Le realtà portuali minori, marittime, fluviali, lacuali e le vie navigabili del territorio regionale.

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Porti e approdi

Le realtà portuali minori, marittime, fluviali e lacuali, nel territorio regionale sono classificate, con decreto dell'assessore competente, in base alla legge regionale 22/1987, come porti o approdi di competenza regionale.

Amministrativamente, però, appartengono al demanio marittimo, che è di competenza statale.
Nella vigente legislatura la competenza nella classificazione è dell'assessore alla pianificazione territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto.

I porti sono definiti dalla stessa legge come strutture dotate di fondali di almeno 3,50 m e delle seguenti attrezzature: banchine, impianti antincendio, scalo d'alaggio, punti luce ed acqua in banchina, segnalamenti fissi per la navigazione diurna e notturna e servizi igienici.

Gli approdi sono le altre strutture portuali, non provviste di tutte le attrezzature sopra indicate, che tuttavia svolgono funzioni nei settori del diporto o della pesca o come porto rifugio.

I porti e approdi così classificati nel territorio regionale sono indicati nelle tabelle 1a - 3b allegate alle norme di attuazione del Piano regionale dei porti e sono i seguenti.


Provincia di Trieste

Porti: Muggia, Grignano, Sistiana, Villaggio del Pescatore.

Approdi: San Bartolomeo - Lazzaretto, Barcola, Cedas, Santa Croce, Filtri Aurisina, Canovella de' Zoppoli, Duino (i porti esistenti lungo l'arco costiero compreso tra Punta Ronco e Barcola Bovedo sono di competenza dell'Autorità portuale di Trieste).


Provincia di Gorizia

Porti: Hannibal, Penisola della Vela, San Vito Marina Azzurra, Mandracchio di Grado, Bocca Primero.

Approdi: Fiume Moschenizza, Lisert, Canale Tavoloni, Cantiere Pizzarello, Panzano e Isola dei Bagni, Canale Valentinis, Lido di Staranzano, Canale Quarantia e Punta Barene, Isola della Schiusa, Barbana, Morgon, Porto Canale di Grado, Valle Cove, San Pietro d'Orio, Porto Buso - Anfora, Moreri, Ormeggi lungo il canale Isonzato, Punta Sdobba.


Provincia di Udine

Porti: Marina di Aquileia, Cervignano centro, Marina di San Giorgio di Nogaro, Marano Lagunare, Comprensorio di Aprilia Marittima, Darsena Lignano, Porto Casoni, Marina Uno, Marina Punta Verde, Marina Punta Faro, Precenicco centro, Titano.

Approdi: Aquileia, Portocanale Natissa, fiume Terzo, vecchia foce fiume Corno, foce fiume Zumello, Nogaro centro, Villanova centro, Nogaredo, Pescarola, Palazzolo centro.


La legge regionale 22/1987 prevede che i piani regolatori degli ambiti portuali di competenza regionale sopra indicati siano redatti dai Comuni competenti per territorio e siano approvati dal Presidente della Regione.

Fanno eccezione gli ambiti portuali di Porto Nogaro, per i quali provvede alla stesura del piano dei porti il Consorzio per lo sviluppo industriale della zona dell'Aussa Corno.

Tutti gli interventi di manutenzione, ristrutturazione o nuova costruzione nei porti e negli approdi di competenza regionale sono eseguiti dal Servizio infrastrutture e vie di comunicazione della Direzione centrale mobilità, energia e infrastrutture di trasporto, che vi provvede direttamente o in delegazione amministrativa intersoggettiva ad Enti locali o Consorzi industriali.

Le concessioni marittime negli ambiti portuali sopra indicati sono rilasciate dalle Capitanerie di Porto competenti per territorio: Capitaneria di Porto di Trieste per la provincia di Trieste e Capitaneria di Porto di Monfalcone per le province di Gorizia e Udine.

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Vie navigabili

Il territorio regionale è percorso da una rete di vie navigabili, che si colloca per la maggior parte del suo sviluppo nella laguna di Grado e Marano, la quale consente il collegamento con il mare dei porti e approdi di competenza regionale presenti nella Bassa pianura friulana, che sono stati evidenziati in precedenza.

Le vie navigabili appartengono, come il resto della laguna alla proprietà della Regione, in base al decreto legislativo 265/2001, che ha attribuito la proprietà e le funzioni amministrative.

La rete è costituita dall’Idrovia Litoranea Veneta e dalle idrovie ad essa afferenti.

La Litoranea Veneta è una via navigabile che congiunge Venezia a Monfalcone, attraverso una serie di canali naturali e artificiali dello sviluppo complessivo di circa 134 km. L’idrovia è classificata come linea navigabile di seconda classe, in base alla classificazione CEMT e in piena operatività, fino agli anni cinquanta del secolo scorso, consentiva il transito a natanti di 600 tonnellate e veniva usata anche per il trasporto di merci.

Attualmente il traffico lungo la litoranea, come su tutta la rete idroviaria è di tipo quasi esclusivamente diportistico, con l’eccezione dei canali che collegano al mare Grado e Marano, che servono anche al traffico peschereccio.


Le idrovie afferenti alla Litoranea Veneta sono le seguenti:

  • - Latisana - Litoranea Veneta, costituita dal fiume Tagliamento;
  • - Palazzolo dello Stella - Litoranea Veneta, costituita dal canale Cialisia e dal fiume Stella;
  • - Aquileia - Litoranea Veneta, costituita dal canale Taiada e dal fiume Natissa;
  • - Belvedere - Litoranea Veneta, costituita dal canale Belvedere.


Gli interventi sulla rete idroviaria sono eseguiti:

  • - relativamente alla manutenzione della segnaletica, dal Servizio infrastrutture e vie di comunicazione della Direzione centrale mobilità, energia e infrastrutture di trasporto;
  • - relativamente alla sorveglianza, dal Consorzio per lo sviluppo industriale del comune di Monfalcone, su delegazione amministrativa dalla Regione, Direzione centrale mobilità, energia e infrastrutture di trasporto (tra gli interventi sono compresi il presidio e la movimentazione delle porte della conca di navigazione di Bevazzana);
  • - relativamente ai dragaggi, dal commissario delegato a fronteggiare l’emergenza socio ambientale nella laguna di Grado e di Marano Lagunare, nominato dal Ministro dell’interno con l'ordinanza 3217 del 3 giugno 2002.


Le funzioni amministrative sulla rete idroviaria sono svolte:

  • - relativamente agli adempimenti connessi alla navigazione, dal Servizio infrastrutture e vie di comunicazione della Direzione centrale mobilità, energia e infrastrutture di trasporto della Regione (ricade tra essi l’autorizzazione per la navigazione a motore sul fiume Noncello);
  • - relativamente alle concessioni demaniali sugli specchi d’acqua, sulle sponde, nei porti e approdi, al Servizio demanio della Direzione centrale patrimonio e servizi generali della Regione.

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