Fondo aggiuntivo nazionale per il consolidamento del tessuto produttivo montano.

Contributi a favore delle Imprese turistiche

È stato pubblicato sul BUR n. 50 del 10/12/2014 il Decreto del Segretario generale del 25/11/2014 n. 483 in cui è approvata la graduatoria delle domande di aiuto contributi per “progetti di ristrutturazione e ammodernamento di strutture ricettive alberghiere in area montana”, nell'ambito della Programmazione delle risorse comunitarie 2007-2013 del PAR FSC (Programma attuativo regionale del Fondo Sviluppo e Coesione). Sono state ammesse a contributo 10 domande di aiuto presentate in base alla misura 4.1.1 (Sviluppo di filiere produttive in area montana) per un totale di 900 mila euro. La graduatoria curata dal Servizio coordinamento politiche per la montagna, prevede l’ammissione al contributo di ulteriori 12 domande, non attualmente finanziabili. La Giunta regionale con una recente modifica al Programma attuativo del FSC, attualmente in fase di approvazione, si è impegnata a reperire nuove risorse, al fine di procedere al finanziamento delle rimanenti domande.
 

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Contributi a favore delle Imprese industriali

È stato pubblicato sul BUR n. 53 del 31/12/2014 il Decreto del Segretario generale del 15/12/2014 n. 541 in cui è approvata la graduatoria delle domande di aiuto per Progetti di innovazione o di riconversione delle attività industriali in area montana, nell'ambito della Programmazione delle risorse comunitarie 2007-2013 del PAR FSC (Programma attuativo regionale del Fondo Sviluppo e Coesione). Sono state ammesse a contributo 63 domande di aiuto, presentate in base alla misura 4.1.1 (Sviluppo di filiere produttive in area montana), con le risorse attualmente disponibili di 5,8 milioni di euro. La graduatoria curata dal Servizio coordinamento politiche per la montagna, prevede l’ammissione al contributo di ulteriori 28 domande, non attualmente finanziabili. La Giunta regionale con una recente modifica al Programma attuativo del FSC, attualmente in fase di approvazione, si è impegnata a reperire nuove risorse, pari a circa 2 milioni di euro, al fine di procedere al finanziamento delle rimanenti domande.

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Cos’è il Fondo aggiuntivo nazionale per il consolidamento del tessuto produttivo montano

Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (già FAS) è un fondo aggiuntivo nazionale che offre alle politiche di sviluppo regionale la possibilità di svolgere un ruolo integrativo dei fondi strutturali, potendo intervenire su ambiti e problematicità ad essi preclusi. Questo anche per dare piena attuazione dell’articolo 119, comma 5, della Costituzione italiana ed è finalizzato a garantire il “riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese”, aggiungendosi alle risorse ordinarie e a quelle comunitarie e nazionali di cofinanziamento.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato (con delibera n. 2580 del 10 dicembre 2010) in via preliminareil “Programma Attuativo Regionale (PAR FAS) per il periodo 2007–2013” e successivamente (con delibera n. 847 del 17 maggio 2012) ha ratificato in via definitiva il “Programma Attuativo Regionale del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (PAR FSC) per il periodo 2007–2013”
In particolare per quanto riguarda la zona montana, con il “PAR FSC” si intende affrontare il nodo del sistema produttivo della montagna, già attraversato in passato da alcune crisi occupazionali rilevanti che avevano riguardato i settori cartario, metallurgico e metalmeccanico e ora posto di fronte alle sfide della crisi finanziaria ed economica internazionale. Una crisi che comprime in maniera generalizzata i mercati e prospetta la necessità di un riposizionamento anche per le imprese locali, specie di quelle che operano nell’indotto (ad esempio quello della produzione dei sistemi di illuminazione per l’automobile) e che sono collegate con contratti di sub-fornitura, a distretti produttivi esterni all’area (ad esempio le occhialerie). Lo scopo non è quello di contrastare solo la contingenza negativa, sostenendo le imprese in un momento di particolare difficoltà, ma di consolidare il sistema produttivo della montagna per offrire durature possibilità di occupazione per la popolazione delle aree montane attraverso il miglioramento delle infrastrutture e servizi e la specializzazione in produzioni ed attività che sfruttino risorse e committenza locali.

Al Servizio per il coordinamento politiche per la montagna è stata affidata la “Linea di azione 4.1.1 - Sviluppo di filiere produttive in area montana” che persegue in particolare gli obiettivi di:
a) contribuire al consolidamento di un tessuto produttivo rinnovato, coerente con le opportunità e la vocazione dei territori montani che offra durature possibilità di occupazione per la popolazione delle aree montane.
b) arrestare il decremento demografico e lo spopolamento, contribuendo a creare nelle aree montane un clima di fiducia e un diffuso orientamento all’innovazione, che faciliti l’adozione di soluzioni creative ed intraprendenti sia nell’attività di impresa che in quelle istituzionali.

L’attuazione del programma della “Linea di azione 4.1.1” è indicata in una “Tabella Cronoprogramma”di massima che prevede i seguenti punti qualificanti:
- attività di animazione, formazione, orientamento e marketing aziendale (attività propedeutica e accompagnamento del processo partecipativo, nonché di avvio della fase di selezione degli interventi);
- attività di animazione, formazione, orientamento e marketing aziendale nelle fasi successive all’avvio della selezione degli interventi fino alla conclusione del Programma e rivolta al territorio;
- aiuti finalizzati al sostegno degli investimenti aziendali per favorire e consolidare i processi di innovazione e riconversione produttiva;
- progetti pilota(anche in partnership pubblico-privato)di domanda pubblica di prodotti innovativi;
- realizzazioni infrastrutturali e/o consortili o di distretto, a servizio delle attività produttive;
- aiuti finalizzati al sostegno degli investimenti per la ristrutturazione e l'ammodernamento delle strutturericettive alberghiere.

Il criterio che verrà seguito sarà quello della “concertazione con le parti istituzionali e sociali” , metodologia ritenuta più opportuna in una realtà come quella montana, caratterizzata da una certa fragilità del “capitale sociale” e dove non si può fare affidamento sulle sole forze imprenditoriali e su soluzioni “preconfezionate”.Risulta necessario quindi attivare un processo di coinvolgimento delle forze sociali e delle istituzioni che permetta di far interagire i vari elementi del “sistema locale” in cui si collocano le attività produttive. In questo modo si possono far emergere anche situazioni particolari che, nella realtà dei piccoli numeri dei paesi di montagna, possono rappresentare importanti capisaldi di vivibilità e punti di ancoraggio per contrastare l’abbandono dei territori e che consentono di rafforzare le esperienze di partenariato locale e favorire la collaborazione tra gli attori sociali. Il tutto in un contesto di scambio di conoscenze e consolidamento di rapporti per un accrescimento complessivo di “know-how” e un miglioramento di capacità di governo dei sistemi locali (“governance”).

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