Contributi per progetti innovativi di agricoltura sostenibile, produzioni agricole e utilizzo dei sottoprodotti a scopo energetico, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, miglioramento delle produzioni di qualità.

Finalità e beneficiari

 

La legge regionale 26/2005 ha come finalità primarie quelle di garantire la qualità dello sviluppo sociale ed economico della comunità regionale e qualificare il territorio regionale quale area caratterizzata da un elevato livello di innovazione. In base a ciò la Regione promuove una politica tesa allo sviluppo e alla promozione dell’attività di ricerca, alla diffusione dell’innovazione e del trasferimento di conoscenze e di competenze, anche tecnologiche, a favore delle imprese, dei centri di ricerca e di innovazione e del sistema del welfare e della pubblica amministrazione.

Per quanto attiene ai settori dell’agricoltura e dell’itticoltura, disciplinati dall’articolo 17, la legge interviene a favore di due grandi categorie di beneficiari:
- imprese agricole e del settore della pesca e dell’acquacoltura per la realizzazione di investimenti innovativi a livello aziendale;
- Ersa, Università pubbliche, Istituti di ricerca pubblici ed altri qualificati soggetti privati per la realizzazione di progetti di ricerca e di sperimentazione.

L’obiettivo, nel settore agricolo, è quello di incentivare la ricerca, la promozione, lo sviluppo e la diffusione:
a) di forme sostenibili di agricoltura tenendo conto dei cambiamenti climatici e dell’i mpatto ambientale;
b) di colture agrarie dedicate a uso non alimentare, con particolare riguardo a quelle destinate alle produzioni energetiche attraverso la realizzazione di progetti pilota, su scala ragionevolmente limitata, dimostrativi od innovativi;
c) di tecnologie avanzate e innovative compatibili con l’ambiente per l’utilizzo alternativo e a scopo energetico di prodotti e sottoprodotti delle filiere agroalimentari; 
d) di tecnologie avanzate e innovative per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili e di quelle per la cattura e l’isolamento del biossido di carbonio;
e) del miglioramento dei processi produttivi e dei mezzi di produzione finalizzato alla qualità di prodotto e alla salvaguardia dell’ambiente limitatamente alle produzioni biologiche, a Denominazione di origine controllata (D.O.C.), a Denominazione di origine controllata e garantita (D.O.C.G.), a Indicazione geografica tipica (I.G.T.), a Denominazione di origine protetta (D.O.P.), a Indicazione geografica protetta (I.G.P.), con Attestazione di specificità (A.S.).
 
L’obiettivo, nel settore ittico, è quello di incentivare la ricerca, la promozione, lo sviluppo e la diffusione:
a) di forme sostenibili di pesca e itticoltura, tenendo conto dei cambiamenti climatici e dell’impatto ambientale;
b) di tecnologie avanzate e innovative compatibili con l’ambiente per l’utilizzo alternativo e a scopo energetico di prodotti e sottoprodotti delle filiere della pesca e dell'itticoltura;
c) di tecnologie avanzate e innovative per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili e di quelle per la cattura e l’isolamento del biossido di carbonio;
d) del miglioramento dei processi produttivi e dei mezzi di produzione finalizzato alla qualità di prodotto e alla salvaguardia dell’ambiente .
 
Il regolamento applicativo del citato articolo 17, scaricabile dalla colonna di destra, prevede che, ad ogni progetto venga attribuito un determinato punteggio, a cura di un’a pposita Commissione costituita ad hoc. Le domande vengono finanziate secondo l’ordine della graduatoria, fino ad esaurimento della disponibilità finanziaria.
La percentuale di contributo varia dal 40% al 60% per le imprese agricole, dal 60% al 100% per le imprese della pesca  e, partendo da una percentuale variabile legata alla quota di autofinanziamento, può arrivare fino al 100% per i progetti di ricerca e di sperimentazione.
La legge sull’innovazione, per quanto attiene al settore dell’agricoltura e dell’itticoltura, è giunta al quinto anno di applicazione e il livello di adesione alla stessa è stato sempre crescente nei vari anni

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Progetti realizzati nel periodo 2005-2010

Nei cinque anni di operatività della legge sono pervenute 577 domande, corredate da altrettanti progetti, articolati come segue:


• 400  progetti da parte di imprese nel settore dell’agricoltura;
•   14  progetti da parte di imprese nel settore dell’itticoltura;
• 110  progetti da parte di organismi di ricerca nel settore dell’agricoltura;
•   53  progetti da parte di organismi di ricerca nel settore dell’i tticoltura.

