Programma Interreg e iter di convalida delle buone pratiche

Interreg Europe è un Programma interregionale di cooperazione che supporta governi nazionali, regionali e locali nel miglioramento delle proprie politiche.
Il programma finanzia Progetti di cooperazione tra paesi diversi che lavorano insieme su tematiche condivise, confrontandosi su criticità e prospettive di sviluppo, attraverso l’i ndividuazione di strumenti di policy specifici con l’obiettivo di perfezionarli.
Il cuore dei Progetti Interreg Europe è lo scambio di esperienze, attraverso il quale si innesca un processo di apprendimento basato sull’identificazione, l’analisi e il trasferimento di buone pratiche. 

Una buona pratica è definita come una politica di sviluppo regionale che si è dimostrata vincente in una regione e che è di potenziale interesse per i partner. 

Si parla di “successo” quando la buona pratica ha già fornito risultati tangibili e misurabili nel raggiungimento di un obiettivo specifico. Solo le pratiche migliori, e non necessariamente tutte quelle individuate, vengono prese in considerazione.

Il processo attraverso cui viene individuata una potenziale buona pratica inizia con la selezione di esperienze positive e specifiche, i cui obiettivi siano misurabili e che possano essere trasferite ad altri paesi.

Le pratiche individuate vengono sottoposte al processo di convalida, articolato in tre fasi: 
  • Invio al Project Web Admin che ne conferma la correttezza formale
  • Trasmissione al Policy Officer che ne verifica l’aderenza agli indicatori al fine della pubblicazione sulla pagina di progetto
  • Convalida da parte di un gruppo di esperti di settore al fine della pubblicazione sul data base del programma (Policy Learning Platform)

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L’individuazione di buone pratiche all’interno del progetto CAPABLE

L’individuazione delle potenziali buone pratiche da parte di ciascun paese prende avvio dall’a nalisi del proprio sistema-paese. La riflessione può essere arricchita dal confronto con gli stakeholder che contribuiscono all’approfondimento del contesto e all’identificazione di possibili modelli da presentare ai partner.

All’interno del Programma Interreg ogni buona pratica proposta da un partner viene tenuta in considerazione ed analizzata. Inizialmente il Lead Partner esercita un filtro basato sulle caratteristiche necessarie affinchè una prassi venga considerata “buona”: obiettivi misurabili, trasferibilità in altri contesti, presenza di dati che attestino la buona riuscita dell’i niziativa. 

Il confronto tra tutti i partner consente infine di valutare se procedere alla preparazione dei documenti necessari per inviare alla Commissione la richiesta di convalida della buona prassi.

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Buone pratiche pubblicate sulla Policy Learning Platform

FAP – Regione Friuli Venezia Giulia
L'economia dell'assistenza in Italia rappresenta un impegno finanziario significativo, con una spesa complessiva di 68,6 miliardi di euro, distribuita tra costi farmaceutici, costi sanitari e costi sociali.
Oltre a queste spese istituzionali, le famiglie sostengono un onere sostanziale per gli assistenti familiari assunti direttamente dalla famiglia, stimato in 13 miliardi di euro all'anno e così ripartito: 7,6 miliardi di euro per gli assistenti familiari con contratto regolare e 5,4 miliardi di euro per gli assistenti familiari senza contratto.
In Friuli Venezia Giulia le famiglie spendono annualmente circa 198 milioni di euro per l'assistenza domiciliare. 
Il FAP, in particolare nella tipologia di intervento denominato CAF (Contributo per l’aiuto familiare), è un beneficio economico avente lo scopo di sostenere le situazioni in cui, per assistere persone anziane o con disabilità in condizione di non autosufficienza, ci si avvale dell’a iuto di addetti all’assistenza familiare con regolare contratto di lavoro, per un monte ore non inferiore a 20 alla settimana.
Viene concesso dopo la presa in carico da parte dei servizi socio sanitari e la prestazione varia da 2.892 € a 12.000 € in base alla gravità, al reddito e all'intensità dell'assistenza.
Il FAP è stato convalidato dal team di esperti della Commissione europea che l’ha valutato come una pratica ben strutturata per rispondere al crescente bisogno di assistenza degli anziani non autosufficienti. Di particolare interesse è stata considerata la capacità di favorire la permanenza della persona presso il proprio domicilio, di rendere più equo l’accesso all’assistenza domiciliare e la spinta alla contrattualizzazione regolare del lavoro domestico. Il potenziale di trasferibilità è elevato, dato che si basa su informazioni che la maggior parte delle regioni già raccoglie.


