Cosa sono le IAS, il loro impatto sulla biodiversità, la strategia di contrasto e le liste delle IAS presenti in FVG.

Cosa sono e che danni causano

Le specie aliene invasive sono specie animali e vegetali trasferite dall’uomo al di fuori del loro areale naturale, in maniera deliberata o accidentale, che creano danni alla biodiversità, alla salute umana e alle attività economiche.

I canali di introduzione da parte dell’uomo delle specie aliene di flora e fauna sono diversi e possono essere intenzionali (ad es. per la pesca, per l’agricoltura, per motivi ornamentali o come animali da compagnia) o accidentali (ad es. con il trasporto delle merci, con le acque di zavorra delle navi).

Le specie aliene invasive (IAS) sono un problema poco conosciuto e spesso molto sottovalutato, eppure provocano molti danni, che possiamo classificare in tre tipi: :

1. Danni ambientali: le IAS impattano sulla biodiversità, sia causando la riduzione del numero di specie autoctone (anche provocandone l’estinzione), che alterando gli equilibri di interi ecosistemi. Costituiscono la seconda causa di perdita di biodiversità a livello globale, dopo la frammentazione degli habitat. La perdita di biodiversità causata dalle IAS mette in pericolo la funzionalità e la sopravvivenza degli ecosistemi naturali e conseguentemente di tutti i servizi ecosistemici di cui beneficiamo.

2. Danni sanitari: alcune IAS possono essere patogeni o parassiti, o essere vettori di patogeni e parassiti (ad esempio la zanzara tigre); altre possono contenere biotossine (ad esempio il senecione sudafricano Senecio inaequidens) o accumulare sostanze tossiche nel proprio corpo (ad esempio il gambero rosso della Louisiana- Procambarus clarkii); diverse piante hanno effetti allergenici (ad esempio Ambrosia artemisiifolia); alcuni animali possono mordere o pungere (ad esempio il calabrone asiatico- Vespa velutina). 

3. Danni socio-economici: Alcune specie esotiche invasive (IAS) possono danneggiare le infrastrutture, ridurre la produttività agricola e compromettere la funzionalità degli ecosistemi. Ad esempio, il poligono giapponese - Reynoutria japonica può deteriorare, con i suoi estesi fusti sotterranei, argini e manufatti aumentando i costi di manutenzione e svalutando il prezzo degli immobili che presentano i giardini invasi. Altre specie legate ai corsi d’acqua come la nutria e il gambero rosso della Louisiana, che scavano estese tane, o Myriophyllum aquaticum, che genera consistenti popolamenti galleggianti, possono causare problemi alla stabilità degli argini, al deflusso delle acque, con potenziali rischi di esondazioni, e alle attività ricreative svolte nei corpi idrici

In Europa sono state stimate almeno 12.000 specie esotiche (con un preoccupante aumento del +76% in 30 anni). Di queste, circa 1.200-1.800 (cioè il 10-15%) sono invasive. I costi stimati necessari per le spese di eradicazione e controllo superano i 30 miliardi di euro/anno, ovvero cinque volte il budget europeo per la cultura (6,3 miliardi di euro nel 2018), cioè circa una media di un milione e mezzo di euro/anno/specie. 

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Normativa

Il Regolamento (UE) 1143/2014 reca disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione di specie aliene invasive di rilevanza unionale. Il Regolamento si applica a un elenco di 114 specie (lista aggiornata ad luglio 2025, con cinque Regolamenti attuativi), che costituiscono una minaccia per la biodiversità, i servizi ecosistemici, la salute umana e l’e conomia in tutto il territorio dell'Unione. 
 
L’Italia ha adeguato la propria normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo con il Dlgs.230/2017, che individua le azioni di prevenzione, controllo dell’importazione, rilevamento precoce ed eradicazione rapida e gestione delle IAS, e stabilisce le sanzioni.

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Come contrastare le specie aliene invasive (IAS): la strategia regionale

La Regione Friuli Venezia Giulia, dal 2020 ha adottato una specifica STRATEGIA REGIONALE per contrastare le specie aliene invasive, sia vegetali che animali. La versione più recente è stata adottata con

>  DGR n. 1816 del 12/12/2025.

La Strategia regionale individua le priorità e le azioni di contrasto alle IAS.

Il contrasto alle specie alloctone invasive (IAS) va affrontato adattandolo alle caratteristiche delle singole specie e considerando il contesto territoriale. Alcune azioni in particolare possono essere grandemente supportate dai cittadini, se correttamente informati.

Ciascuno di noi infatti può svolgere un’importante azione di contenimento, riducendo ad esempio la pressione delle piante aliene invasive sull’ambiente naturale tramite la cura dei propri terreni o giardini, oppure segnalando al Servizio biodiversità la presenza di animali appartenenti alle specie esotiche invasive.

 

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Liste di IAS in Friuli Venezia Giulia

Poiché non è possibile eradicare dal territorio regionale, o gestire il contenimento di tutte le specie esotiche invasive, al fine di ottimizzare la loro gestione in funzione delle risorse disponibili, sono state elaborate delle liste regionali, per specie animali o vegetali, organizzate per criteri gestionali omogenei e, laddove possibile, per priorità d’intervento. Le liste vengono periodicamente aggiornate per tenere conto dei cambiamenti che possono verificarsi in conseguenza delle azioni di gestione, dei cambiamenti climatici o di nuovi ingressi.

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Per approfondire

Di seguito, un elenco di siti web utili per approfondire i temi riguardanti le IAS.

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