Sistemi idrogeologici formati da rocce solubili, come calcari, dolomie ed evaporiti, che per la loro natura geologica sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento e rappresentano risorse idriche strategiche da tutelare.

La legge regionale 14 ottobre 2016, n. 15 con l’art. 7 si pone l’obiettivo dell’individuazione delle aree carsiche, i relativi acquiferi, le zone sorgentifere, le aree di ricarica e la vulnerabilità intrinseca nonché, con l’art. 8, la loro tutela.

Secondo l’articolo 2 comma 1 lettere f) e j) le aree e gli acquiferi carsici sono così definiti:

Area carsica: zona formata da rocce carsificabili, solubili, nelle quali l'idrografia di superficie è limitata e il sottosuolo è caratterizzato da sistemi carsici; le aree carsiche sono caratterizzate in superficie da forme quali depressioni chiuse, doline, campi solcati, valli cieche, inghiottitoi e zone sorgentifere.

Acquifero carsico: serbatoio idrico sotterraneo sviluppato in ammassi rocciosi dotati di permeabilità per fessurazione, fratturazione e carsismo caratterizzato da una zona di trasferimento verticale, non satura, e da una zona di trasferimento orizzontale satura o parzialmente satura.

L’art. 7 comma 2 individua e definisce quindi le seguenti aree all’interno delle aree carsiche:

a) aree soggette a infiltrazione diffusa: porzioni di territorio caratterizzate dall'affioramento di rocce carsificabili, eventualmente coperte da depositi detritici, su cui si sia sviluppata una copertura vegetale;

b) aree soggette a infiltrazione concentrata: porzioni di territorio caratterizzate dall'affioramento di rocce carsificabili denudate o dalla presenza di morfologie carsiche superficiali, che condizionano le modalità di infiltrazione delle acque nel sottosuolo, quali doline, inghiottitoi, polje, valli cieche o asciutte;

c) zone sorgentifere: zone in cui sono ubicate le sorgenti del sistema carsico, nelle quali emerge una parte della risorsa idrica; le sorgenti possono essere costituite anche da grotte sature d'acqua.

Le aree e gli acquiferi carsici, così come definiti dalla legge sono, per loro intrinseca natura idrogeologica, particolarmente vulnerabili alle fonti di inquinamento.  Nonostante ciò, queste idrostrutture rivestono un’importanza strategica per l’approvvigionamento di acqua potabile della Regione.

In tale contesto, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso il Servizio geologico e il Servizio gestione risorse idriche ed in collaborazione con il Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze dell'Università degli Studi di Trieste ha avviato un progetto pluriennale con il supporto del Servizio Idrico Integrato, di Ausir e dei Gruppi/Associazioni speleologiche regionali.  Ad oggi, il progetto ha permesso di identificate 87 aree carsiche/idrostrutture regionali e transfrontaliere, suddivise in 5 sottotipi in base alle loro peculiarità geologiche e geomorfologiche. All’interno di queste aree sono stati inoltre individuati oltre 28.000 morfotipi carsici superficiali, principalmente doline, ma anche polje, uvala, valli cieche e più di 1.250 sorgenti, con portate variabili da pochi litri al minuto ad oltre cento m 3/s. La superficie totale delle aree carsiche attualmente identificate è circa il 69% del territorio montano - collinare regionale.

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