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Dalla formazione al lavoro: stage e tirocini

Durante il tirocinio svolgi un periodo di formazione individuale all'interno di un'azienda o di un ente pubblico: ti può servire a conoscere dall'interno un ambiente di lavoro, a rafforzare le tue competenze, a farti conoscere e ti permette di orientarti nelle future scelte sul percorso lavorativo che vorrai intraprendere. Per attivare un tirocinio è necessario che, alla base, ci sia una convenzione tra un soggetto promotore (servizi del lavoro e soggetti autorizzati alla intermediazione dal Ministero, scuole superiori e università, enti di formazione professionale e/o orientamento, servizi di integrazione lavorativa e cooperative sociali) e un soggetto ospitante. In seguito, viene preparato un progetto formativo (piano formativo individuale) nel quale si specificano figura professionale di riferimento, attività previste e obiettivi, durata, orario, referente e tutor, ecc.
Destinatari di questa opportunità di formazione/lavoro sono:

  • le persone che hanno conseguito un titolo di studio o di qualifica da meno di 12 mesi (titolo universitario o diploma tecnico superiore, scuola secondaria superiore, attestato di qualifica o di diploma professionale) 
  • i lavoratori inoccupati, disoccupati, in cassaintegrazione e in mobilità 
  • le persone svantaggiate, in carico ai servizi sociali comunali e i disabili.

La durata massima del tirocinio varia dai 2 ai 18 mesi, a seconda della categoria del tirocinante. In particolare, per quanto riguarda i tirocini formativi e di orientamento rivolti ai giovani, essi non possono avere una durata superiore a sei mesi (proroghe comprese).
In quanto periodo di orientamento al lavoro e di formazione, il tirocinio non si configura quale rapporto di lavoro ma il tirocinante percepisce un'indennità di partecipazione non inferiore a 300 euro lordi mensili a fronte di un impegno massimo di 20 ore settimanali. In riferimento ad un impegno massimo settimanale di 40 ore, l'indennità minima mensile è pari a 500 euro lordi. Sulla base della Riforma del mercato del lavoro (Legge 92/2012) e delle successive Linee guida in materia di tirocini, la mancata corresponsione di tale indennità comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa.

Se il tirocinio non è rispettoso dei requisiti previsti dalla legge il rapporto può configurarsi come lavoro subordinato e il datore di lavoro è soggetto a sanzioni, oltre al recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi omessi. Per sapere se nella tua zona sono previsti tirocini, puoi rivolgerti ai Centri per l'Impiego, alla tua Provincia o alla tua scuola.
Se hai una buona conoscenza di una seconda lingua, potresti pensare di svolgere il tirocinio anche presso un'Istituzione dell'Unione Europea o un'Organizzazione internazionale.  
 
Un diverso modo di ingresso nel mercato del lavoro è quello del praticantato. Esso consiste in un periodo di formazione pratica, simile al tirocinio, ma in questo caso si tratta di una tappa obbligatoria per poter sostenere l'esame di abilitazione all'esercizio di una professione (ad es. l'avvocato o il commercialista). Il praticantato serve ad acquisire le basi teoriche, pratiche e deontologiche che la professione richiede e ha regole diverse a seconda dell'Ordine di appartenenza. Normalmente durante il praticantato non ci sono obblighi di natura economica, ma il professionista che ti segue nella formazione potrà riconoscerti una borsa di studio finalizzata proprio all'avvio della professione. Ovviamente, alla fine del periodo di tirocinio obbligatorio, dovrai superare l'esame di abilitazione per poter esercitare la relativa professione.