Dove e come presentare le domande per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio venatorio, alla caccia di selezione, al prelievo degli ungulati con cani da seguita, al prelievo in deroga, al recupero di fauna selvatica ferita con l’ausilio di cani da traccia, di cani da traccia e cani da seguita per l’impiego venatorio e per il conseguimento della qualifica di guardia venatoria volontaria.

A partire dal 1 giugno 2016, ai sensi della L.R. 11 marzo 2016 n. 3, le funzioni in materia di vigilanza ambientale, forestale, ittica e venatoria e in materia di caccia e pesca sono trasferite dalla Provincia alla Regione.

Corsi ed esami per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio venatorio

Ai sensi dell’art. 3 della L.R. 6/2008, la Regione organizza corsi ed esami per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio venatorio.
Ai sensi dell’art. 29 della L.R. 6/2008, l'esame di abilitazione all'esercizio venatorio, previo conseguimento dell'attestato di frequenza di apposito corso, consiste:
a) in una prova orale sulla disciplina venatoria, sulla zoologia applicata alla caccia, sulle armi e le munizioni da caccia, nonché sui principi di tutela dell'ambiente e di salvaguardia delle colture agricole;
b) in prove pratiche di corretto maneggio delle armi, di tiro a bersaglio mobile e a bersaglio fisso da effettuarsi, anche in provincia diversa da quella di residenza, sui campi di tiro a volo e sui poligoni di tiro a segno.
La domanda di ammissione all'esame è corredata del certificato medico rilasciato dalla competente Azienda per i servizi sanitari o da Ufficiale medico militare attestante l'idoneità all'esercizio venatorio e del certificato di abilitazione al maneggio delle armi rilasciato presso poligoni di tiro a segno nazionale e campi di tiro a volo.

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Corsi ed esami per il conseguimento dell'abilitazione alla caccia di selezione

Ai sensi dell’art. 3 della L.R. 6/2008, la Regione organizza corsi ed esami per il conseguimento dell'abilitazione alla caccia di selezione.
Ai sensi dell’art. 5 della L.R. 14/1987, possono esercitare la caccia di selezione coloro i quali abbiano frequentato un apposito corso.
In deroga a quanto sopra riportato, possono esercitare la caccia di selezione anche i soci che non abbiano ancora conseguito il titolo di abilitazione, purché risultino iscritti all'apposito corso e per un solo anno dalla prima iscrizione allo stesso, esclusivamente se accompagnati da un socio in possesso dell'abilitazione all'esercizio della caccia di selezione, che funga da tutore e se ne assuma preventivamente per iscritto, di fronte al Direttore della riserva di caccia, la totale responsabilità relativamente alla gestione faunistica.
Ai sensi dell’art. 29 della L.R. 6/2008, l'esame di abilitazione all'esercizio della caccia di selezione, previo conseguimento dell'attestato di frequenza del relativo corso, si svolge sulla base degli indirizzi dell'INFS in materia. L'esame consente di verificare, in particolare, la conoscenza di nozioni di legislazione venatoria, di biologia, etologia ed ecologia applicata alla gestione faunistica, dei principi di gestione faunistica, dei sistemi di caccia, delle tecniche venatorie e della balistica, di etica venatoria, il riconoscimento degli ungulati e la trofeistica.

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Corsi ed esami per il conseguimento dell'abilitazione al prelievo degli ungulati con cani da seguita

Ai sensi dell’art. 3 della L.R. 6/2008, la Regione organizza corsi ed esami per il conseguimento al prelievo degli ungulati con cani da seguita.
Ai sensi dell’art. 7 bis della L.R 56/1986, l'esercizio della caccia agli ungulati con cani da seguita è subordinato alla frequentazione di un apposito corso e relativo esame abilitativo organizzati dalla Regione per territorio.
In deroga a quanto sopra riportato, possono esercitare la caccia agli ungulati con cani da seguita anche coloro che non abbiano ancora conseguito il titolo di abilitazione, purché risultino iscritti all'apposito corso e per un solo anno dalla prima iscrizione allo stesso, esclusivamente se accompagnati da persona in possesso dell'abilitazione all'esercizio della caccia agli ungulati con cani da seguita.
Ai sensi dell’art. 29 della L.R. 6/2008, l'esame di abilitazione all'esercizio della caccia tradizionale agli ungulati, previo conseguimento dell'attestato di frequenza del relativo corso, si svolge sulla base degli indirizzi dell'INFS in materia. L'esame consente di verificare, in particolare, la conoscenza di nozioni di legislazione venatoria, di biologia, etologia ed ecologia applicata alla gestione faunistica, dei principi di gestione faunistica, dei sistemi di caccia, delle tecniche venatorie e della balistica, di etica venatoria, il riconoscimento degli ungulati e la trofeistica.

