la Regione dalla A alla Z Chiudi

tirocini e apprendistato

FAQ - Procedure per avviare e concludere un tirocinio

Si può applicare il DM 142/98 nelle more di un provvedimento che disciplini i curriculari emanato dagli organi competenti in materia. Sarebbe auspicabile che tramite protocolli d’intesa si garantissero alcuni standard minimi, stabiliti dalle linee guida nazionali, anche ai tirocini curriculari.

Le linee guida nazionali prevedono: “A far data dalla entrata in vigore delle regolamentazioni regionali, ai sensi della legge n. 92/2012 e delle presenti Linee Guida, nel corso delle verifiche a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nelle sue articolazioni territoriali, se il tirocinio non risulterà conforme alla nuova disciplina e alla relativa regolamentazione regionale di riferimento, il personale ispettivo procederà, sussistendone le condizioni, a riqualificare il rapporto come di natura subordinata con relativa applicazione delle sanzioni amministrative applicabili in tale ipotesi (come ad esempio in materia di Libro Unico del Lavoro, prospetto di paga e dichiarazione di assunzione), disponendo al recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. In coerenza con quanto definito dalla legge n. 92/2012, sempre a far data dall'entrata in vigore della regolamentazione regionale in materia, la mancata corresponsione dell'indennità comporterà una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell'illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro. Sono altresì applicabili le previsioni generali in materia di sanzioni amministrative di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.”

Una singola azienda può ospitare quanti tirocini curricolari è consentito dalle norme che li regolano, per quanto riguarda i tirocini extracurricolari essi possono essere al massimo quelli previsti dal regolamento regionale ma il loro numero non viene ridotto nel caso in cui siano presenti anche dei tirocini curricolari.

Sì, dovrà necessariamente dare la DID al centro per l’impiego se vuole essere destinatario di un tirocinio extracurricolare.

Ad una convenzione potranno essere legati più progetti formativi purchè promotore ed ospitante della convenzione coincidano con promotore ed ospitante del progetto formativo. Non è possibile fare una convenzione quadro con un’associazione di categoria e i progetti formativi con i singoli associati.

Il modello telematico va compilato, si procede al controllo di congruità, se tutto è corretto si stampa, si fa firmare alle parti. L’inoltro telematico va fatto dopo la formalizzazione dell’impegno delle parti quindi per la provincia (o in generale per gli enti pubblici) dopo l’atto amministrativo di approvazione. Poi si invia il modello telematico precedentemente caricato (che deve essere conforme a quello cartaceo firmato) sul sito della regione.

Sono gestite la sospensione, l’interruzione anticipata e la proroga del tirocinio. Per ora, le variazioni che riguardano altri aspetti del progetto formativo vanno gestite dal soggetto promotore che avrà cura di conservare in un unico fascicolo tutte le modifiche del progetto stesso in caso di controlli da parte degli organi competenti.

In considerazione della peculiarità di questo istituto, caratterizzato da elementi di occasionalità, lo stesso non rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 3, comma 5 del Regolamento regionale. Pertanto è possibile attivare tirocini per coloro che hanno già lavorato con voucher presso l’azienda ospitante.

Lo strumento del tirocinio extracurricolare non consente l’assolvimento del diritto/dovere di istruzione contrariamente al contratto di apprendistato. Il tirocinio di tipo A si può attivare solo in seguito al conseguimento di un titolo di studio quindi non è attivabile per i soggetti fuoriusciti dalla scuola senza titolo. Il tirocinio di tipo B è riservato ai soggetti con più di 18 anni.

No, non sono più previste le comunicazioni ai sindacati e alla direzione territoriale del lavoro, quest’ultima potrà direttamente consultare la banca dati regionale in materia di tirocini per acquisire le informazioni di cui necessita.

I 12 mesi decorrono dall’ultimo licenziamento di un soggetto presente nell’unità produttiva in cui si vuole inserire il tirocinante che abbia svolto le medesime mansioni del futuro tirocinante effettuato a prescindere dalla data di apertura e di chiusura di un’eventuale procedura di licenziamenti collettivi o plurimi. Nel caso di sospensione o riduzione di orario decorre dalla data di fine del periodo autorizzato relativo alla medesima unità produttiva e per sospesi con le medesime mansioni.

In sede di progetto formativo vengono indicate le tempistiche di erogazione dell’indennità come concordate dalle parti. La modalità standard è il pagamento mensile. Si evidenzia come tale indennità ha soprattutto lo scopo di non mettere in difficoltà il tirocinante a frequentare il percorso anche nel caso in cui sia privo di reddito (trasporti, pasti, …) pertanto la ripartizione dell’indennità, che complessivamente deve corrispondere a quella mensile minima volte il numero dei mesi, può essere anche erogata con importi differenti nelle diverse mensilità purché questo non crei un danno al tirocinante.

SI,  in quanto il servizio civile non configura né un’ ipotesi di tirocinio extracurriculare né di rapporto di lavoro subordinato.

No, il tirocinante per accedere al tirocinio tra i vari requisiti deve essere in stato di disoccupazione ai sensi della vigente normativa in materia, fatto salvo il caso in cui si tratti di lavoratore in cassa integrazione. (art. 5 comma 1 lett. b)

No, l’assegno al nucleo familiare (anf) è un sostegno economico per le famiglie dei lavoratori dipendenti e il tirocinio non essendo un rapporto di lavoro dipendente non da diritto alla richiesta di detta misura.