FAP to improve the quality of life of the elderly: where home is the primary place of care

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Non autosufficienti


SICONTE - Regione Friuli Venezia Giulia
L'Italia è il Paese con la popolazione più anziana tra gli Stati membri dell'UE, con il Friuli Venezia Giulia al secondo posto tra le regioni italiane con il tasso di invecchiamento più elevato.
SI.CON.TE è un servizio della Regione Friuli Venezia Giulia regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE+) che mira a supportare le famiglie nella conciliazione del tempo dedicato al lavoro e alla cura dei propri cari e a facilitare la qualificazione e l'accesso al lavoro regolare per coloro che cercano lavoro nel settore dell'assistenza domestica. È composto da 17 uffici in tutta la regione e supporta in media 3.000 famiglie e 2.800 lavoratori domestici all'anno.
Il servizio si occupa di accogliere le famiglie che hanno necessità di assistenza e i lavoratori interessati al settore domestico, effettuando il match tra domanda e offerta di lavoro e offrendo informazioni su contratti, formazione, importanza del lavoro regolare e servizi socio-sanitari disponibili sul territorio, anche attraverso workshop informativi online. Collabora inoltre con la rete locale e nazionale di enti pubblici e privati del settore domestico.
Nel 2025, l'INPS ha segnalato che dal 2014 al 2025 solo 3 province in Italia hanno registrato un aumento significativo dei contratti domestici regolari: Trieste, Gorizia e Udine, tutte in Friuli Venezia Giulia. Il Friuli Venezia Giulia è infatti l'unica regione italiana con un servizio pubblico gratuito per il lavoro domestico.Il SICONTE è stato convalidato come buona prassi dal team di esperti della Commissione europea in considerazione del suo focus su settore frammentato e spesso invisibile come quello del lavoro domestico, attraverso consulenza gratuita alle famiglie, servizi di incrocio domanda e offerta per i lavoratori domestici e informazioni su contratti, formazione e servizi di welfare. L’aumento delle famiglie che utilizzano il servizio e l'aumento dei contratti di lavoro domestico regolari nelle tre province interessate sono indicatori del successo del modello,  sia come misura di conciliazione tra lavoro e vita privata sia come motore di un'occupazione regolare e di qualità. E’ stato considerato una buona prassi trasferibile ovunque esista un quadro giuridico di base per l'occupazione nazionale e l'accesso a finanziamenti stabili.

The SI.CON.TE public support service for quality family care through regular and skilled employment

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Il Servizio SI.CON.TE



LONG TERM CARE – CAREGIVERS TRAINING PROJECT - Kujawsko-Pomorskie Voivodeship (PL)
L'obiettivo del progetto “Long-Term Care – Caregivers Training” è quello di creare un sistema di sostegno per gli assistenti familiari, sia lavoratori del settore domestico che caregiver familiari, nel voivodato di Kujawsko-Pomorskie attraverso attività di formazione volte a migliorare qualifiche, competenze e conoscenze.
Le sessioni di formazione comprendono soggiorni formativi di più giorni, corsi di lunga durata con sessioni pratiche, brevi workshop e supervisione. I corsi sono tenuti in presenza e online in diverse località della regione.
Ai caregiver familiari viene fornita assistenza sostitutiva durante la formazione.
Tra le attività educative del progetto rientra anche la piattaforma online “Conscious Caregiver” che offre corsi online, materiali specialistici e uno strumento diagnostico per la valutazione del carico assistenziale (Caregiver Burden Assessment). Questo strumento contribuisce alla prevenzione del burnout degli assistenti, favorendo percorsi di apprendimento personalizzati e promuovendo il benessere dei caregiver.
Un ulteriore obiettivo del progetto è aumentare la consapevolezza a livello sociale del ruolo centrale delle professioni di cura e assistenza e stimolare un maggior accesso alla professione attraverso conferenze annuali, sessioni di sensibilizzazione nelle scuole e campagne mediatiche.
Il progetto  LONG TERM CARE è stato convalidato come buona prassi dal team di esperti della Commissione perché rafforza le competenze professionali rispondendo al contempo alle esigenze pratiche degli assistenti familiari. Un aspetto rilevante è l'approccio che combina lo sviluppo delle competenze, la prevenzione del burnout e la promozione del riconoscimento sociale delle professioni di assistenza. La presenza di assistenza sostitutiva durante la formazione elimina efficacemente le barriere alla partecipazione per i caregiver familiari.
Ha un ottimo potenziale di trasferibilità grazie a obiettivi chiari, formati di apprendimento diversificati e modalità di erogazione mista.

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