I piani per il Corridoio paneuropeo V e per l'Asse ferroviario Adriatico-Baltico, il progetto della TAV.

Corridoio paneuropeo V e Asse ferroviario europeo Adriatico - Baltico

La Regione si sta impegnando da tempo su più fronti, a livello politico e tecnico, nazionale e internazionale, affinché siano progettate, inserite nella programmazione nazionale e realizzate nuove importanti linee ad alta capacità e alta velocità (AV/AC) inserite nei due assi di traffico internazionale interessanti il territorio del Friuli Venezia Giulia:
- il Corridoio paneuropeo V (Lisbona - Lione - Torino - Venezia - Trieste/Koper - Lubiana - Budapest - Lvov) che, trattandosi di un corridoio multimodale, interessa sia il trasporto ferroviario che quello stradale.
- l'Asse ferroviario europeo Adriatico - Baltico.

Il Corridoio paneuropeo multimodale V si sviluppa lungo una direttrice principale ovest - est che collega l'Italia nord-orientale all'Ucraina, attraverso la Slovenia e l'Ungheria, dalla quale si diramano tre assi secondari che interessano a nord la Slovacchia, a sud l'area settentrionale della Croazia e la Bosnia Erzegovina. 

Secondo l'identificazione dei dieci Corridoi paneuropei scaturita dalla seconda e terza Conferenza paneuropea sui trasporti (Creta, 1994; Helsinki, 1997) il Corridoio V risulta così composto:

Asse principale: Venezia - Trieste - Koper (Capodistria) - Lubiana - Budapest - Kiev;
- Asse A: Bratislava - Žilina - Košice - Uzgorod;
- Asse B: Rijeka - Zagabria - Budapest;
- Asse C: Ploce - Sarajevo - Osijek - Budapest. 

La potenzialità di questo Corridoio è basata sul fatto che esso attraversa un ampio bacino naturale di traffici, dove ormai sono diventati estremamente importanti gli scambi tra i paesi dell' Europa Occidentale, in primo luogo dell' Italia, con i paesi attraversati direttamente dal Corridoio (Slovenia, Ungheria) o dalle sue diramazioni (Croazia, Bosnia Erzegovina, Repubblica Federale di Yugoslavia, Slovacchia) o che gravitano su di esso (Repubblica Ceca a Nord, Romania a Sud).

Attualmente è in fase di progettazione la nuova linea AV/AC Mestre - Ronchi sud - Trieste con prosecuzione verso Divača e Lubiana.
Tale linea è inserita nella pianificazione delle Reti Transeuropee di trasporto ferroviario, nell'ambito del Progetto prioritario n. 6 di Essen, che prevede la realizzazione a standard di alta velocità di una nuova infrastruttura ferroviaria da Lione a Trieste. L'estensione di tale progetto verso est rappresenta la sua integrazione con il Corridoio Paneuropeo V e la prosecuzione verso est della pianificazione comunitaria. La nuova infrastruttura rappresenta un corridoio di collegamento est-ovest a sud delle Alpi, particolarmente importante per lo sviluppo dei paesi dell'Europa centrale e orientale.
Nell'ambito del potenziamento dell'intero asse est-ovest in territorio italiano, è stato completato (nel 2002) lo studio di fattibilità della nuova linea veloce Venezia - Trieste, che ha usufruito anche del sostegno finanziario della Commissione Europea. In particolare è stato già concluso uno studio di prefattibilità esteso da Venezia a Lubiana.
Sulla base di detto studio sono intercorsi dei contatti a livello governativo fra Italia e Slovenia che hanno portato alla definizione dell'Accordo sottoscritto in data 23.2.2001, con il quale è stato individuato in linea di massima il tratto a cavallo del confine. Detto Accordo prevede l'attivazione di un gruppo di lavoro per la definizione precisa, fra le altre cose, del tracciato stesso. In tale ambito sarà possibile sviluppare lo studio di fattibilità del tratto di linea afferente al Confine (della lunghezza in territorio italiano di circa 7 Km).
Più in particolare la progettazione della linea AV/AC Mestre - Ronchi sud - Trieste con prosecuzione verso Divača e Lubiana è articolata sulle seguenti tratte che presentano diverso grado di avanzamento:

