dati e analisi sul mercato del lavoro

Thu Aug 03 13:03:00 CEST 2023

Assunzioni nel secondo trimestre 2023: ancora elevata la domanda di lavoro

La dinamica del mercato del lavoro è stata influenzata dal rallentamento della produzione industriale nel primo trimestre di quest’anno, cresciuta di poco (+0.5%), che ha portato ad un rallentamento delle assunzioni nel comparto. Nonostante questo, il mercato del lavoro nel suo complesso durante il secondo trimestre dell’anno mostra ancora un’ elevata domanda di lavoro. Le assunzioni sono in aumento rispetto al primo trimestre, con un aumento di tutti i principali indicatori.

I dati del secondo trimestre
Le assunzioni sono 70.380, con una variazione congiunturale positiva pari a +2.1% e una variazione tendenziale lievissima (-0.01%). Le cessazioni sono 65.213 unità, +32.6% rispetto al periodo precedente, mentre a livello tendenziale si osserva una minima contrazione (-1%). Le trasformazioni a tempo indeterminato sono 4.560, in calo rispetto al primo trimestre (-23.3%), confermando una tendenza registrata già a partire dalla fine del 2022. In ogni caso il livello è ancora superiore a quello pre-pandemico che nel secondo trimestre del 2022 registrava 4.213 unità. Stessa dinamica si osserva per i contratti a tempo indeterminato, con una variazione congiunturale negativa (-16%) preceduta da un incremento tanto sui valori pre-pandemici (+14.8%) quanto rispetto al 2021 (+33.7%). Il l avoro stabile è cresciuto molto nel periodo rispetto al 2019, anche per questo motivo, come per le trasformazioni, i valori tendono a diminuire nel secondo trimestre 2022 rispetto al 2019 (-12%).
Il saldo del periodo comprensivo delle trasformazioni è positivo, pari a 9.727.

Alcune riflessioni sul primo semestre dell’anno
Con i dati del secondo trimestre possiamo tracciare un bilancio dell’andamento di metà anno. Le assunzioni sono nel complesso 139.345, con un incremento rispetto al 2022 pari al 2.5% (+15.1% rispetto al 2019). Fra queste le assunzioni a tempo indeterminato sono 13.198 con un calo rispetto all’anno scorso del 6.7%, ma con un valore più elevato rispetto al 2019 (+10.7%) e al 2021 (+42.7%). Parallelo e simmetrico l’andamento delle stabilizzazioni, che nel periodo considerato sono 10.508 con un calo rispetto all’a nno scorso (-1.9%) e un aumento tanto rispetto al 2019 (+3%) quanto al 2021, con un valore quasi doppio (+93.2%). Si osserva un calo tendenziale del lavoro stabile che va contestualizzato. La diminuzione, infatti, arriva da una dinamica piuttosto positiva nel biennio 2021-2022: molti datori di lavoro, infatti, hanno incentivato la copertura dei posti vacanti tramite migliori condizioni contrattuali. Inoltre, la bassa crescita nella produzione industriale, settore nel quale sono maggiori le posizioni di lavoro stabile, ha portato a un rallentamento delle stesse. Le cessazioni nel complesso sono 114.936, -1.3% rispetto al primo semestre 2022. Fra queste le dimissioni volontarie dal contratto a tempo indeterminato sono 18.673, in calo rispetto al 2022 (-3.9%), ma con un valore piuttosto elevato rispetto al 2019 (+39.3%): il fenomeno del cosiddetto great resignation mostra, quindi, un rallentamento ma non uno stop, confermando una forte mobilità professionale nel post-pandemia. Si ricorda che quasi il 70% delle cessazioni dal tempo indeterminato sono dimissioni volontarie. Il saldo occupazionale complessivo (attivazioni al netto delle cessazioni) nel primo semestre è pari a 35.457, elevato tanto rispetto all’anno scorso (30.660) quanto rispetto al 2019 (31.227). Considerando il saldo del lavoro stabile questo è pari a 5.033 unità, più alto rispetto al primo semestre 2022 (4.651) e allo stesso periodo del 2021 (-859), mentre è ad un livello più basso rispetto al 2019 (6.486).

La situazione nei settori di attività economica
Nel settore agricolo le assunzioni sono in aumento tanto rispetto al primo trimestre dell’anno scorso (+9.4%) quanto allo stesso periodo del 2019 (+19.7%). Anche il comparto alberghi e ristoranti continua la sua ripresa dopo un periodo difficile nel periodo 2020-2021, quando molti datori di lavoro manifestavano forti difficoltà di reperimento del personale. Nel primo semestre di quest’anno le assunzioni sono oltre 25mila, +14.7% rispetto al 2022 e +17% rispetto al 2019. Continua il percorso altalenante del comparto delle costruzioni con 6.452 assunzioni nel periodo, un livello inferiore rispetto al 2022 (-6.3%) ma più elevato rispetto al 2019 (+6.4%). Va notato che nel primo semestre del 2022 abbiamo avuto un numero di assunzioni piuttosto elevato (6.883). Da tenere ben presente la bassa crescita (+0.5%) della produzione industriale registrato nel primo trimestre di quest’anno che ha avuto conseguenze sulle assunzioni nel settore in parola. Nel periodo considerato sono 20.148, in diminuzione rispetto al 2022 (-9.7%) e al 2019 (-4%), dopo un aumento notevole delle assunzioni nel periodo 2021-2022 (+13.8%). I l saldo occupazionale, in ogni caso, è positivo e pari a 6.120, ma con un valore inferiore tanto al primo semestre dell’anno scorso (7.155) quanto a quello del 2019 (7.431). Nell’a mbito del comparto industriale le diminuzioni nelle assunzioni rispetto al primo semestre 2022 si registrano in alcuni settori-chiave dell’economia regionale: la metalmeccanica (-7.5%), la produzione di macchinari (9.2%), la produzione di mobili (-27.1%) e l’industria del legno (-37.2%). Sono invece in aumento le assunzioni nella manutenzione e installazione di macchinari (+6.7%), nella produzione di altri mezzi di trasporto (+3.4%) e nella metallurgia (+16.5%).

Approfondimenti e tabelle nel report al link

Ultime notizie