 

Di questi, 503 sono stati ritenuti ammissibili:
• 341  progetti presentati da imprese del settore dell’agricoltura
•   14  progetti presentati da imprese del settore dell’itticoltura
•   96  progetti presentati da organismi di ricerca nel settore dell’a gricoltura
•   52  progetti presentati da organismi di ricerca nel settore dell’i tticoltura.

 

In base alle risorse disponibili sono stati finanziati 193 progetti:
• 143 progetti presentati da imprese del settore dell’agricoltura
•     6  progetti presentati da imprese del settore dell’itticoltura
•   37  progetti presentati da organismi di ricerca nel settore dell’a gricoltura
•     7  progetti presentati da organismi di ricerca nel settore dell’itticoltura

 

Il costo totale dei progetti finanziati ammonta a 32,374 milioni di euro, di cui 22,378 per progetti realizzati da imprese e 9,996 per progetti di ricerca.

I contributi erogati ammontano a 13,237 milioni di euro, di cui 6,841 (51,7%) per progetti realizzati da imprese e 6,396 (48,3 %) per progetti di ricerca.


Dal punto di vista della tipologia di interventi finanziati, si citano i più significativi, raggruppati per tipologia di beneficiari.


Aziende agricole e ittiche: impianti di produzione di calore da residui legnosi viticoli e da utilizzazioni boschive, robot di mungitura, sistemi innovativi di analisi di vini uve e mosti senza l’utilizzo di agenti chimici, realizzazione di pannelli fotovoltaici per la produzione dei fabbisogni energetici aziendali, attrezzature multifunzione con recupero di prodotto per trattamenti nei vigneti, prototipo di macchina automatica per la raccolta dell’asparago bianco, realizzazione di impianti di termovalorizzazione alimentati da lettiere avicole, linee di estrazione di olio vegetale e concentrati proteici da soia per produzioni agroenergetiche, altri interventi.


Organismi di ricerca: studi sulla filiera del bioetanolo, biodiesel, biomasse agroforestali, digestione anaerobica nel settore suinicolo, metodologie per la riduzione delle micotossine nel comparto agrozootecnico, diffusione della coltivazione biologica delle erbe spontanee, miglioramento del bilancio dell’azoto nei terreni agricoli, prove di fattibilità per la trasformazione di cereali biologici in malto, sistemi integrati di distribuzione ecocompatibile dei fitofarmaci, lavorazioni meccaniche e conservative, utilizzo di cover crops, individuazione di kit e biosensori ad elevata sensibilità per la determinazione delle tossine algali, metodi innovativi nel sistema della pesca marina, altri interventi.

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Graduatorie 2010

Sono state approvate, con decreti RAF/9/1866, RAF/9/1867, RAF/9/1868 e RAF/9/1876 dell’8 settembre 2010 (scaricabili dalla colonna di destra), le graduatorie relative alle domande pervenute entro il 21/05/2010. Le quattro graduatorie sono relative rispettivamente ai progetti di ricerca nel comparto dell’agricoltura, dell’itticoltura e agli investimenti da realizzare dalle imprese del settore ittico e dell’agricoltura.

 

Con deliberazione 25 novembre 2010, n. 2411 (scaricabile dalla colonna di destra), la Giunta regionale ha stabilito le risorse da destinare al finanziamento delle graduatorie come segue:

 

 - euro 129.222,79 da destinare alle imprese del settore della pesca e acquacoltura (decreto RAF/9/1868), che consentono il finanziamento delle prime due imprese in graduatoria;

- euro 363.400,00 da destinare alla ricerca nel settore agricolo (decreto RAF/9/1866), che consentono il finanziamento delle prime due ricerche in graduatoria;

- euro 241.027,21 da destinare alla ricerca nel settore ittico (decreto RAF/9/1867), che consente il finanziamento della prima ricerca in graduatoria.



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