La situazione di crisi idrica sul territorio regionale è conclamata, con dati che oggi sono ai minimi storici.

A partire dalla fine del 2021 è evidente un costante e prolungato deficit di afflussi meteorici su tutto il territorio regionale. Le falde sono in una situazione di grave sofferenza a causa della mancata ricarica da parte delle piogge dei mesi autunnali del 2021 e dei mesi primaverili del 2022, praticamente inesistente. Il manto nevoso accumulato durante la stagione invernale, che dovrebbe costituire una importante riserva idrica differita, è stato significativamente inferiore ai valori medi del periodo e non si è potuto contare sul suo positivo contributo al momento dello scioglimento nivale. Le temperature, inoltre, sono state decisamente più alte rispetto alla media.

I corsi d’acqua hanno raggiunto i livelli minimi storici nel mese di marzo mentre ora, grazie all’infiltrazione di una parte della neve e a qualche pioggia sporadica, sono in forte magra ma ancora in fase di pre-allerta. Vengono monitorati costantemente alcuni fiumi in alcune sezioni che costituiscono i punti più critici.

Gli invasi montani artificiali che costituiscono la riserva d’acqua accumulata risultano molto in sofferenza, anch’essi in conseguenza della mancata ricarica autunnale e primaverile e per l’a ttuale assenza di eventi meteorici significativi. 

SEI PICCOLI GESTI UTILI PER RISPARMIARE ACQUA 

 

Criticità

Sono ormai chiare le conseguenze della crisi idrica in diversi settori.

Settore idropotabile: numerose sorgenti montane a rischio di approvvigionamento; in alcuni casi il gestore acquedottistico sta già intervenendo con autobotti per servire alcune frazioni sprovviste di risorsa idropotabile; preoccupazione per il livello freatico in costante abbassamento e già a livelli minimi; campagna di sensibilizzazione contro lo spreco e per un utilizzo della risorsa distribuito anche su fasce orarie notturne.

Settore irriguo: tutti e tre i Consorzi stanno riscontrando grosse criticità per la carenza d’acqua. In generale sono stati ridotte le ore di bagnatura, escluso l’irrigazione di soccorso, messi in asciutta alcuni canali, richiesto portate integrative ai bacini idroelettrici, attivato campagna di sensibilizzazione al risparmio idrico e all’uso consapevole della risorsa (utilizzo di colture meno idro-esigenti).

Settore idroelettrico: dall’inizio dell’anno la produzione di energia idroelettrica dai grandi invasi è ridotta al 40%. I bacini del Cellina e del Meduna sono a disposizione dell’a gricoltura ed hanno quasi azzerato la produzione di energia.

Uso domestico: A causa dei livelli di falda che si attestano ai minimi storici anche la pressione degli acquiferi artesiani da cui si alimentano i circa 50.000 pozzi domestici della Bassa Friulana è in costante calo con conseguente diminuzione della portata zampillante o, nel caso dei pozzi meno profondi e prossimi alla linea delle risorgive, interruzione del flusso. Si stima che dai circa 50.000 pozzi domestici zampillanti a getto continuo fuoriesca circa 1 miliardo di mc/anno d’acqua che equivalgono ad un fiume di medie dimensioni, con portata costante di 31 mc/s, comparabile a quella del quinto fiume regionale (fiume Stella). Tale quantitativo potrebbe soddisfare il fabbisogno idropotabile di oltre 13 milioni di abitanti, cioè 10 volte le necessità dell’intera regione (l’uso pro-capite medio di acqua risulta pari a circa 200 litri/giorno).

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Azioni in atto

L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali, nella seduta del 22/06/2022, ha riconosciuto per il territorio della Regione FVG il livello di severità idrica “alta”, tenuto conto della conclamata condizione di deficit e della diffusa condizione di sofferenza idrica a carico dei prelievi irrigui ed idropotabili.

In data 23 giugno 2022 il Presidente della Regione ha dichiarato con proprio Decreto n. 077/2022 lo stato di sofferenza idrica per l’intero territorio regionale ed ha individuato le conseguenti azioni a tutela dell’ambiente e dell’economia.

Il Consiglio dei Ministri n. 86, che si è riunito il giorno 4 luglio 2022, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, fino al 31 dicembre 2022, in relazione alla situazione di deficit idrico in atto nei territori di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte. Lo stato di emergenza è volto a fronteggiare con mezzi e poteri straordinari la situazione in atto, con interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche. 

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Il ruolo dell’Amministrazione Regionale

L’Amministrazione Regionale, tramite:

la DC Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile
• monitora costantemente la situazione delle risorse idriche attraverso il rilevamento e l’e laborazione dei dati della rete meteoclimatica regionale e con rilievi idrologici (Ufficio Idrografico Regionale);
• interviene sui rapporti di concessione di derivazione d’acqua ad uso industriale, idroelettrico ed irriguo al fine di regolare le deroghe al rilascio del DMV e di razionalizzare l’u tilizzo della risorsa;
• partecipa all’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici organizzato dal Distretto delle Alpi Orientali, insieme alla Regione Veneto e alle Province Autonome di Trento e Bolzano, dove vengono discussi gli indirizzi generali a scala di bacino per la gestione della risorsa idrica a seconda dei livelli di severità idrica dichiarata;

la DC Risorse agroalimentari, forestali e ittiche
• indirizza le attività di vigilanza del Corpo forestale regionale anche allo stato dei corsi d’acqua;
• gestisce con il supporto di ERSA, ETPI e dei Consorzi di Bonifica la riduzione del prelievo ad uso irriguo al fine di ottimizzare le risorse disponibili a tal scopo;

la Protezione Civile regionale coordina, anche attraverso AUSIR ed i gestori del servizio, le iniziative di prevenzione e contrasto alle situazioni emergenziali nel settore acquedottistico, anche in raccordo con gli interventi della Protezione Civile nazionale.
 

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Pozzi domestici

Vedi qui sotto l'approfondimento scientifico per meglio spiegare il fenomeno delle falde artesiane e dei pozzi a getto continuo e  consulta la pubblicazione "Risorse idriche sotterranee del Friuli Venezia Giulia: sostenibilità dell’attuale utilizzo” dalla quale i dati sono tratti.

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