Il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 detta specifiche disposizioni finalizzate a ridurre l’impatto ambientale generato dalla presenza di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (aee) e dalla gestione dei rifiuti da esse generati (raee).

Il decreto, in particolare, impone il raggiungimento di un tasso medio di raccolta separata per i raee provenienti dai nuclei domestici pari ad almeno 4 kg entro il 31 dicembre 2008, definisce ruoli, oneri e competenze dei diversi attori della filiera, ossia produttori, distributori, Comuni, consumatori, gestori di impianti di smaltimento e recupero, nonché regola il sistema autorizzativo degli impianti, gli strumenti per il monitoraggio degli obiettivi di riciclaggio e recupero.

 

Il sistema di raccolta e recupero dei raee, introdotto dal d.lgs. 151/2005 e dai suoi decreti attuativi, ed entrato in vigore nel novembre 2007, attribuisce ai produttori e agli importatori di aee l’onere di finanziare il sistema per il trattamento, il riciclo e lo smaltimento dei raee, imponendo loro di farsi carico di una quota di raee pari alla propria quota di mercato.

Per sostenere tali oneri i produttori possono applicare un eco-contributo raee ai prodotti venduti.

 

Il passo successivo è stato il coinvolgimento della distribuzione nell’attuazione del sistema di ritiro “uno contro uno”, che consiste nel ritiro gratuito dei raee consegnati dai consumatori all’a tto dell’acquisto di un nuovo aee.

Le modalità del sistema di ritiro “uno contro uno” sono state dettate dal decreto del Ministero dell’Ambiente 8 marzo 2010, n. 65 che prevede l’obbligo per i distributori di aee di assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova destinata ad un nucleo domestico, provvedendo altresì al trasporto dei raee presso i centri di raccolta comunali.

Oltre al sistema di ritiro “uno contro uno”, il conferimento dei raee può avvenire direttamente da parte delle utenze domestiche presso i centri di raccolta comunali, ove i raee sono raccolti separatamente sulla base di una suddivisione in cinque gruppi:

 

- R1: freddo e clima, apparecchi quali frigoriferi e climatizzatori;

- R2: grandi bianchi come lavastoviglie, lavatrici e cucine;

- R3: televisori e monitor;

- R4: PED, CE, ITC, apparecchi illuminanti ed altro quali cellulari, aspirapolvere, asciugacapelli;

- R5: sorgenti luminose quali neon e lampadine.

  

I Comuni hanno il compito di gestire i centri di raccolta, gli orari di apertura e tutti i dettagli in merito ai conferimenti dei rifiuti, anche attraverso l’eventuale ritiro a domicilio. I Comuni possono poi fare riferimento ai Sistemi Collettivi, collegati ai produttori, per l’avvio dei raee al trattamento.

I Sistemi Collettivi attualmente attivi in Italia nel settore dei raee domestici sono sedici e afferiscono obbligatoriamente al Centro di Coordinamento raee, un consorzio di natura privata che opera sotto la supervisione del Comitato di Vigilanza e Controllo.

I Sistemi Collettivi si occupano di tutte le fasi successive alla raccolta attraverso un sistema integrato che prevede il ritiro presso i centri di raccolta, il trasporto alle aziende di trattamento accreditate, il trattamento secondo criteri ambientali e di sicurezza, il recupero e l’a vvio a riciclo delle materie riciclabili e lo smaltimento delle parti residue.

 

Il Centro di Coordinamento raee ha siglato con ANCI un accordo di programma che definisce le modalità di gestione dei raee presso i centri di raccolta comunali e stabilisce i criteri per la corresponsione dei premi di efficienza ossia i corrispettivi in denaro che i Sistemi Collettivi versano ai Comuni o ai gestori dei centri di raccolta quando vengono soddisfatti una serie di criteri qualitativi e quantitativi nella raccolta dei raee. I premi di efficienza sono riconosciuti quando il ritiro dei raee è richiesto dal gestore del centro di raccolta nel momento in cui il contenitore è riempito oltre una certa soglia, in modo da evitare trasporti per limitati quantitativi di rifiuti.

L’accordo promuovere l'apertura dei centri di raccolta ai raee provenienti dalla distribuzione, attraverso il sistema di ritiro “uno contro uno”. Solo i centri di raccolta che danno la disponibilità a ricevere anche i rifiuti provenienti dalla distribuzione potranno accedere ai premi di efficienza.

 

Nel luglio 2012, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, è entrata ufficialmente a far parte della legislazione la nuova Direttiva raee (2012/19/UE).

Mantenendo saldi i principi di base della responsabilità condivisa del “chi inquina paga”, il nuovo testo introduce importanti cambiamenti rispetto allo scenario attuale e fissa obiettivi di raccolta e riciclo ambiziosi. Gli Stati Membri avranno tempo fino al 14 febbraio 2014 per recepire la Direttiva all’interno delle legislazioni nazionali con i necessari adattamenti.

Tra le principali novità della nuova Direttiva vi è il nuovo modo di calcolare i tassi di raccolta che non saranno più basati sui chilogrammi di rifiuti per ogni abitante, ma come quantità di raee raccolti in rapporto alla media delle apparecchiature nuove immesse sul mercato nei 3 anni precedenti. Questo comporta un innalzamento degli obiettivi di raccolta: entro il 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di RAEE per ogni 100 tonnellate di nuovi apparecchi elettronici immessi sul mercato (una quantità che diventerà di 65 tonnellate nel 2019).

   

Il Dossier sulla gestione dei raee in Friuli Venezia Giulia

 

Annualmente la Regione in collaborazione con il Centro di Coordinamento RAEE, ente che gestisce sul territorio nazionale il sistema di raccolta di questa tipologia di rifiuti, predispone il “ Dossier sulla gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Friuli Venezia Giulia”. Il dossier è una fotografia della gestione dei raee a livello regionale e raccoglie i dati di dettaglio delle singole Province e delle strutture di raccolta esistenti nei Comuni della regione.

L’iniziativa rappresenta l’occasione per evidenziare i traguardi raggiunti e le specificità della regione e per fare il punto sulle potenzialità e sulle criticità del sistema nazionale che ormai lavora a regime con efficienza.

 

Dossier sulla gestione dei raee in Friuli Venezia Giulia anno 2011

Dossier sulla gestione dei raee in Friuli Venezia Giulia anno 2012