Il decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017. n. 31 ( Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata),  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 68 del 22 marzo 2017, ed entrato in vigore lo scorso 6 aprile 2017, ha individuato fattispecie di interventi di lieve entità escluse dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposte al regime dell’autorizzazione paesaggistica semplificata nonché ha operato ulteriori semplificazioni al relativo procedimento.
Particolare attenzione ha meritato il regime di prima applicazione del decreto, con specifico riguardo ai profili di diritto intertemporale. In particolare, il regolamento all'articolo 13 ha previsto l'efficacia immediata delle disposizioni di semplificazione del decreto nelle Regioni a statuto ordinario. Le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano sono state chiamate ad adeguare la propria legislazione ai sensi dei rispettivi statuti e norme di attuazione, fermo restando  che gli interventi esenti da autorizzazione paesaggistica declinati nell’allegato A al decreto trovano immediata applicazione anche in esse.  L’articolo 4 del DPR 31/2017 ha inoltre fatti salvi gli specifici accordi di collaborazione già intervenuti tra Ministero e singole Regioni, stipulati ai sensi dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n.241.
Pertanto dal 6 aprile 2017 nella Regione Friuli Venezia Giulia:
1. gli interventi elencati nell’allegato A al DPreg 149/2012 sono soggetti ad autorizzazione semplificata qualora non assorbiti nelle tipologie di intervento comprese nella tabella A del DPR 31/2017;
2. gli interventi esenti da autorizzazione paesaggistica elencati negli Accordi Stato/Regione FVG e ampliativi rispetto agli interventi di cui alla tabella A del DPR 31/2017 continuano a trovare applicazione.
Sul Bollettino Ufficiale della Regione SO 23 del 26 luglio 2017, è stata pubblicata la legge regionale 21 luglio 2017, n. 29 (Misure per lo sviluppo del sistema territoriale regionale nonché interventi di semplificazione dell’ordinamento regionale nelle materie dell’edilizia e infrastrutture, portualità regionale e trasporti, urbanistica e lavori pubblici, paesaggio e biodiversità), in vigore dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.  L’articolo 30 della legge regionale 29/2017 ha introdotto all’articolo 58 della legge regionale 5/2007, i commi 2 bis e 2 ter.   La novella normativa ha disposto che, sino all’adeguamento del regolamento regionale 149/2012 al decreto del Presidente della Repubblica 31/2017, nella Regione Friuli Venezia Giulia   trovano applicazione le più ampliative disposizioni di cui:
a)            al capo II del decreto del Presidente della Repubblica 31/2017;
b)            alla tabella di cui all’a llegato B del decreto del Presidente della Repubblica 31/2017.
I rinvii alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139 (Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione per gli interventi di lieve entità a norma dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni), si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 31/2017.>>.
Una prima, ampia, informazione sul nuovo regolamento, che ha contestualmente abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139,  è contenuta nella analitica relazione illustrativa che lo accompagna, pubblicata sul sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Friuli Venezia Giulia.
Si evidenziano in sintesi i principali gli effetti applicativi della introdotta semplificazione a cura dell’a rticolo 30 della legge regionale 29/2017.  
Il capo II del decreto del Presidente della Repubblica 31/2017, articoli 7-12, rispetto al DPR 139/2010 (recepito dal Regolamento regionale emanato con D.PReg 149/2012) ha:
- alleggerito la documentazione richiesta  (all C modello unificato di istanza – all. D nuovo modello di relazione paesaggistica semplificata) e ha espressamente previsto che non trovino applicazione le disposizioni di cui  al DPCM 12.1.22005 per le autorizzazioni semplificate;
-  assicurato la concentrazione procedimentale (presentazione dell’istanza a Sue e Suap nei casi previsti; presentazione all’amministrazione competente alla tutela in tutti gli altri casi). Inoltre, se l’intervento o le opere richiedono atti ulteriori all’autorizzazione paesaggistica semplificata e al titolo abilitativo, l’amministrazione procedente indice conferenza di servizi e, in questa ipotesi, i termini del procedimento paesaggistico sono dimezzati;
-  soppresso la verifica preliminare di conformità urbanistico-edilizia.
Il procedimento ha mantenuto la durata complessiva di sessanta giorni per il rilascio dell'autorizzazione.
L'articolo 11, comma 8 , del Regolamento ha disposto che  nella procedura semplificata  il parere del soprintendente non è vincolante «quando l'area interessata dall'intervento di lieve entità sia assoggettata a specifiche prescrizioni d'uso nel piano paesaggistico approvato ai sensi del Codice e nel provvedimento di apposizione del vincolo.
Con riferimento alle Commissioni locali del paesaggio  trova applicazione la previsione di cui all’articolo 11 comma 6, del DPR 31/2017 e pertanto resta obbligatorio il loro parere così come previsto dall’articolo 59, comma 3, della legge regionale 5/2007.
Rientrano inoltre nella procedura semplificata anche «le istanze di rinnovo di autorizzazioni paesaggistiche, anche rilasciate ai sensi dell'articolo 146 del Codice, scadute da non più di un anno e relative a interventi in tutto o in parte non eseguiti, a condizione che il progetto risulti conforme a quanto in precedenza autorizzato. Qualora con l'istanza di rinnovo siano chieste anche variazioni progettuali che comportino interventi di non lieve entità, si applica il procedimento autorizzatorio ordinario.Nel caso in cui non siano richieste variazioni progettuali e non siano sopravvenute specifiche prescrizioni di tutela, l’istanza di rinnovo non deve essere corredata dalla relazione paesaggistica semplificata. 
Con riferimento ai procedimenti pendenti alla data del 26 luglio 2017, si richiamano i principi generali  evidenziati nella circolare n. 15/2017 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. In assenza di specifiche disposizioni transitorie, trattandosi di norme procedurali, si applica il principio generale tempus regit  actum, in base al quale i procedimenti in corso all’entrata in vigore della nuova disciplina sono assoggettati al nuovo regime, sia nel caso in cui si tratti di interventi che permangono nel regime semplificato, sia nel caso in cui si tratti di interventi che dal regime ordinario passano al regime semplificato.
Nel caso di interventi ed opere che passano dal regime semplificato al regime di esonero da autorizzazione paesaggistica: le istanze relative sono archiviate dall’autorità procedente previa comunicazione al privato e alla Soprintendenza dell’entrata in vigore del nuovo regime autorizzatorio che individua le tipologie di interventi liberalizzati;
Nel caso di interventi ed opere che passano dal regime ordinario al regime semplificato qualora la procedura in itinere abbia superato i sessanta giorni (o sia quasi decorso interamente il termine previsto per il rilascio dell’autorizzazione) e l’amministrazione procedente abbia già formulato al Soprintendente la sua proposta di provvedimento, il procedimento dovrà essere concluso in base al regime previgente; nel caso in cui l’istruttoria non si sia ancora conclusa o non abbia ancora portato alla trasmissione della proposta alla Soprintendenza, si applica il regime semplificato previsto dal nuovo regolamento, purché vengano garantiti i nuovi termini previsti.