  • tratta Mestre – Portogruaro: da parte della Regione Veneto è stato chiesto di verificare la fattibilità di un tracciato più prossimo alla costa rispetto a quello precedentemente concordato (parallelo all'autostrada A4); terminati i relativi studi, la progettazione preliminare sarà avviata nel corso del 2007;
  • tratta Portogruaro - Ronchi sud: la redazione del progetto preliminare si è conclusa a febbraio 2006. Il progetto non è stato ancora pubblicato in quanto la Regione FVG ha preannunciato che vi è la necessità di variare parzialmente il tracciato;
  • tratta Ronchi sud - Trieste il progetto preliminare è in corso di ripubblicazione per essere ripresentato al CIPE, a seguito delle osservazioni sul progetto originario da parte della commissione VIA e della Regione;
  • tratta transfrontaliera Ronchi sud - Trieste - Divača: la progettazione si rivela complessa a causa di problematiche politiche internazionali; alla fine del 2006 infine è stata siglata una convenzione con la quale si dà avvio allo studio di fattibilità per la realizzazione della tratta italo – slovena del Corridoio V.


Per quanto riguarda l'Asse ferroviario europeo adriatico baltico il 12 ottobre 2006 il governo italiano ha firmato con i governi europei interessati una dichiarazione di sostegno all'inserimento di tale asse nella lista dei progetti prioritari europei.
Si tratta di una scelta totalmente condivisa dalla Regione che da tempo sollecita adeguate iniziative internazionali e del Governo federale austriaco affinché vengano superati i gravissimi colli di bottiglia (Semmering e Kor Alm) che impediscono un accettabile transito ferroviario da Tarvisio a Vienna.
A questo proposito, il tratto transfrontaliero italo-sloveno del Progetto Prioritario n. 6 delle TEN comprendente la sezione Trieste - Divača (nel tratto da Venezia a Budapest detto progetto prioritario coincide con il Corridoio paneuropeo 5 definito nella conferenza di Helsinki) è valutato importante e prioritario sia in un'ottica comunitaria che paneuropea ed è stato quindi fatto rientrare nell'ambito del programma di finanziamento comunitario Cross 5.
Si tratta di un progetto che prevede l'analisi strategica degli impatti positivi e negativi che la realizzazione dell'intero tracciato del Corridoio 5 avrà sullo sviluppo territoriale, sul sistema trasportistico, sull'assetto socio-economico e sull'ambiente nelle sue componenti naturali tenendo conto del quadro normativo vigente in ciascun Paese e di quello UE, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera italo-slovena.
Il programma prevede inoltre la redazione dello studio di fattibilità del tracciato del collegamento ferroviario Trieste - Divača con il quale ci si propone di accertare la fattibilità dell'opera agli effetti di tutti gli aspetti considerati nello stesso, fra cui anche quello dei costi di realizzazione e della sostenibilità dell'intervento.

Ecco alcune caratteristiche.

In territorio italiano tale tracciato avrà origine dal Nodo di Trieste, a partire dal termine orientale del collegamento passeggeri passante previsto nell'ambito del Nodo stesso.
Da tale posizione il tracciato prosegue in direzione sud-est, si interconnette con l'allacciamento alla zona portuale/industriale sud-est di Trieste.
Superato il confine, in territorio sloveno si interconnette con il branch verso Capodistria, e prosegue volgendo a nord-est fino a Divača.

I parametri tecnici/costruttivi del tracciato, anche agli effetti della sicurezza, dovranno essere omogenei sull'intera estesa della Trieste - Divača;
 

la classe di velocità, la cui definizione è oggetto del presente studio, dovrà essere quanto più elevata possibile, tenendo conto di tutti i vincoli anche economici;
 

la pendenza massima dovrà essere contenuta nel 17‰;
 

l'eventuale riduzione di tale pendenza dovrà essere parimenti oggetto del presente studio, tenendo conto che si tratta di una linea mista su cui le merci hanno una incidenza notevole, ottimizzandola anche sotto l'aspetto economico ed ambientale.

Si ritiene importante ed urgente avviare le attività perché il tratto Ronchi -Trieste, il cui progetto preliminare è in corso di approvazione, perde parte della sua funzionalità in assenza della Trieste - Divača.

Lo studio di fattibilità del tratto Trieste - Divača sarà coordinato da un Gruppo di progetto italo-sloveno cui parteciperanno per la parte italiana la Regione Friuli Venezia Giulia, la Regione del Veneto, Rete Ferroviaria Italiana e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e per la parte slovena, il Ministero dei Trasporti, il Ministero dell'Ambiente e della Pianificazione Territoriale, e l'Agenzia Ferroviaria. Lo studio sarà, invece, attuato da RFI che potrà avvalersi, per la parte italiana, dell'apporto della società di ingegneria ITALFERR (gruppo FS) o di altre società e/o esperti e, per la parte slovena, della Società per la Pianificazione Progettuale e dell'Istituto per il Traffico.

