In FVG oltre il 90% degli incendi boschivi è causato dall' uomo, anche se le cause "dolose" sono in crescita percentuale, rispetto a quelle "colpose".
Gli incendi iniziati per cause naturali, esclusivamente da fulmine, hanno importanza in alcune stagioni sfavorevoli, e possono essere considerati una variabile all' interno del ciclo biologico vegetale.
Gli incendi boschivi si sviluppano in determinati periodi a seconda dell'andamento meteorologico e delle altre condizioni ambientali.
Nel territorio regionale il fenomeno è in calo sia come superficie sia come numero. Ciò è verosimilmente dovuto alle mutate condizioni ambientali, all' apporto del sistema regionale di Protezione Civile della Regione ed alle sue componenti (Corpo forestale regionale e Volontariato comunale) ed alla elevata sensibilità della popolazione regionale per i valori naturalistici locali.
La massima probabilità che si sviluppino incendi corrisponde ai periodi di elevata e prolungata siccità (fine dell'inverno e inizio della primavera). Nell' area carsica il periodo centrale estivo può essere altrettanto pericoloso.
Le aree più colpite sono solitamente la fascia pedemontana, i fondovalle, le valli prealpine (vedere la carta della pericolosità regionale). 
 

ARCHIVIO REGIONALE DATI INCENDI (A.R.D.I.)

Le informazioni sugli incendi boschivi nella Regione autonoma Friuli Venezia Giula, confluiscono nell’ A.R.D.I. (acronimo che significa Archivio Regionale Dati Incendi – boschivi). Il sistema A.R.D.I., con l’aggiornamento apportato nel 2009, gestisce l’ archiviazione delle informazioni descrittive (alfanumeriche) relative agli incendi boschivi, di quelle geografiche-cartografiche, come il perimetro totale dell’ area bruciata (Geometria Totale), e le sottoaree identificative delle zone Boscato, Non Boscato o Pascolo (Geometrie Specifiche) e il punto di inizio di ciascun incendio.

I dati dei singoli incendi, oltre che al comune interessato, vengono inviati dalle Stazioni forestali agli enti competenti (Direzione centrale risorse agricole, naturali e forestali – Servizio gestione forestale antincendio boschivo, Ispettorati ripartimentali foreste, Corpo forestale dello Stato – Ispettorato generale – Servizio I° - Divisione IIIa, Ufficio territoriale del Governo, Protezione civile della Regione), in forma cartacea, mediante il modulo chimato F.N.I.B (Foglio Notizie Incendi Boschivi).
La ripartizione dell'area percorsa dal fuoco (zone boscate, pascolate e non boscate) si è resa indispensabile al fine di fornire ai Comuni della Regione le specifiche informazioni necessarie per ottemperare alle disposizione della legge quadro n.353 del 21/11/2000 ( art. 10 - Legge-quadro in materia di incendi boschivi). Ciascun Comune sarà quindi in grado di istituire, fin dai primi incendi boschivi del 2010, attraverso i propri strumenti urbanistici, il “Catasto Incendi Boschivi”.

Il rilievo dei dati incendi boschivi sul campo e l’aggiornamento delle informazioni, alfanumeriche e cartografiche (inserimento, modifica o cancellazione) sono compiti delle Stazioni Forestali, così come l'ufficializzazione dei dati definitivi, mentre il Servizio CFR ha la facoltà di accettare o respingere, motivatamente, FNIB notificati da una Stazione Forestale, secondo un preciso iter amministrativo di controllo e validazione dei dati stessi. L’a mministrazione generale del database A.R.D.I. spetta infine al Servizio gestione forestale e antincendio boschivo.
I dati disponibili del sistema A.R.D.I. sugli incendi boschivi sono esclusivamente alfanumerici dal 1975, mentre dal 1990 le superfici percorse dal fuoco sono stati riportate in formato cartografico digitale. Dai primi anni 90 l’Ispettorato ripartimentale foreste di Trieste ha iniziato anche ad effettuare le rilevazioni delle superfici percorse dal fuoco mediante strumentazione GPS. Nel resto della regione, dagli anni 2003, 2004, laddove sia possibile, tutte le Stazioni forestali eseguono rilievi sistematici delle superfici percorse dal fuoco con GPS.

Sono quindi a disposizione dei Comuni, mediante abilitazione dell’ accesso:
- tutti i dati dell’ archivio nella modalità consultazione on-line (dal 1975);
- lo scaricamento dei files relativi alle geometrie del perimetro totale (dal 1990), della parte boscata, non boscata e pascolata (dal 2010);
- lo scaricamento dei punti di inizio (dal 1990);

ALP FFIRS
ALPine Forest Fire waRning System

Il confronto tra operatori, ricercatori ed amministratori, grazie al progetto ALP FFIRS, supera le tipiche asperità delle valli alpine e apre la strada a nuove prospettive di scambi di esperienze, valutazioni, collaborazioni inattese.
Ma cos’è il progetto ALP FFIRS? Il progetto è cofinanziato dal programma INTERREG Spazio Alpino 2007-2013 nella priorità 3 “Ambiente e prevenzione dei rischi”.
La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia partecipa al progetto attraverso due strutture amministrative, la Protezione civile della Regione in qualità di partner e la Direzione centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali, tramite il Servizio del Corpo forestale regionale, in qualità di osservatore.
Il principale obbiettivo di ALP FFIRS consiste nel controllo e nella riduzione del rischio di incendio boschivo nell’ ambiente alpino, considerando anche l’effetto dei cambiamenti climatici. Si tratta quindi di sviluppare un servizio innovativo e multidisciplinare a supporto di chi è chiamato a gestire gli incendi boschivi, con particolare attenzione alla prevenzione attraverso la creazione di un sistema di allerta comune basato sull’elaborazione di indici calcolati dall’ elaborazioni dei principali dati meteorologici.