Norme tecniche di prevenzione per le costruzioni in area sismica.

Invio telematico dei progetti di interventi strutturali in zona sismica

E’ attiva la modalità di presentazione telematica della documentazione relative alle opere strutturali in zona sismica per:
- Accesso agli atti;
- Opere Minori;
- Interventi di Limitata Importanza Statica.

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Nuova modalità di presentazione delle istanze

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Norme Tecniche per le Costruzioni 2018

Nel Supplemento ordinario n. 8 alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018 – Serie Generale è stato pubblicato il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 17 gennaio 2018 recante Aggiornamento delle «Norme Tecniche per le costruzioni».

Dal 22 marzo 2018 le nuove norme (NTC 2018) sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008 (NTC 2008).

Ai sensi delle disposizioni transitorie di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale 17 gennaio 2018, si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi nell’ambito di applicazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante Codice dei contratti pubblici,
- per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione;
- per i contratti pubblici di lavori già affidati prima della data di entrata in vigore delle NTC 2018 e consegnati entro cinque anni dalla medesima data di entrata in vigore;
- per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima della data di entrata in vigore delle NTC 2018, redatti secondo le NTC 2008 e per i quali la consegna dei lavori avvenga entro cinque anni dalla data di entrata in vigore delle NTC 2018.

Ai sensi delle disposizioni transitorie di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto ministeriale 17 gennaio 2018, si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi anche per le opere private
- le cui opere strutturali siano in corso di esecuzione;
- per le quali sia già stato depositato il progetto esecutivo presso questo Ufficio prima della data di entrata in vigore delle NTC 2018.

Ai sensi dell’ultimo periodo del § 3.2 delle NTC 2018, per i valori di accelerazione orizzontale massima al sito, i valori massimi del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale e il valore di riferimento per la determinazione del periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro in accelerazione orizzontale, necessari per la determinazione delle azioni sismiche, si fa riferimento agli Allegati A e B al decreto ministeriale 14 gennaio 2008 ed eventuali successivi aggiornamenti.

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Circolare applicativa delle Norme tecniche per le Costruzioni 2018.

Nel Supplemento ordinario n. 5 alla Gazzetta Ufficiale n. 35 del 11 febbraio 2019 – Serie Generale è stata pubblicata la Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. recante Istruzioni per l’applicazione dell’«Aggiornamento delle “Norme Tecniche per le costruzioni”» di cui al decreto ministeriale 17 gennaio 2018.
Nei casi in cui si possono continuare ad applicare le NTC 2008, si continuano a seguire le indicazioni riportate nella Circolare 2 febbraio 2009, n. 617.
Le Circolari 5 agosto 2009 e 11 dicembre 2009, in tema di varianti in corso d’opera, si ritengono ancora applicabili esclusivamente per le varianti sostanziali di opere private denunciate prima del 22 marzo 2018 e progettate secondo le norme tecniche previgenti alle NTC 2008, considerato che in Regione Friuli Venezia Giulia l’autorizzazione sismica e la denuncia di deposito del progetto esecutivo delle strutture non hanno termini di validità. Esclusivamente per tali varianti, la classificazione sismica della zona di intervento e la normativa tecnica di riferimento sono quelle vigenti ed applicabili al momento della presentazione dell’istanza di autorizzazione e/o di deposito delle varianti stesse.
Per le varianti sostanziali di opere nell’ambito di applicazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante Codice dei contratti pubblici si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi.
Per le varianti sostanziali di opere private denunciate prima del 22 marzo 2018 e progettate secondo le NTC 2008, si possono continuare ad applicare le NTC 2008 fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi.

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DPR 6 giugno 2001, n. 380

Nella Gazzetta Ufficiale 17 giugno 2019, n. 140, è stata pubblicata la Legge 14 giugno 2019, n. 55, che ha convertito, con modificazioni, il Decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici, introducendo delle modifiche al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, anche in merito agli adempimenti tecnico-amministrativi per la realizzazione delle opere strutturali.
Nelle more dell'emanazione delle linee guida di cui all’art. 94 bis, comma 2, del Testo unico la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia conferma le disposizioni vigenti nel proprio territorio.

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LR 11 agosto 2009, n.16

Nel I Supplemento Ordinario n. 23 del 26 luglio 2017 al Bollettino Ufficiale della Regione n. 30 del 26 luglio 2017 è stata pubblicata la legge regionale 21 luglio 2017, n. 29 recante Misure per lo sviluppo del sistema territoriale regionale nonché interventi di semplificazione dell’ordinamento regionale nelle materie dell’edilizia e infrastrutture, portualità regionale e trasporti, urbanistica e lavori pubblici, paesaggio e biodiversità, che ha aggiunto l’art. 12 bis (Procedure finalizzate alla verifica della rispondenza alle norme tecniche per opere realizzate o in corso di esecuzione) alla legge regionale 11 agosto 2009, n. 16 recante Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio.

