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Isola del lavoro

Assicurazione Sociale per l'Impiego

La Riforma del mercato del lavoro (Legge 92/2012) ha dettato nuove norme in materia di mercato del lavoro e di ammortizzatori sociali. In particolare, ha istituito, con decorrenza primo gennaio 2013, due nuove indennità mensili per il sostegno al reddito dei lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente
l’occupazione: l’indennità di disoccupazione Aspi e indennità di disoccupazione mini-Aspi. Le indennità sostituiscono a tutti gli effetti la disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali, la disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti, la disoccupazione speciale edile e la mobilità.

L'indennità ASpI
Sono destinatari della nuova indennità di disoccupazione tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito un rapporto di lavoro in forma subordinata.
Non sono destinatari della nuova disciplina:
- i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni
- gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, per i quali continua a trovare applicazione la specifica normativa
- i lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permesso di soggiorno di lavoro stagionale.

L'indennità è riconosciuta ai lavoratori in possesso dei seguenti requisiti:
- stato di disoccupazione rilasciato dal competente Centro per l'impiego
- stato di disoccupazione involontario (sono esclusi i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale)
- periodo di almeno due anni trascorso dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione
- almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio che precede l'inizio del periodo di disoccupazione.
Hanno diritto all’indennità i lavoratori e le lavoratrici che si siano dimessi durante il periodo tutelato di maternità o per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali sui luoghi di lavoro o modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative).

L'indennità è rapportata a una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33. Ai fini del calcolo saranno considerate tutte le settimane, interamente o parzialmente retribuite. L'indennità decresce con il passare del tempo.

Le nuove norme prevedono un graduale aumento della durata della prestazione, collegata all'età anagrafica del lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. A regime, dal primo gennaio 2016 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere da tale data:
- per i lavoratori di età inferiore ai 55 anni l'indennità viene corrisposta per un periodo massimo di 12 mesi, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti
- per i lavoratori di età pari o superiore ai 55 anni l'indennità è corrisposta per un periodo massimo di 18 mesi, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti.

Per fruire dell'indennità Aspi, i lavoratori aventi diritto devono presentare apposita domanda, esclusivamente per via telematica, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento.
Il termine di due mesi per la presentazione della domanda decorre dalla data di inizio del periodo indennizzabile, che è così individuato:
- ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro
- data di definizione della vertenza sindacale o data di notifica della sentenza giudiziaria
- data di riacquisto della capacità lavorativa nel caso di un evento patologico iniziato entro gli otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro
- ottavo giorno dalla conclusione del periodo di maternità in corso al momento della cessazione del rapporto di lavoro
- ottavo giorno dalla conclusione del periodo corrispondente all'indennità di mancato preavviso
- trentottesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

L’indennità decade nei seguenti casi:
- perdita dello stato di disoccupazione
- nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi
- inizio di un'attività in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione prevista
- raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia
- acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità
- rifiuto di partecipare senza giustificato motivo a una iniziativa di politica attiva proposta dai servizi per l’impiego
- non accettazione di un’offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20 per cento rispetto all'importo lordo dell'indennità.

L'indennità mini-ASpI
L'indennità mini-Aspi è riconosciuta ai lavoratori che, a partire dal primo gennaio 2013, abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino i seguenti requisiti:
- possano far valere lo status di disoccupato
- possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione da attività lavorativa nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.
Non è richiesto il requisito dell’anzianità assicurativa.

L'indennità è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.
In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l'indennità è sospesa d'ufficio fino a un massimo di cinque giorni; al termine del periodo di sospensione l'indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.