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Prove di valutazione per il rilascio dell'attestato abilitativo per cani da seguita

Ai sensi dell’art. 7 ter della L.R. 56/1986, l'esercizio della caccia agli ungulati è consentito con cani da seguita di età inferiore ai due anni o con cani da seguita di età superiore ai due anni che hanno conseguito un apposito attestato abilitativo rilasciato dalla Regione, superando una prova pratica di valutazione valida per l'impiego venatorio su ogni specie selvatica cacciabile.
Nel caso in cui la domanda per la prova pratica di valutazione sia stata presentata entro l'età di due anni del cane da seguita, il medesimo può continuare ad essere impiegato nella caccia agli ungulati anche dopo il superamento di tale età e sino all'effettuazione della prova suddetta.
Il cane da seguita che non abbia conseguito il giudizio di idoneità nella prima prova pratica di valutazione sarà ammesso a ripetere la prova medesima ancora per due volte, previa regolare domanda del proprietario, da presentarsi all'Amministrazione regionale entro trenta giorni dalla data di effettuazione della prova non superata.
L'impiego nella caccia degli ungulati per le prove successive può avvenire solo dopo l'avvenuta presentazione della domanda di ripetizione della prova.
L'impiego nella caccia degli ungulati di cui sopra è consentito ai soli cani da seguita per i quali la domanda per la prima prova sia stata presentata entro l'età di due anni.
Qualora il cane esaminato abbia conseguito il giudizio di idoneo nella prova pratica di valutazione, la Regione provvede al rilascio del relativo attestato di idoneità che ha validità anche per l'addestramento e allenamento di cui all'articolo 7 della legge regionale 56/1986.
Sono utilizzabili nella caccia agli ungulati i cani da seguita già in possesso di attestato abilitativo rilasciato dalla Provincia ai sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera f), della legge regionale 30/1999, e successive modifiche, e ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera j quinquies), della legge regionale 6/2008.
La prova pratica di valutazione è effettuata da una Commissione d'esame istituita dalla Regione, nella quale è assicurata la presenza di un esperto in materia designato dalla Regione.
I criteri per le prove abilitative sono adottati dalla Regione, sentito il Comitato di cui all'articolo 6 della legge regionale n. 6/2008.

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Corsi ed esami per prelievi in deroga di cui all'articolo 7, comma 2, della legge regionale n. 14/2007

Ai sensi dell’art. 3 della L.R. 6/2008, la Regione organizza corsi ed esami abilitativi per i prelievi in deroga di cui all' articolo 7, comma 2, della legge regionale 14/2007
Ai sensi dell’art. 7 della L.R. 14/2007, l'esecuzione dell'attività oggetto di deroga è affidata a persone di comprovata capacità tecnica.
Le attività di cattura e uccisione degli uccelli, di raccolta di uova, di distruzione o danneggiamento di uova o nidi, sono svolte da persone che abbiano conseguito apposita abilitazione, al termine di specifico corso di formazione organizzato dalla Regione. Gli indirizzi generali per lo svolgimento dei corsi sono approvati con deliberazione della Giunta regionale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
L'abilitazione è rilasciata per singole specie ed è valida su tutto il territorio regionale.
L'abilitazione non è richiesta nel caso di deroghe adottate per finalità di ricerca e insegnamento.
Nel caso di deroghe adottate nell'interesse della salute, della sicurezza pubblica o della sicurezza aerea, in caso di necessità e urgenza, le attività di cattura e uccisione possono essere svolte anche da soggetti privi dell'abilitazione.
Qualora la deroga riguardi le specie elencate all'articolo 3 della legge regionale 24/1996 (specie cacciabili) l'abilitazione per le attività di cattura e uccisione non è richiesta alle persone in possesso di licenza per l'esercizio venatorio.
L'abilitazione per la cattura delle specie di cui all'articolo 4, comma 4, della legge 157/1992 (allodola, cesena, tordo sassello, tordo bottaccio, merlo, pavoncella e colombaccio), non è richiesta alle persone che abbiano superato l'esame di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 157/1992.