Ai sensi dell’articolo 19, comma 1, lettere b) e c), della legge regionale 11 agosto 2009, n. 16, la legge regionale 9 maggio 1988, n. 27 recante Norme sull’osservanza delle disposizioni sismiche ed attuazione dell’articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n. 741 e il relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale 5 aprile 1989, n. 0164/Pres. recante Norme sull’osservanza delle disposizioni sismiche ed attuazione dell’articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n. 741, sono abrogati. Tuttavia le loro disposizioni, non in contrasto con quelle della legge regionale 11 agosto 2009, n. 16 e dei suoi regolamenti attuativi approvati con decreto del Presidente della Regione 27 luglio 2011 n. 0176/Pres. e decreto del Presidente della Regione 19 marzo 2018 n. 066/Pres., continuano ad applicarsi ai sensi dell’articolo 20, comma 2, della legge regionale 11 agosto 2009, n. 16, nelle more dell’emanazione del provvedimento attuativo previsto all’articolo 3, comma 2, della medesima legge regionale 11 agosto 2009, n. 16.

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LR n. 16/2009 – Regolamento attuativo DPReg 27 luglio 2011 n. 0176/Pres.

Nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 14 del 4 aprile 2018 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Regione 19 marzo 2018, n. 056/Pres. di emanazione del Regolamento recante modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Regione 27 luglio 2011 n. 0176/Pres. (Regolamento concernente la definizione delle tipologie di opere e di edifici di interesse strategico e di quelli che possono assumere rilevanza per le conseguenze di un eventuale collasso, degli interventi di nuova costruzione, degli interventi su costruzioni esistenti e degli interventi di variante in corso d’opera che assolvono una funzione di limitata importanza statica, nonché delle variazioni strutturali e degli interventi diversi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, lettere a), c) e c ter) della legge regionale 16/2009).

Dal 5 aprile 2018 sono entrate in vigore le modifiche apportate

- al titolo;
- alle rubriche degli articoli 2 (Edifici di interesse strategico e opere la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile (Classe d’uso IV – DM 14.01.2008)) e 3 (Edifici ed opere che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso (Classe d’uso III – DM 14.01.2008));
- all’articolo 3 (Edifici ed opere che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso (Classe d’uso III – DM 14.01.2008));
- all’articolo 4 bis (Opere minori);
- all’articolo 4 ter (Variazioni strutturali in corso d’opera);
- all’articolo 5 (Autorizzazioni)
del DPReg 27 luglio 2011 n. 0176/Pres.

Nella Modulistica è disponibile il modello sostitutivo da utilizzare per il deposito degli atti relativi alle opere minori e precisamente
- Mod. 9 – Asseverazione Opere minori (versione di data 05/04/2018).

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LR n. 16/2009 – Regolamento attuativo DPReg 19 marzo 2018 n. 66/Pres.

Nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 14 del 4 aprile 2018 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Regione 19 marzo 2018 n. 066/Pres. di emanazione del Regolamento concernente le modalità di presentazione e di trasmissione dei progetti nell’ambito dei procedimenti di vigilanza sulla costruzione in zona sismica, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, lettera b), della legge regionale 16/2009.

Dal 5 aprile 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento avente carattere complementare al regolamento emanato con DPReg 27 luglio 2011 n. 0176/Pres., così come modificato dal DPReg 19 marzo 2018 n. 056/Pres.
Il nuovo regolamento disciplina le modalità di presentazione e di trasmissione dei progetti nell’ambito dei procedimenti di vigilanza sulla costruzione in zona sismica e le loro eventuali violazioni, nonché le fasi successive, dalla presentazione dell’istanza di autorizzazione all’inizio dei lavori strutturali e/o deposito del progetto al deposito del certificato di collaudo statico e di rispondenza dell’opera alla normativa tecnica o asseverazione del direttore dei lavori nei casi previsti.
Le nuove disposizioni regolamentari si applicano ai procedimenti di vigilanza relativi sia alle opere o interventi da realizzare sia alle opere o interventi realizzati o in corso di realizzazione in violazione degli adempimenti necessari al momento della loro esecuzione.
Nella Modulistica sono disponibili i modelli sostitutivi da utilizzare per il deposito degli atti relativi alle opere strutturali da realizzare e precisamente

