La dinamica del mercato del lavoro è stata influenzata dal rallentamento della produzione industriale nel primo trimestre di quest’anno, cresciuta di poco (+0.5%), che ha portato ad un rallentamento delle assunzioni nel comparto. Nonostante questo, il mercato del lavoro nel suo complesso durante il secondo trimestre dell’anno mostra ancora un’ elevata domanda di lavoro. Le assunzioni sono in aumento rispetto al primo trimestre, con un aumento di tutti i principali indicatori.
I dati del secondo trimestre
Le assunzioni sono
70.380, con una variazione congiunturale positiva pari a
+2.1% e una variazione tendenziale lievissima (-0.01%). Le
cessazioni sono
65.213 unità,
+32.6% rispetto al periodo precedente, mentre a livello tendenziale si osserva una
minima contrazione (-1%). Le
trasformazioni a tempo indeterminato sono 4.560, in calo rispetto al primo
trimestre (-23.3%), confermando una tendenza registrata già a partire dalla fine del 2022. In ogni
caso il livello è ancora superiore a quello pre-pandemico che nel secondo trimestre del 2022
registrava 4.213 unità. Stessa dinamica si osserva per i contratti a tempo indeterminato, con una
variazione congiunturale negativa (-16%) preceduta da un incremento tanto sui valori pre-pandemici
(+14.8%) quanto rispetto al 2021 (+33.7%). Il l
avoro stabile è cresciuto molto nel periodo rispetto al 2019, anche per questo
motivo, come per le trasformazioni, i valori tendono a diminuire nel secondo trimestre 2022
rispetto al 2019 (-12%).
Il saldo del periodo comprensivo delle trasformazioni è positivo, pari a 9.727.
Alcune riflessioni sul primo semestre dell’anno
Con i dati del secondo trimestre possiamo tracciare un bilancio dell’andamento di metà anno.
Le
assunzioni sono nel complesso
139.345, con un incremento rispetto al 2022 pari al
2.5% (+15.1% rispetto al 2019). Fra queste le assunzioni a tempo indeterminato
sono 13.198 con un calo rispetto all’anno scorso del 6.7%, ma con un valore più elevato rispetto al
2019 (+10.7%) e al 2021 (+42.7%). Parallelo e simmetrico l’andamento delle
stabilizzazioni, che nel periodo considerato sono 10.508 con un calo rispetto all’a
nno scorso (-1.9%) e un aumento tanto rispetto al 2019 (+3%) quanto al 2021, con un valore quasi
doppio (+93.2%). Si osserva un calo tendenziale del lavoro stabile che va contestualizzato. La
diminuzione, infatti, arriva da una dinamica piuttosto positiva nel biennio 2021-2022: molti datori
di lavoro, infatti, hanno incentivato la copertura dei posti vacanti tramite migliori condizioni
contrattuali. Inoltre, la bassa crescita nella produzione industriale, settore nel quale sono
maggiori le posizioni di lavoro stabile, ha portato a un rallentamento delle stesse. Le
cessazioni nel complesso sono 114.936, -1.3% rispetto al primo semestre 2022. Fra
queste le dimissioni volontarie dal contratto a tempo indeterminato sono 18.673, in calo rispetto
al 2022 (-3.9%), ma con un valore piuttosto elevato rispetto al 2019 (+39.3%): il fenomeno del
cosiddetto great resignation mostra, quindi, un rallentamento ma non uno stop, confermando una
forte mobilità professionale nel post-pandemia. Si ricorda che quasi il 70% delle cessazioni dal
tempo indeterminato sono dimissioni volontarie. Il
saldo occupazionale complessivo (attivazioni al netto delle cessazioni) nel primo
semestre è pari a
35.457, elevato tanto rispetto all’anno scorso (30.660) quanto rispetto al 2019
(31.227). Considerando il
saldo del lavoro stabile questo è pari a
5.033 unità, più alto rispetto al primo semestre 2022 (4.651) e allo stesso
periodo del 2021 (-859), mentre è ad un livello più basso rispetto al 2019 (6.486).
La situazione nei settori di attività economica
Nel settore
agricolo le assunzioni sono in aumento tanto rispetto al primo trimestre dell’anno
scorso (+9.4%) quanto allo stesso periodo del 2019 (+19.7%). Anche il comparto
alberghi e ristoranti continua la sua ripresa dopo un periodo difficile nel
periodo 2020-2021, quando molti datori di lavoro manifestavano forti difficoltà di reperimento del
personale. Nel primo semestre di quest’anno le assunzioni sono oltre 25mila, +14.7% rispetto al
2022 e +17% rispetto al 2019. Continua il percorso altalenante del comparto delle
costruzioni con 6.452 assunzioni nel periodo, un livello inferiore rispetto al
2022 (-6.3%) ma più elevato rispetto al 2019 (+6.4%). Va notato che nel primo semestre del 2022
abbiamo avuto un numero di assunzioni piuttosto elevato (6.883). Da tenere ben presente la bassa
crescita (+0.5%) della produzione industriale registrato nel primo trimestre di quest’anno che ha
avuto conseguenze sulle assunzioni nel settore in parola. Nel periodo considerato sono 20.148, in
diminuzione rispetto al 2022 (-9.7%) e al 2019 (-4%), dopo un aumento notevole delle assunzioni nel
periodo 2021-2022 (+13.8%). I
l saldo occupazionale, in ogni caso, è positivo e pari a 6.120, ma con un valore
inferiore tanto al primo semestre dell’anno scorso (7.155) quanto a quello del 2019 (7.431). Nell’a
mbito del
comparto industriale le diminuzioni nelle assunzioni rispetto al primo semestre
2022 si registrano in alcuni settori-chiave dell’economia regionale: la metalmeccanica (-7.5%), la
produzione di macchinari (9.2%), la produzione di mobili (-27.1%) e l’industria del legno (-37.2%).
Sono invece in aumento le assunzioni nella manutenzione e installazione di macchinari (+6.7%),
nella produzione di altri mezzi di trasporto (+3.4%) e nella metallurgia (+16.5%).
Approfondimenti e tabelle nel report al link