dati e analisi sul mercato del lavoro

31.12.21

Lavoro: assunzioni ancora in crescita, i dati di novembre 2021

Coerentemente con i tassi di crescita dell’economia, le assunzioni a novembre crescono del 20,7% rispetto a novembre 2019. Si tratta nel complesso di oltre 21mila assunzioni. Cresce relativamente di più la componente maschile (+28.4%) rispetto a quella femminile (13.8%), trainata dalla notevole espansione nelle costruzioni e sistema casa (+48.8%) e nelle attività manifatturiere (+45.7%). La crescita riguarda tutti i settori economici, compreso il terziario (+18.1%), ad eccezione del comparto alberghi e ristoranti (-5%).

Il saldo occupazionale
Con la robusta ripresa della dinamica di scambio nel mercato del lavoro tendono a crescere anche le cessazioni (+18.8% la variazione tendenziale a novembre), la quota maggiore riguarda la fine dei rapporti a termine mentre, come abbiamo avuto modo di sottolineare, al momento non ci sono segnali di tensione sul lato dei licenziamenti individuali o collettivi. Il saldo occupazionale del periodo (attivazioni al netto delle cessazioni) è pari a oltre 1.050 unità. Con i dati del penultimo mese dell’anno, come auspicato, le assunzioni nel 2021 (224mila circa) hanno superato quelle del 2019 (220mila circa), un incremento pari all’1,6%.
Nel complesso le cessazioni sono allo stesso livello del 2019 (circa 198mila), per un saldo positivo pari a oltre 25mila unità.
E’ molto probabile un aumento dell’occupazione dipendente misurato dal saldo netto a fine anno, che probabilmente andrà a compensare il dato del 2020 che ha visto la riduzione soprattutto delle posizioni di lavoro dipendente a termine, come segnalato recentemente dai dati dell’O sservatorio dipendenti dell’INPS.
Osservando l’andamento mensile il livello delle assunzioni del 2021 ha iniziato a superare quello del periodo pre-pandemia a partire dal mese di maggio, in concomitanza con l’allentamento delle misure di contenimento della pandemia. Da quel momento in poi le previsioni di “rimbalzo” del PIL si sono concretizzate con una crescita di oltre 6 punti percentuali per il FVG, confermandosi come una delle regioni con la più intensa crescita nel periodo.

I dati sui contratti
Considerando il periodo gennaio-novembre, viene confermata la tendenza alla forte crescita nelle attivazioni dei contratti di lavoro a termine, in particolare il tempo determinato (+4.4%), la somministrazione di lavoro (+1%) e il lavoro parasubordinato (+14.1%), mentre le assunzioni a tempo indeterminato hanno subito un rallentamento rispetto al 2019 (-11.7%), dopo un lungo periodo di crescita del lavoro stabile negli anni 2017-2019.
Tutti i dati macro economici mostrano buone prospettive, con minori incertezze per il futuro: la crescita prevista nel 2022 è di poco sotto i 4 punti percentuali per la nostra regione. Da segnalare il dato del III trimestre di quest’anno per l’export pro-capite del FVG che è il più alto tra le regioni italiane e da diversi anni ai primi posti. Il ricorso al tempo determinato in questa fase appare eccessivo. Qualche segnale positivo lo abbiamo per novembre 2021, che ha registrato la parallela crescita del lavoro a tempo determinato (+28.3%) e del lavoro a tempo indeterminato (+22.7%).

Le ricerche di personale
Le previsioni di assunzioni registrate dal sistema informativo Excelsior-Unioncamere sono in leggero calo nel periodo dicembre 2021-febbraio 2022, ma comunque sopra le 30mila unità di personale ricercato. Rimane alto il tasso di difficoltà di reperimento del personale (45,6%), confermando che la crescita economica sta creando tensioni “ tipiche” come il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Questa forbice ha anche origini strutturali meno evidenti ma fortemente vincolanti: con la regressione demografica la popolazione residente in età attiva, che costituisce l’offerta di lavoro potenziale, in FVG è diminuita del 6,7% tra il 2002 e il 2021, soprattutto nelle fasce giovanili.
In linea con le assunzioni effettivamente registrate, le figure più ricercate in questo momento sono soprattutto operai specializzati, in particolare nella metalmeccanica e nell’edilizia, i conduttori di mezzi di trasporto, mentre al di là del volume di richieste, sono particolarmente cercate figure specialistiche e tecniche, come gli esperti in informatica, fisica e chimica, gli operatori nella sanità e assistenza sociale, gli ingegneri e progettisti industriali, e i tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale

La crisi pandemica sta indubbiamente portando a forti trasformazioni nel mercato del lavoro, sia dal lato dei processi di innovazione tecnologica sulla domanda di lavoro, sia di valori e preferenze sul lato dei comportamenti dell’offerta di lavoro, come forse il fenomeno dell’aumento delle dimissioni volontarie in parte indica. Probabilmente fungerà da acceleratore dei cambiamenti in atto già dal 2015 o anche prima. È ancora presto per tracciare un bilancio, ma indubbiamente occorre cogliere le opportunità che arriveranno dal cambiamento del quadro di policy: da una politica economica restrittiva e dai corridoi stretti, si è passati ad uno scenario fortemente espansivo, grazie alle aspettative create dal PNRR. Parte dell’economia regionale sta rispondendo con un aumento degli investimenti, capitalizzando anche la propensione all’innovazione piuttosto alta nel nostro territorio.