Il Piano è lo strumento per garantire il rispetto dei valori limite degli inquinanti.

I piani attualmente in vigore nella Regione Friuli Venezia Giulia sono stati redatti alla luce della Legge Regionale 16/2007 che, oltre ad individuare le competenze e responsabilità tra i diversi Enti Locali (Regione, Province e Comuni), distingueva la gestione della tematica qualità dell’aria nei due aspetti emergenziali e strutturali. Per questa ragione, la Regione Friuli Venezia Giulia si è dotata di un piano di miglioramento della qualità dell’aria (PRMQA), contenente le misure strutturali con efficacia prevista nel lungo periodo (e.g., rinnovo parco veicolare circolante, protocolli con attività produttive, efficientamento energetico, etc. ) e un piano di azione regionale (PAR) con misure estemporanee e di durata limitata da attivare in particolari situazioni caratterizzate da alti valori di inquinamento atmosferico (e.g., limitazione alla circolazione, divieto all’utilizzo di impianti termici obsoleti, etc.).

Questa distinzione tra gestione emergenziale e strutturale, benché ancora prevista dalla Legge Regionale 16/2007, è stata in parte superata dal D.lgs 155/2010 che, all’art. 9, prevede uno strumento amministrativo unico ed integrato per la gestione della qualità dell’aria, dando indicazioni per la realizzazione di piani di azione con misure emergenziali solo per gli inquinanti che prevedono un valore d’allarme (art. 10 comma 1), lasciando comunque la possibilità alle Regioni e Province Autonome di adottare volontariamente misure emergenziali anche per gli altri inquinanti (art. 10, comma 2).

Nel caso dei piani approvati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, sia il piano di miglioramento (PRMQA) che il piano di azione (PAR) individuano al loro interno delle misure che devono essere adottate a livello comunale. In particolare, il piano di azione delega ai Comuni la predisposizione di un piano di azione comunale - quindi fortemente contestualizzato al territorio di applicazione - con misure da attivare in caso di ripetuti e consecutivi superamenti previsti dei limiti di legge per quanto riguarda sia il PM10 che l’ozono. Un elemento innovativo del piano di azione regionale (PAR), infatti, è quello di attivare le misure emergenziali prima che le situazioni di superamento si verifichino, in modo che queste possano essere maggiormente efficaci.

Dal 2013 ad oggi, 23 Comuni - tra cui i capoluoghi di Provincia - si sono dotati di un piano di Azione Comunale che, nel corso degli anni, è stato adottato con le frequenze e distribuzioni sotto riportate (Figura 1 e Figura 2). Molte discussioni sono state fatte in merito all’efficacia dei piani di azione comunali, anche a causa della oggettiva difficoltà a valutare l’effettiva applicazione di misure legate al comportamento domestico dei cittadini, come ad esempio la riduzione nella temperatura all’interno degli edifici o il non utilizzo della legna in impianti obsoleti in presenza di mezzi di riscaldamento meno inquinanti. A prescindere dall’efficacia oggettiva, comunque, è innegabile che i piani di azione, proprio per la loro natura emergenziale, hanno un alto valore informativo e formativo nei confronti della popolazione e sono pertanto in grado di svolgere un ruolo molto importante per accrescere la consapevolezza nella popolazione.

Con delibera 701/2021 la Giunta regionale ha avviato il processo di valutazione ambientale strategica (VAS) del nuovo Piano regionale della qualità dell'aria.