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Corsi ed esami per il conseguimento dell'abilitazione al recupero di fauna selvatica ferita con l'ausilio di cani da traccia

Ai sensi dell’art. 11bis della L.R. 6/2008, la Regione disciplina il recupero della fauna selvatica ferita durante l'esercizio venatorio o a seguito di sinistro stradale o per altre cause.
L'attività di recupero della fauna selvatica ferita può essere svolta avvalendosi dei conduttori di cani da traccia abilitati al recupero di fauna selvatica ferita, di seguito denominati recuperatori abilitati, previa frequentazione dei corsi organizzati dalla Regione in base agli indirizzi dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e superamento dei relativi esami di abilitazione. I cani da traccia sono abilitati al recupero di fauna selvatica ferita sulla base di specifiche prove di lavoro organizzate dalla Regione o dall'Ente nazionale cinofilia italiana (ENCI).
Le abilitazioni al recupero della fauna selvatica ferita di cui sopra sono valide sull'intero territorio regionale.
I recuperatori abilitati sono iscritti, previa domanda, nell'Elenco dei recuperatori abilitati tenuto dalla Regione e pubblicato sul proprio sito informatico.
Il recuperatore abilitato, nell'esercizio delle proprie funzioni, può utilizzare le armi di cui all' articolo 13 della legge 157/1992.
Il cacciatore che ha ferito un animale richiede l'intervento di recupero del medesimo. Le spoglie dell'animale recuperato sono di proprietà del cacciatore che lo ha ferito nel corso dell'attività venatoria.
Il recuperatore abilitato comunica, per il tramite dei Direttori delle Riserve di caccia, preventivamente l'inizio delle operazioni di recupero della fauna ferita alle strutture della Regione competenti in materia di vigilanza venatoria, le quali possono impartire disposizioni, partecipare o effettuare direttamente l'attività di recupero qualora, in relazione alle circostanze di tempo e di luogo o a motivazioni di pubblica sicurezza, ne ravvisino la necessità.
Sono fatte salve le abilitazioni al recupero di fauna ferita dei conduttori e dei cani da traccia conseguite presso le Province prima dell'entrata in vigore della legge regionale 6 agosto 2013, n. 7 (Modifiche alle leggi regionali 14/2007, 6/2008 e 15/2012 in materia di gestione faunistico-venatoria).

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Esame per il conseguimento della qualifica di guardia venatoria volontaria

Ai sensi dell’art. 15 della L.R. 24/1996, per il conseguimento dell'attestato di idoneità per l'ottenimento della qualifica di guardia venatoria volontaria di cui all' articolo 27, comma 4, della legge 157/1992, è necessario il superamento di un esame da sostenere presso l'Amministrazione regionale, davanti alla Commissione prevista dall'articolo 17 della L.R. 24/1996.
Il richiedente l'attestato deve presentare domanda alla suddetta Amministrazione regionale corredata del certificato di residenza e del certificato medico di idoneità fisica all'attività di guardia venatoria volontaria rilasciati in data non anteriore a due mesi dal giorno di presentazione della domanda.
Contestualmente alla presentazione della domanda il richiedente deve presentare, altresì, una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante in sede regionale di una delle associazioni di cui all'articolo 27, comma 1, lettera b), della legge 157/1992, dalla quale risulti la volontà dell'associazione medesima di avvalersi dell'operato del richiedente quale guardia venatoria volontaria
Ai sensi dell’art. 16 della L.R. 24/1996, l'esame di idoneità per l'ottenimento della qualifica di guardia venatoria volontaria di cui all'articolo 27, comma 4, della legge 157/1992 consiste in una prova orale che riguarda:
1) legislazione venatoria;
2) zoologia applicata alla caccia con prove pratiche di riconoscimento delle specie cacciabili e delle specie protette;
3) armi e munizioni da caccia e relativa legislazione;
4) tutela della natura e principi di salvaguardia della produzione agricola;
5) norme di pronto soccorso.
Il programma di esame della prova orale per le singole materie si identifica con quello fissato per l'esame di abilitazione all'esercizio venatorio.
L'idoneità è concessa se il giudizio della Commissione è favorevole in tutte e cinque le materie elencate sopra.
Per essere ammesso alla prova orale il candidato deve superare una prova scritta consistente nella predisposizione di un verbale di cui all'articolo 28, comma 5, della legge 157/1992.

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Corso per il conseguimento dell'abilitazione alla caccia di selezione 9 giugno 2017

Si comunica che venerdì 9 giugno alle ore 18:00 presso la sala Consiglio della Struttura stabile per la gestione faunistica venatoria di Gorizia in Corso Italia 55, avrà inizio il corso per il conseguimento dell’abilitazione alla caccia di selezione di cui all’art. 3, lett. j sexies) punto 2 della L.R. n. 6/2008.
Il corso è articolato in 9 lezioni, per un totale di 27 ore, e il requisito minimo di ammissione all’esame finale (che si terrà indicativamente a metà di luglio) è dato dalla frequenza di almeno 7 lezioni.
Per informazioni rivolgersi a:
Michele Benfatto
0481385271

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