Obiettivo sistema mobilità ciclistica

In generale, la Regione Friuli Venezia Giulia vuole promuovere un Sistema per la Mobilità Ciclistica (SMC), attivando un complesso di azioni finalizzate allo sviluppo dell'uso della bicicletta quale mezzo di trasporto “individuale e sostenibile”.

Tale sistema fa parte del complessivo sistema della mobilità sostenibile che vede nell'integrazione tra i mezzi di trasporto collettivi e quelli individuali non motorizzati (tra i quali principalmente la bicicletta) gli strumenti necessari per garantire al cittadino mobilità e qualità ambientale.

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Ciclovie e rete ciclabile diffusa

La Regione Friuli Venezia Giulia sta realizzando sul proprio territorio la “Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale (ReCIR)” che consiste in una rete a maglia larga di ciclovie che interessa tutto il territorio regionale e si collega alle analoghe infrastrutture degli Stati e delle regioni confinanti. In particolare, la ReCIR è interconnessa con la proposta di rete ciclabile italiana denominata “Bicitalia” e con quella europea denominata “EuroVelo”.

Le direttrici della ReCIR sono state individuate con le delibere 2297/2006, 3266/2007 e 2614/2015 nell'ambito delle attività previste dalla legge regionale 14/1993 recante “Norme per favorire il trasporto ciclistico”.

La ReCIR costituirà l'ossatura principale di quell'infrastruttura per la mobilità sostenibile che viene definita “Rete Ciclabile Diffusa (RCD)”. Con la RCD si vuol garantire, nel medio-lungo periodo, la ciclabilità di gran parte del Friuli Venezia Giulia, sia in ambito extraurbano che urbano.

Tale obiettivo potrà essere raggiunto con la realizzazione della ReCIR e con lo sviluppo, di competenza degli Enti locali, delle “Reti Ciclabili Locali (RCL)”, ognuna delle quali dovrà prevedere uno o più collegamenti con la ReCIR.

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Tipologia degli interventi

Le ciclovie della ReCIR sono “itinerari ciclabili di prioritario interesse regionale” che collegano tra loro i centri di maggior interesse turistico, storico, artistico-culturale e naturalistico, e i centri stessi con le reti ciclabili previste dalle regioni e dagli Stati confinanti.

In generale, con il termine “ciclovia” si intende un itinerario ciclabile di lunga percorrenza che garantisce la sicurezza e il comfort del ciclista e il cui tracciato può svolgersi sia su sede specificamente dedicata alle biciclette (piste ciclabili e ciclopedonali), sia su strade secondarie esistenti, laddove il traffico motorizzato risulti essere estremamente limitato.

Per la realizzazione dei tratti di “pista ciclabile-ciclopedonale” della ReCIR si predilige l'utilizzazione dei tracciati ferroviari dismessi, delle stradine arginali, delle carrarecce di campagna, delle piste forestali, ecc.

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Localizzazione

La ReCIR è costituita da nove ciclovie che si sviluppano complessivamente per più di 1.000 chilometri, dei quali 450 km sono già stati realizzati. Tutti gli interventi realizzati o finanziati hanno beneficiato degli incentivi concessi dalla Regione. 

Le ciclovie della ReCIR vengono identificate con la sigla “FVG” seguita da un “codice alfanumerico”:

Elenco ciclovie

Sigla identificativa

Denominazione

  • FVG  1

Ciclovia Alpe Adria

  • FVG  2

Ciclovia del mare Adriatico

  • FVG  3

Ciclovia pedemontana e del Collio

  • FVG  4

Ciclovia della pianura e del Natisone

  • FVG  5

Ciclovia dell’Isonzo

  • FVG  6

Ciclovia del Tagliamento

  • FVG  7

Ciclovia del Livenza

  • FVG  8

Ciclovia della montagna carnica

  • FVG 9

Ciclovia della bassa pianura pordenonese

  • FVG 10

Ciclovia Noncello-mare


L’obiettivo finale della ReCIR è quello di creare una rete di ciclovie transregionali di “alta qualità”, capace di essere l’elemento infrastrutturale portante per lo sviluppo di una mobilità e di un turismo sostenibili e in grado di conquistare fasce sempre più ampie di utenza.

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Finanziamenti

La Regione ha  concesso alle Amministrazioni locali (Province, Comuni e Comunità montane) rilevanti incentivi per la realizzazione di itinerari ciclabili, sia con le leggi di settore (legge regionale 14/1993 e legge nazionale 366/1998), sia con le leggi di supporto all'attività turistica, sia nell'ambito della Programmazione dei fondi europei che in quello degli Accordi di Programma.

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