- Mod. 1 – Istanza di Autorizzazione e/o Deposito del progetto riguardante le strutture (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 1bis – Elenco aggiuntivo Soggetti (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 2-TEMP – Dichiarazione regime transitorio 2018 (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 2 – Asseverazione Attestazione Progettista strutturale (versione di data 22/03/2018)
- Mod. 3 – Dichiarazione Vita nominale Classe d’uso (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 4 – Nomina Collaudatore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 4-DL o TV – Dichiarazione DL o Tecnico Verificatore (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 5 – Comunicazione nominativi Costruttore DL (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 6 – Comunicazione subentro Costruttore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 7 – Comunicazione subentro DL o Tecnico verificatore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 8 – Comunicazione subentro Collaudatore o Tecnico collaudatore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 8A – Dichiarazione subentro Committente o Committente dell’accertamento di conformità (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 9 – Asseverazione Opere Minori (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 10 – Dichiarazione variante non sostanziale (versione di data 22/03/2018)
e i modelli sostituitivi da utilizzare per il deposito degli atti relativi alle opere strutturali realizzate o in corso di realizzazione in violazione degli adempimenti necessari al momento della loro esecuzione e precisamente
- Mod. 1-REG FVG – Istanza e/o Deposito per strutture realizzate o in corso di realizzazione in assenza o in difformità dal titolo abilitativo strutturale (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 1bis – Elenco aggiuntivo Soggetti (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 1A-REG FVG – Dichiarazione sostitutiva atto notorietà Committente dell’accertamento di conformità (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 2-TEMP – Dichiarazione regime transitorio 2018 (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 2-REG FVG – Asseverazione Attestazione Progettista strutturale REG FVG (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 3-REG FVG – Dichiarazione Vita nominale Classe d’uso REG FVG (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 4 – Nomina Collaudatore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 4-DL o TV – Dichiarazione DL o Tecnico Verificatore (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 5 – Comunicazione nominativi Costruttore DL (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 6 – Comunicazione subentro Costruttore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 7 – Comunicazione subentro DL o Tecnico verificatore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 8 – Comunicazione subentro Collaudatore o Tecnico collaudatore (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 8A – Dichiarazione subentro Committente o Committente dell’accertamento di conformità (versione di data 25/05/2018)
- Mod. 9-REG FVG – Asseverazione Opere Minori REG FVG (versione di data 05/04/2018)
- Mod. 10 – Dichiarazione variante non sostanziale REG FVG (versione di data 25/05/2018).

Qualora per le caratteristiche strutturali delle opere e la classificazione sismica della zona all’epoca della loro realizzazione, le opere non erano soggette agli adempimenti allora previsti relativi alla denuncia dei lavori e contestuale deposito del relativo progetto strutturale e/o alla denuncia dei lavori e contestuale deposito del relativo progetto strutturale e all’autorizzazione all’inizio dei lavori, esse non ricadono nell’ambito di applicazione del DPReg 19 marzo 2018 n. 66/Pres. Per esse, non sussistendo violazione, non è necessaria alcuna richiesta di regolarizzazione dal punto di vista strutturale e di qualsiasi altro provvedimento regionale.
Gli esiti delle verifiche che il Tecnico ritiene necessarie per formarsi il convincimento della loro sicurezza formano parte integrante esclusivamente della regolarizzazione edilizia-urbanistica.
 

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 Accesso agli atti relativi alle opere strutturali

Il diritto di accesso agli atti relativi alle opere strutturali si esercita mediante la consultazione e la riproduzione dell’istanza di autorizzazione e/o deposito del progetto, degli elaborati progettuali, della relazione a strutture ultimate e del certificato di collaudo statico.
La visione degli atti è gratuita. Il rilascio di copia è subordinato al pagamento del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo. Non è dovuto il rimborso del costo di riproduzione per un numero di copie in bianco e nero fino a 10 in formato A4 e fino a 5 in formato A3, ai sensi del decreto del Presidente della Regione n. 048/Pres./2002.
L’accesso può essere esercitato da chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, alla conoscenza degli atti ed è disciplinato dalla L.R. n. 7/2000 (artt. 58, 59, 62, 63), dalla L. n. 241/1990 (artt. 22-25), dal D.P.R. n. 184/2006 e dal D.Lgs. n. 104/2010 (art. 116).
La richiesta di accesso deve essere rivolta, in modo formale, alla Struttura tecnica regionale territorialmente competente, utilizzando il modulo appositamente predisposto (Mod. 11 – Richiesta accesso atti (versione di data 31/03/2016)).
Il modulo deve essere compilato in tutti i campi, in particolare quelli necessari per l’individuazione corretta della pratica, della titolarità del Richiedente e dei riferimenti e recapiti del Richiedente e dell’eventuale Delegato, e deve essere firmato dal Richiedente e corredato di:

