Il 15 aprile 2013 è stato approvato il nuovo Piano Regionale del Trasporto Pubblico Locale (PRTPL), strumento che configura il sistema regionale e locale dei servizi di trasporto di persone e delle infrastrutture di interscambio (Decreto del Presidente della Regione n.80/2013).


Il nuovo PRTPL, che sostituisce il Piano Regionale per il Trasporto Pubblico Locale del 1999, nasce in primo luogo per cogliere le opportunità offerte dal D.Lgs. 111/2004, che ha ampliato le competenze della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di viabilità e trasporti. Tra le nuove funzioni trasferite rientrano, in particolare, quelle relative ai servizi ferroviari regionali ed interregionali e quelle inerenti i servizi marittimi, automobilistici e ferroviari a carattere transfrontaliero.

La possibilità di pianificare, programmare e gestire non solo i servizi automobilistici e marittimi ma anche quelli ferroviari, governando quindi l’intero sistema della mobilità pubblica di interesse regionale, ha consentito di ridisegnare l’offerta complessiva del trasporto pubblico locale, perseguendo la specializzazione funzionale dei servizi e l’integrazione tra servizi diversi per modalità (bus, treno, mezzo di navigazione) o per tipologia (treno regionale/regionale veloce, corsa automobilistica urbana/extraurbana, treni afferenti linee diverse e così via).

L’integrazione, da intendersi quale creazione di sinergie tra servizi e modi di trasporto, è diventata quindi il principio ispiratore del nuovo Piano Regionale del Trasporto Pubblico Locale. Tale principio è stato declinato, all’interno del Piano, sotto tre punti di vista tra loro complementari e cioè considerando i servizi, le infrastrutture di interscambio e il sistema tariffario.

I servizi di TPL sono stati classificati sulla base delle loro caratteristiche funzionali e l’offerta, pur preservando i collegamenti diretti casa-scuola e casa-lavoro dedicati prevalentemente all’utenza pendolare, è stata ridisegnata al fine di massimizzare le possibilità di interscambio tra servizi diversi per funzione o modalità di trasporto.

Parallelamente alla definizione della nuova offerta integrata è stato affrontato il tema della realizzazione/adeguamento dei luoghi dedicati all’interscambio modale. All’integrazione funzionale dei servizi si è quindi affiancata l’integrazione fisica delle infrastrutture, con l’obiettivo di poter disporre di terminal strutturati in modo da ottimizzare la fruibilità dell’interscambio, perseguendo, al contempo, l’economicità di realizzazione e di gestione.

Infine, ad ulteriore promozione dell’utilizzo coordinato delle diverse soluzioni di viaggio offerte dal sistema del TPL nel suo complesso, è stata prefigurata l’attuazione di un sistema tariffario integrato, così da consentire agli utenti l’accesso a servizi diversi per tipologia o modalità di trasporto con un unico titolo di viaggio.

Oltre che per la concezione dell’offerta maggiormente incentrata sull’integrazione, il nuovo Piano Regionale del Trasporto Pubblico Locale si differenzia dal precedente strumento di pianificazione per la sua maggiore flessibilità. Il nuovo Piano, infatti, non attribuisce al progetto puntuale dei servizi di TPL valore cogente, bensì carattere di indirizzo. Risultano quindi fissati i principi di riferimento e i criteri informatori della riorganizzazione dell’offerta, ma viene lasciato spazio ad attività di continuo affinamento e miglioramento dei programmi d’esercizio, così da poter governare meglio l’intero processo di avvio, regolazione ed evoluzione del servizio.

Le tematiche affrontate all’interno del nuovo Piano Regionale del Trasporto Pubblico Locale sono molteplici, ma possono essere interpretate in maniera univoca se si guarda all’obiettivo comune che esse perseguono e cioè al miglioramento della qualità del servizio, delle sue prestazioni e della sua fruibilità da parte dell’utenza. A questo proposito, si sottolineano le previsioni relative al miglioramento del sistema di informazione all’utenza, agli interventi volti a favorire l’accesso al servizio da parte delle persone a ridotta capacità motoria, all’attuazione di servizi flessibili (come quelli a chiamata) per soddisfare le esigenze di specifiche componenti di domanda, alla sostituzione dei mezzi ferroviari obsoleti, al miglioramento della qualità ambientale attraverso le politiche di rinnovo dei mezzi automobilistici. Da non dimenticare, inoltre, il tema dei servizi tranfrontalieri di collegamento con l’Austria e con la Slovenia, per i quali il Piano delinea il quadro di riferimento, fornendo linee di indirizzo e, per quanto attiene alle relazioni con l’Austria, stabilizzando e potenziando l’attuale servizio ferroviario sperimentale di collegamento con Villach.

Va infine evidenziato il ruolo assunto dal PRTPL quale strumento che, a partire dalla governance del sistema definita dalla legge regionale 23/2007, attua la nuova pianificazione integrata dei trasporti attraverso l’azione coordinata di più soggetti. In questo contesto, assume un’importanza fondamentale il sistema di monitoraggio, che viene configurato non soltanto ai fini del controllo di gestione, ma anche e in primo luogo in un’ottica di controllo strategico, così da verificare il funzionamento del sistema del TPL nel suo complesso, valutando l’attuazione degli obiettivi di Piano e definendo eventuali azioni correttive. Viene quindi messo in atto un processo di miglioramento continuo, dove vengono coinvolti tutti i soggetti che, a vario titolo, concorrono alla definizione e all’attuazione del sistema del trasporto pubblico locale.

Il Piano Regionale è stato sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica.
Sono pertanto disponibili, come disposto dalla Delibera della Giunta Regionale n. 605/2013:
- il monitoraggio di VAS incluso nel Rapporto ambientale
- la Dichiarazione di sintesi (Decreto del Presidente della Regione n.80 del 15.4.2013)
- il Parere motivato di VAS del Piano regionale del trasporto pubblico locale (Delibera della Giunta Regionale  n. 532/2013)