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Sviluppo delle azioni transfrontaliere e transnazionali

L'obiettivo generale della Conferenza di Creta (1994) e di Helsinki (1997), riguardante la promozione di un sistema di trasporto efficiente e sostenibile che risponda alle esigenze economiche, sociali, ambientali e di sicurezza dei cittadini europei, è stato raggiunto solo parzialmente. Molto rimane ancora da fare, specialmente a livello transfrontaliero.

Il miglioramento del sistema dei trasporti è stato uno degli elementi determinanti per la crescita del PIL dei nuovi Stati Membri, fra i quali la Slovenia. Con riferimento agli obiettivi specifici delle summenzionate conferenze, va osservato che è stata raggiunta una maggiore efficienza nello sviluppo dei trasporti attraverso l'Europa, tenendo in considerazione gli aspetti tecnici e di interoperabilità per facilitare i movimenti transfrontalieri.

A questo proposito, il tratto transfrontaliero italo-sloveno del Progetto Prioritario n. 6 delle TEN, comprendente la sezione Trieste-Divača (nel tratto da Venezia a Budapest detto progetto prioritario coincide con il Corridoio Paneuropeo 5 definito nella conferenza di Helsinki), è valutato importante e prioritario sia in un'ottica comunitaria che paneuropea ed è stato quindi fatto rientrare nell'ambito del programma di finanziamento comunitario Cross 5.
Si tratta di un progetto che prevede l'analisi strategica degli impatti positivi e negativi che la realizzazione dell'intero tracciato del Corridoio 5 avrà sullo sviluppo territoriale, sul sistema trasportistico, sull'assetto socio-economico e sull'ambiente nelle sue componenti naturali, tenendo conto del quadro normativo vigente in ciascun Paese e di quello UE, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera italo-slovena.

Il programma prevede, inoltre, la redazione dello studio di fattibilità del tracciato del collegamento ferroviario Trieste-Divača con il quale ci si propone di accertare la fattibilità dell'opera agli effetti di tutti gli aspetti considerati nello stesso, fra cui anche quello dei costi di realizzazione e della sostenibilità dell'intervento.

Ecco alcune caratteristiche.

In territorio italiano tale tracciato avrà origine dal Nodo di Trieste, a partire dal termine orientale del collegamento passeggeri passante previsto nell'ambito del Nodo stesso.
Da tale posizione il tracciato prosegue in direzione sud-est, si interconnette con l'allacciamento alla zona portuale/industriale sud-est di Trieste.
Superato il confine, in territorio sloveno si interconnette con il branch verso Capodistria, e prosegue volgendo a nord-est fino a Divača.
I parametri tecnici/costruttivi del tracciato, anche agli effetti della sicurezza, dovranno essere omogenei sull'intera estesa della Trieste - Divača.
La classe di velocità, la cui definizione è oggetto del presente studio, dovrà essere quanto più elevata possibile, tenendo conto di tutti i vincoli anche economici.
La pendenza massima dovrà essere contenuta nel 17‰.
L'eventuale riduzione di tale pendenza dovrà essere parimenti oggetto del presente studio, tenendo conto che si tratta di una linea mista su cui le merci hanno un'incidenza notevole, ottimizzandola anche sotto l'aspetto economico ed ambientale.
Si ritiene importante ed urgente avviare le attività perchè il tratto Ronchi - Trieste, il cui progetto preliminare è in corso di approvazione, perde parte della sua funzionalità in assenza della Trieste - Divača.

Lo studio di fattibilità del tratto Trieste - Divača sarà coordinato da un Gruppo di progetto italo-sloveno cui parteciperanno per la parte italiana la Regione Friuli Venezia Giulia, la Regione del Veneto, la Rete Ferroviaria Italiana e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per la parte slovena parteciperanno, invece, il Ministero dei Trasporti, il Ministero dell'Ambiente e della Pianificazione Territoriale, l'Agenzia Ferroviaria. Lo studio sarà attuato da RFI che potrà avvalersi, per la parte italiana, dell'apporto della società di ingegneria ITALFERR (gruppo FS) o di altre società e/o esperti; per la parte slovena potrà appoggiarsi alla Società per la Pianificazione Progettuale e all'Istituto per il Traffico.

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