- copia fotostatica di un documento di identità in corso di validità del Richiedente, qualora il modulo non venga firmato alla presenza del Funzionario preposto alla ricezione, e copia fotostatica di un documento di identità in corso di validità dell’eventuale Delegato;
- eventuali marche da bollo per le copie cartacee autenticate.
Le richieste multiple devono essere presentate su modelli distinti.
La richiesta può essere:
- consegnata a mano all’Ufficio Protocollo della Struttura tecnica regionale territorialmente competente
- inviata per posta ordinaria all’indirizzo della Struttura tecnica regionale territorialmente competente
- inviata per PEC all’indirizzo territorio@certregione.fvg.it
- inviata per e-mail all’indirizzo della Struttura tecnica regionale territorialmente competente.

Una volta ricevuta la richiesta di accesso, la Struttura ne controlla la regolarità e la completezza e autorizza l’accesso, dandone comunicazione al Richiedente o all’eventuale Delegato.
Il procedimento si conclude entro 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti.
Qualora la richiesta sia irregolare e/o incompleta, la Struttura ne dà comunicazione al Richiedente o all’eventuale Delegato e il termine del procedimento ricomincia a decorrere dalla presentazione della richiesta corretta.
Qualora il Richiedente o l’eventuale Delegato non dia seguito all’autorizzazione all’accesso o alla richiesta di regolarizzazione e/o completamento della richiesta di accesso entro i 30 giorni dalle rispettive comunicazioni della Struttura, la richiesta di accesso è archiviata.
La Struttura è tenuta a dare comunicazione a eventuali Soggetti controinteressati, mediate invio di copia della richiesta. I Controinteressati possono presentare una motivata opposizione, entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, decorso il quale la Struttura è tenuta a provvedere alla richiesta.
Consultati e/o ricevuta la riproduzione degli atti richiesti, il Richiedente o l’eventuale Delegato deve datare e sottoscrivere il modulo di richiesta, nello spazio appositamente predisposto, per la conclusione del procedimento.
I registri delle denunce dei lavori sono accessibili ai Funzionari, Ufficiali ed Agenti di cui all’art. 103 del D.P.R. n. 380/2001.
Eventuali ricerche esplorative nei registri saranno compiute esclusivamente dal Personale della Struttura, al quale il Richiedente dovrà rivolgere formale richiesta di accesso utilizzando il Mod. 11, preferibilmente successivamente agli esiti della ricerca presso il Comune nel quale insistono le opere, e fornire i dati necessari, in particolare quelli relativi all’epoca di esecuzione e/o ai Soggetti che hanno preso parte alla redazione, esecuzione, collaudo della pratica di cui chiede accesso, anche con l’ausilio dei relativi titoli edilizi.
Per ulteriori informazioni possono essere contattare le Strutture tecniche regionali territorialmente competenti.

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Sportello pratiche per Opere strutturali e Costruzione in zona sismica

- Trieste, via Carducci 6
- Gorizia, via Roma 7
- Udine, via Sabbadini 31 
- Pordenone, Oberdan 18

Orario: da lunedì a venerdì dalle 9.15 alle 12.15

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Contributi per la mitigazione del rischio sismico su edifici privati ai sensi della legge n.77 del 24 giugno 2009 e delle ordinanze attuative

La Protezione Civile dal 2009 ha avviato un Piano nazionale, finalizzato alla prevenzione del rischio sismico, attraverso uno stanziamento da parte dello Stato di 965 milioni di Euro da ripartire e assegnare in 7 anni alle Regioni, privilegiando le zone del territorio nazionale a maggiore pericolosità sismica.

Attraverso le Ordinanze, la Protezione Civile nazionale disciplina l’assegnazione dei contributi e definisce le procedure che le Regioni devono seguire per l’assegnazione degli stessi.

La Regione attiva i contributi di cui all’art. 12 dell’ OCDPC 171/2014, su tutti i Comuni con ag ≥ 0,125.

I Comuni pubblicano i bandi predisposti dalla Regione, secondo quanto previsto all’art. 14 co. 3 dell’Ordinanza e successivamente provvedono a pubblicizzare l’iniziativa mediante le modalità previste all’art. 14 co. 5 dell’OCDPC 171/2014.

