Contributi ai soggetti che gestiscono nidi d'infanzia, per contenere le rette a carico delle famiglie.

Cosa sono

Sono contributi dedicati ai soggetti pubblici, privati e del privato sociale accreditati che gestiscono nidi d’infanzia, con lo scopo di contenere le rette a carico delle famiglie per l’a ccesso a tali servizi.  
 

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Chi può presentare la domanda

Possono presentare domanda alternativamente:
a) i gestori pubblici, privati e del privato sociale di nidi d’infanzia presenti nel territorio regionale avviati a seguito di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e in possesso di accreditamento in corso di validità al momento della presentazione della domanda secondo quanto previsto agli articoli 18 e 20 della legge regionale 20/2005.
b) i soggetti che hanno ricevuto, in base a specifici accordi con i soggetti di cui alla lettera a), titolo a gestire i nidi d’infanzia e sono delegati, da parte degli stessi, a presentare domanda di contributo e a esserne beneficiari e che svolgeranno l’attività nell’anno educativo successivo.
 Solo per l’anno 2020 possono presentare domanda anche i soggetti gestori in possesso del disciplinare di impegni in corso di validità al momento della presentazione dell’istanza e i soggetti gestori che rivestono funzioni di ente gestore del servizio sociale dei Comuni. 

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Requisiti di ammissione

Possono presentare domanda:
- i soggetti gestori che daranno continuità al servizio nell’anno educativo successivo all’a nno educativo in corso e per il quale fanno domanda
- i soggetti gestori che si obbligano a contenere l’adeguamento annuale delle rette a carico delle famiglie per l’anno educativo successivo all’anno educativo in corso, nella misura massima di due punti percentuali oltre la variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) registrato nel mese di giugno di ciascun anno, con riferimento all’a mmontare medio mensile delle rette applicate nell’anno educativo in corso e per il quale fanno domanda. Nel caso di servizi gestiti da Comuni o di servizi per i quali l’accesso è regolato dai Comuni, il contenimento si applica con riguardo alla tariffa mensile più alta applicata nell’anno educativo in corso.
Link istat https://www.istat.it/it/archivio/30440
- i soggetti che, nell’anno educativo in corso al momento della presentazione della domanda, sono stati gestori per almeno quattro mesi computati in base all’articolo 2, comma 1, lettera c) del regolamento e che presentano una media di bambini accolti calcolata in base all’articolo 6, comma 1, non inferiore a 1.
Non possono presentare domanda i soggetti gestori di servizi educativi denominati sezioni primavera di cui all’articolo 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) e di cui all’articolo 38 della legge regionale 13/20018.
Non possono presentare domanda i soggetti che, nel corso dell’anno educativo in corso, a seguito dei controlli disposti dal Comune sulla sussistenza o permanenza dei requisiti necessari al funzionamento, abbiano subito un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività o di revoca di accreditamento. 

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Quando e a chi presentare la domanda

La domanda, sottoscritta a pena di inammissibilità dal legale rappresentante, può essere presentata dal 1° maggio ed entro il termine perentorio del 31 luglio di ogni anno. La presentazione della domanda oltre la scadenza ne comporta l’esclusione.
Solo per l’anno 2020 i termini per la presentazione della domanda sono prorogati al 21 agosto 2020.
La domanda va inoltrata alla Direzione Centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia tramite raccomandata A.R., a mezzo PEC (lavoro@certregione.fvg.it) o mediante consegna a mano all'ufficio protocollo o alla portineria (Via San Francesco n. 37 - Trieste) da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.00.
Le domande, da quest’anno, non possono più essere compilate collegandosi al portale dedicato SISEPI, ma solo scaricando il modello a destra della pagina.

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Criteri di riparto e importo massimo del contributo

Il riparto si basa su due criteri:
- la media aritmetica del numero di bambini accolti al 1° ottobre e al 30 aprile;
- i mesi di effettivo funzionamento del servizio.
Il contributo massimo per ogni bambino accolto è di euro 2.000,00 annui.

Solo per le domande presentate nel 2020:
- il numero di mesi di effettivo funzionamento del servizio è quello previsto dalla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).
- si fa riferimento al numero dei bambini accolti alla data del 1° ottobre 2019 o alla data di effettivo avvio del servizio, se successiva, e alla data del 1° febbraio 2020.
- in esecuzione di quanto disposto dall’articolo 9, comma 10, della legge regionale 12 maggio 2020, n. 6 (Misure tecnico-contabili urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19, norme urgenti in materia di corregionali all’estero e lingue minoritarie, nonché per il riconoscimento di debiti fuori bilancio) il 30% del Fondo è ripartito, con i medesimi criteri previsti dal regolamento, esclusivamente tra i soggetti gestori richiedenti che nei mesi di marzo e aprile 2020 hanno ridotto la retta alle famiglie per una percentuale compresa tra il 70% e il 100% del valore previsto originariamente dal contratto. Tali soggetti sottoscrivono anche la domanda di cui all’Allegato C. 
 

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Rendicontazione

Il termine per la presentazione della rendicontazione viene stabilito dal decreto di concessione del contributo.
La documentazione dovrà essere inoltrata alla Direzione Centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia tramite raccomandata A.R., a mezzo PEC (lavoro@certregione.fvg.it) o mediante consegna a mano all'Ufficio protocollo (Via San Francesco n. 37 - Trieste), da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.00.
Per le domande presentata nell’anno 2020 verranno ammesse anche le spese sostenute nei periodi di sospensione del servizio.
Si ricorda che l’articolo 12, comma 2 del DPReg. n. 97/2020 dispone che in caso di mancata presentazione del rendiconto o di rinuncia al contributo da parte del beneficiario, il contributo stesso viene revocato e il beneficiario è tenuto alla restituzione dell’intera quota eventualmente già erogata, maggiorata degli interessi calcolati ai sensi dell’articolo 49, commi 1 e 2, della Legge regionale 7/2000, a decorrere dalla data di erogazione sino alla data di effettiva restituzione. 

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