Il contrasto alle specie aliene invasive richiede innanzitutto la conoscenza delle stesse: si ottiene informandosi sul problema e sulle possibili soluzioni.

Tutti possono e devono agire per contrastare le IAS a tutela della biodiversità e -  in ultima analisi - del benessere umano: l’Amministrazione regionale, tramite l’attuazione di una Strategia pluriennale in attuazione a norme comunitarie e nazionali, e i cittadini tramite scelte consapevoli e la cura del territorio e delle loro proprietà.

Cosa possono fare i cittadini per tenere sotto controllo la diffusione delle IAS

- Informarsi e diffondere l’informazione favorendo lo sviluppo di una appropriata cultura in merito al problema delle specie aliene invasive; possono imparare a riconoscerle e a capire i danni che causano per poi effettuare scelte consapevoli, ad esempio impiegando specie vegetali autoctone come ornamentali nei giardini o nei ripristini ambientali oppure non acquistando specie aliene come animali da compagnia. 
- Partecipare a iniziative di citizen science per contribuire ai monitoraggi. 
- Partecipare/promuovere iniziative di eradicazione di specie aliene invasive, capillari sul proprio territorio, di recupero degli incolti, aree verdi trascurate abbandonate (progettandole bene, con l’aiuto di esperti). Offrire collaborazione tra popolazione e istituzioni. 
- Adottare i codici di condotta volontari. In rete ci sono molti documenti, in particolare per i portatori d’interesse appartenenti a varie categorie (pescatori, cacciatori, florovivaisti, acquariofili, possessori di animali da compagnia).

Ritorna all'indice

Informazioni pratiche per i cittadini

- Giardinaggio: a prescindere dalle dimensioni del giardino, pensiamo bene a cosa stiamo utilizzando o vorremmo utilizzare e come utilizzarlo. Seguiamo le indicazioni delle Liste.  Non utilizziamo le specie vietate (anche se eventualmente qualche vivaio dovesse venderle ancora o se si trovano in internet); se si tratta di una specie “fortemente sconsigliata” informarsi per capire se è il caso di utilizzarla oppure è meglio pensare a una alternativa; se proprio vogliamo utilizzarla rendiamoci responsabili in modo da evitare una sua possibile diffusione (propaguli in genere; attenzione a chi la regaliamo). Orientiamoci verso il giardinaggio naturalistico e utilizziamo il più possibile specie spontanee integrandole con varie strutture ecologiche.
 
- Animali da compagnia o da allevamento: acquistare solo specie permesse, informarsi sulle condizioni che ne assicurino il loro benessere e non rilasciarle in natura.
 
- Attenzione ai souvenir (turismo):  alcune specie che vengono portate a casa dalle vacanze in altri continenti possono diventare invasive nel nostro territorio; poniamo sempre attenzione agli scambi: una pianta “innocua” in una zona d’Europa può diventare un problema enorme in un’altra.

In conclusione: informiamoci, partecipiamo al contrasto alle IAS e seguiamo le indicazioni delle Liste e dei codici di condotta.

Ritorna all'indice

Normativa in materia di contrasto alle IAS

- A livello delle Nazioni Unite le IAS vengono affrontate sia nella convenzione sulla diversità biologica CBD del 1993, dove si prevede che gli Stati membri, lì dove possibile e opportuno, vietino l’introduzione di specie esotiche che minacciano la biodiversità e controllino o eradichino tali specie, sia con il target 15.8 degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG). 

- Nel 2014 l’Unione Europea ha approvato il Regolamento (UE) 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie aliene invasive in Europa, con una particolare attenzione alla tutela della biodiversità. Il Regolamento è direttamente applicabile a un elenco di 66 specie aliene invasive di rilevanza unionale individuate dalla Commissione Europea con tre Regolamenti attuativi (disponibili qui sotto). Si tratta di quelle specie che costituiscono una minaccia per la biodiversità, i servizi ecosistemici, la salute umana e l’economia in tutto il territorio dell'Unione. Ogni Stato membro può definire un proprio elenco di altre IAS che hanno un significativo impatto sul proprio territorio.
 