Le richieste di contributo, con apposta marca da bollo, come previsto dal D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642, devono essere presentate dai Privati ai Comuni secondo le modalità indicate negli artt. 6 e 7 delle Linee Guida regionali.

Le richieste di contributo pervenute dai Privati sono registrate dai Comuni (art. 14 co. 4 OCDPC 171/2014) e verificate dal RUP incaricato da ciascun Ente (art. 9 delle presenti Linee Guida).

I Comuni dovranno far pervenire agli Uffici della Regione le istanze validate entro 30 giorni dalla data ultima indicata nel bando per l’invio delle domande di contributo ai Comuni.

Le Ordinanze prevedono che la riduzione del rischio sismico sugli edifici possa essere attuata attraverso 3 livelli di intervento, a cui corrispondono 3 livelli crescenti di contribuzione: sono infatti previsti contributi per interventi di rafforzamento locale, miglioramento sismico e di demolizione e ricostruzione degli edifici.

Gli interventi di rafforzamento locale, definiti all’art. 9 commi 1 e 2 dell’ Ordinanza, sono ammessi solo nel caso si dimostri l’assenza di carenze gravi nell’edificio prima dell’esecuzione dei lavori, come previsto all’art. 9 comma 3 e all’art. 11 comma 2 delle OCDPC, rispettando contemporaneamente determinate le condizioni contenute nell’allegato 5 dell’Ordinanza.

Per gli interventi di miglioramento sismico si applicano le disposizioni dei commi 4 e 5 dell’art.9 dell’OCDPC in base alle quali il progettista deve dimostrare che, a seguito dell’intervento, venga raggiunta una soglia minima del rapporto capacità/domanda pari al 60%, e comunque un aumento della stessa non inferiore al 20% di quella del livello corrispondente all’adeguamento sismico.

Gli interventi di demolizione e ricostruzione, di cui all’art. 9 comma 6 delle Ordinanze, devono invece restituire edifici conformi alle norme tecniche e caratterizzati dagli stessi parametri edilizi dell’edificio preesistente, salvo il caso in cui siano consentiti dalle norme urbanistiche interventi di sostituzione edilizia.

In ogni caso, avendo la Protezione Civile l’obiettivo fondamentale della salvaguardia della vita umana, i contributi sugli edifici privati sono previsti e concedibili unicamente per quegli immobili nei quali vi sia un effettivo rischio per la vita umana.

Pertanto i contributi per gli edifici privati sono destinati, come si legge all’art. 2 comma 4 delle Ordinanze, esclusivamente per quegli edifici nei quali, alla data dell’Ordinanza, oltre due terzi dei millesimi di proprietà delle unità immobiliari siano destinati a residenza stabile e continuativa di nuclei familiari e/o all’esercizio continuativo di arte o professione o attività produttiva.

Gli immobili non devono trovarsi inoltre nella condizione di rudere o abbandonati né essere siti in zone a rischio idrogeologico.

L’istruttoria da parte della Regione FVG delle pratiche di richiesta di contributo dei privati si attua attraverso più fasi, secondo quanto previsto dalle Ordinanze.

Dopo una prima fase di verifica delle domande di contributo, finalizzata alla redazione di una graduatoria secondo la metodologia di calcolo del punteggio previsto dalle Ordinanze, gli istanti, rientrati tra i finanziati nella graduatoria sono tenuti, entro i termini previsti dalle Ordinanze, alla trasmissione di una serie di documentazioni tecniche relative all’intervento e di dichiarazioni dei progettisti e direttori dei lavori al fine di consentire all’Ufficio regionale di valutare la congruità dell’intervento e dell’importo del contributo assegnato.

Se, a seguito dell’istruttoria, la verifica della documentazione tecnica risulta avere esito positivo, l’intervento viene approvato e il beneficiario ha 30 giorni di tempo per iniziare le opere e 270, 360 o 450 giorni per l’ultimazione delle stesse a seconda della tipologia dell’intervento previsto.

La rendicontazione dell’intervento può essere svolta in 3 fasi, come previsto dall’Allegato 6 delle Ordinanze, fasi corrispondenti alla realizzazione del 30%, 70% e 100% dei lavori.

Durante le fasi di rendicontazione l’Ufficio regionale accerta le opere eseguite attraverso le dichiarazioni dei Direttori dei Lavori, il controllo degli Stati d’Avanzamento Lavori e delle fatture, della documentazione fotografica dell’intervento e l’erogazione del 100% del contributo avviene solo a seguito del deposito, presso gli Uffici regionali competenti, della relazione a strutture ultimate del Direttore dei Lavori e del certificato di collaudo.
 

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