Sì, a seguito della pubblicazione della circolare del ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 39 del 4/3/2016 è stato chiarito che la persona disoccupata avviata ad un rapporto di lavoro intermittente può mantenere lo stato di disoccupazione presentando al Centro per l’impiego un’autocertificazione dalla quale risultino le giornate di effettivo lavoro svolto, di cui alla comunicazione amministrativa effettuata dal datore di lavoro, ai sensi dell’art.15, comma 3 del D.lgs n.81/2015. I periodi di lavoro effettivamente svolti e dichiarati dovranno essere considerati come periodi di sospensione dallo stato di disoccupazione. Se non vi è coincidenza di giornate tra il lavoro intermittente ed il tirocinio, il tirocinio è attivabile, il tirocinio non è attivabile se ad esempio la persona lavora di sera e svolge il tirocinio la mattina, poiché  in tal caso non si potrebbe considerare disoccupata in quella determinata giornata.”

SI, perché il praticantato non costituisce un rapporto di lavoro, né un tirocinio extracurriculare.

SI, perché il servizio civile non rientra tra le attività incompatibili previste dal Regolamento, in quanto volontariato.

Almeno uno. Eventuali dipendenti con contratto di apprendistato non sono considerati contratti a tempo indeterminato. (art. 8 comma 1 lett. a)

SI, limitatamente i datori di lavoro iscritti all’albo delle imprese artigiane, le aziende agricole a conduzione familiare e i gli studi di professionisti,  con riferimento alle attività svolte dal professionista medesimo e in coerenza con il percorso formativo del tirocinante. (art. 8 comma 4 e art. 2 comma 3 lett. b).
I periodi di pratica professionale nonché i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche non sono disciplinati dal regolamento Regionale e seguono la loro normativa ad hoc.
 

NO, la deroga prevista dal art. 8 comma 5 non deroga al numero di dipendenti a tempo indeterminato occupati presso il soggetto ospitante ai fini della determinazione dei tirocinanti ospitabili, ma consente semplicemente di inserire un ulteriore tirocinante rientrante nelle categorie di cui all’art. 2 comma 1 lett. c) ,qualora il soggetto ospitante abbia già saturato il limite di tirocinanti ospitabili in relazione al numero dei dipendenti a tempo indeterminato.

SI, il tirocinio può continuare (nel rispetto degli altri elementi previsti nel progetto formativo), comunicando formalmente la variazione al soggetto promotore senza la necessità di inoltrare una nuova domanda.

Si, purchè una di esse sia indicata nel progetto formativo come quella prevalente (art. 4 comma 5 lett.d). I requisiti previsti dal regolamento per il soggetto ospitante (art.8 c.1) vanno posseduti dall’unità operativa della sede prevalente che deve essere quella in cui si svolgono la maggior parte delle attività.

Ai tirocini si applica l’ultimo capoverso del paragrafo 15.1.2 in materia di formazione professionale finanziata dal fse (decreto 1673 del 04/04/2013) che stabilisce:
“le ore di formazione devono essere realizzate nell’arco di tempo compreso tra le ore 07.00 e le ore 23.00. in casi motivati possono essere preventivamente autorizzate lezioni al di fuori della fascia oraria indicata.”

No, trattandosi di percorsi formativi trova  applicazione la disciplina regionale sulla formazione professionale che al paragrafo 15.1.2  del decreto 1673 del 04/04/2013 (formazione professionale finanziata dal FSE) prevede che ”Le operazioni di carattere formativo non possono prevedere più di 6 giornate di lezione alla settimana, con non più di 8 ore giornaliere di lezione, di cui non più di 6 consecutive, per un massimo di 40 ore settimanali. Non sono ammesse lezioni in giornate festive. Salvo il limite massimo delle 40 ore settimanali, sono possibili deroghe a fronte di motivate esigenze.”
La stessa disposizione prevede anche che “Le ore di formazione devono essere realizzate nell’arco di tempo compreso tra le ore 07.00 e le ore 23.00. In casi motivati possono essere preventivamente autorizzate lezioni al di fuori della fascia oraria indicata.”
 

No. l’indennità è un forfait quindi o si prende tutta o non si prende per niente. sotto il 70% di presenza non si prende nulla, sopra il 70% si prende per intero.

Solo se il soggetto è uno dei soggetti promotori espressamente autorizzati dal regolamento. Attualmente possono promuovere tirocini in Friuli Venezia giulia le Università, istituti superiori di grado universitario, Istituzioni di alta formazione, artistica e musicale, limitatamente a tirocinanti in possesso di titolo di studio universitario localizzate in altre regioni nonché gli enti o soggetti indicati nell’ambito di programmi o sperimentazioni ministeriali che prevedono l’attivazione di tirocini. Tutti gli altri soggetti devono avere sede legale o didattica in Friuli Venezia giulia e l’accreditamento idoneo per la loro categoria.

Accedendo alla pagina:
http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/formazione-lavoro/tirocini-apprendistato/FOGLIA106/
dove si trovano tutte le istruzioni. Nell’ordine:
1) registrarsi cliccando sul banner a destra “registrasti e configura il tuo profilo”. Le informazioni sono nel documento “istruzioni su profilazione”
2) ottenute le credenziali di accesso si accede al sistema cliccando su “tirocini operazioni occupabilità”. Tutte le informazioni si trovano sul documento “manuale d’uso”.
3) una volta nel sistema scaricare il file PDF compilabile “progetto formativo”, compilarlo e ricaricarlo a sistema e inviarlo con firma digitale.
Il tirocinio sarà disciplinato secondo le disposizioni vigenti nel territorio dell’azienda ospitante.
 

ultimo aggiornamento: Mon Sep 25 10:24:38 CEST 2017