padri e figli nell’epoca
medioevale e moderna
, Bari,
Laterza, 1968.
Dulit E.
, Adolescent thinking à la
Piaget: the formal stage,
Journal of Youth and Adolescence
,
4, 281-301, 1972.
Esman A.
,
Adolescence and Culture
,
Columbia University Press,
New York, 1990.
1...,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13 15,16,17,18,19,20,21,22,23,24,...118
Powered by FlippingBook