- Inoltre le specie aliene invasive sono affrontate dal punto 2.2.10 della Strategia europea sulla biodiversità per il 2030.
 
- L’Italia - con il Dlgs.230/2017 - ha adeguato la propria normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo. Tale Decreto individua le azioni di prevenzione, controllo dell’importazione, rilevamento precoce ed eradicazione rapida, gestione delle IAS, le autorità amministrative competenti e le sanzioni. Attualmente il Decreto legislativo si applica a 66 specie di rilevanza unionale individuate dalla Commissione Europea.

Ritorna all'indice

Strategia regionale e azioni locali contro una minaccia globale

Per quanto riguarda il contrasto alle specie aliene invasive attuato dall'Amministrazione  regionale, con Delibera di generalità n. 1841 del 25 ottobre 2019, la Giunta regionale ha dato disposizioni attuative in materia di gestione delle specie esotiche invasive, comprendente anche l’i stituzione di un gruppo di lavoro interdirezionale – IAS, istituito con i Decreti del direttore generale n. 579 21 novembre 2019 e n. 638 del 13 dicembre 2019, per affrontare in maniera trasversale e multidisciplinare gli interventi di gestione delle IAS, stabilendo le priorità d’azione e collaborando alla stesura di una Strategia regionale di contrasto alle specie alloctone invasive.

L’ufficio di riferimento regionale, che coordina le attività istituzionali, è il Servizio biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche.

Il documento fondamentale per il contrasto alle IAS in Friuli Venezia Giulia è rappresentato dalla “ Strategia regionale per il contrasto alle specie esotiche invasive (2021-2026)”, approvato con DGR n. 1257 del 7 agosto 2020.

Tenendo conto della normativa, dell’assetto organizzativo regionale, delle risorse disponibili, delle specifiche situazioni territoriali e considerando sia le specie aliene di rilevanza unionale sia le altre specie aliene presenti sul proprio territorio, raggruppate in Liste organizzate in funzione di omogenei approcci di intervento, la Strategia individua obiettivi prioritari, suddivisi per motivi pratico-operativi secondo lo schema logico del Regolamento comunitario in Prevenzione e Controllo (eradicazione e gestione).

Ritorna all'indice

Pilastri della risposta alle IAS in Friuli Venezia Giulia

I pilastri su cui si fondano le azioni di contrasto alle IAS sono tre, così come previsti nella Strategia regionale:

1. Prevenzione, ovvero sono vietate l’introduzione, detenzione, allevamento, coltivazione, trasporto, commercio, donazione, utilizzo, riproduzione, rilascio nell’ambiente delle IAS di rilevanza unionale e nazionale. La prevenzione si attua con: 
- la campagna di comunicazione per diffondere informazioni e una nuova cultura nei confronti delle specie esotiche invasive in modo che sia l’ente pubblico che tutti i cittadini possano a vario livello dare il proprio contributo per il contrasto alle IAS.
- i controlli all’importazione per prevenire l’arrivo di nuove specie vegetali esotiche invasive. Spettano al Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica di ERSA.

2. Rilevamento precoce ed eradicazione rapida, organizzazione di un sistema di sorveglianza per individuare i primi focolai di invasione e piani di pronto intervento al fine di eradicare immediatamente la popolazione prima che possa espandersi.  
Al fine di censire e monitorare le IAS unionali e di interesse regionale è stato istituito - con Decreto del direttore generale n. 104 del 19 febbraio 2019 - il Sistema di sorveglianza, costituito da circa 100 dipendenti di vari Enti regionali in servizio sul territorio opportunamente formati al riconoscimento delle IAS e alla loro segnalazione tramite apposita App. In breve ci sarà la possibilità di vedere la distribuzione della IAS sul portale BIOSTREAM.

3. Gestione di specie ampiamente diffuse sul territorio e ormai insediatesi stabilmente; si mette in atto laddove non è più possibile l’eradicazione ma solo il contenimento secondo le modalità tecniche descritte nelle schede delle singole specie.

Ritorna all'indice

Liste regionali delle IAS

Ritorna all'indice