dati e analisi sul mercato del lavoro

06.09.21

Mercato regionale del lavoro: in crescita le assunzioni tra gennaio e luglio 2021

I dati dell'Osservatorio regionale sul mercato e le politiche del lavoro sull'andamento dell'occupazione in Friuli Venezia Giulia nella prima parte del 2021.

Tra gennaio e luglio 2021 si sono registrate 130.267 assunzioni (+27,2% rispetto al 2020 e -6,9% rispetto al 2019) e 108.667 cessazioni di rapporti di lavoro (+17,1% e -7,1%), con un saldo positivo pari a 21.600 unità, quasi 12.000 posizioni di lavoro in più rispetto all’anno scorso e a «sole» 1.328 unità dal 2019. Scendendo nel dettaglio, la crescita delle assunzioni è abbastanza simile per maschi e femmine (+27% rispetto al 2020), anche se le posizioni di lavoro dei maschi (15.000 unità) superano quello delle donne (6.598). Al momento, inoltre, la tendenza alla crescita è più marcata per i giovani tra i 15 e i 29 anni.

Rispetto all’anno scorso l’incremento delle assunzioni e la tendenza all’aumento delle posizioni di lavoro è netta e intensa, mentre il recupero dell’occupazione dipendente rispetto al periodo pre-pandemia, è in linea con l’elevata crescita del PIL per il 2021 e il 2022 (+5%). Osservando l’a ndamento mensile, negli ultimi tre mesi le assunzioni “lorde” e al netto delle cessazioni hanno già superato il livello del 2019 ed è molto probabile che questo succeda anche ad agosto, come d’a ltronde testimoniano le previsioni di Excelsior-Unioncamere sulle richieste di manodopera. La fase di espansione dell’economia dovrebbe portare il mercato del lavoro alla fase pre-pandemica entro la fine di quest’anno. 

La ripresa delle assunzioni è trainata dal lavoro a tempo determinato (+23,1% rispetto al 2020), dalla somministrazione di lavoro (+31,7%) e dall’apprendistato (+21,2%). In ripresa anche il lavoro intermittente (+16,6%) e il lavoro parasubordinato (+24,1%). Importante ritorno allo strumento del tirocinio formativo e di orientamento (+39,7%). Da segnalare anche la crescita delle assunzioni a tempo indeterminato (+2,7%) che fino al 2019 e (sorprendentemente) anche nel 2020, erano in crescita, tanto grazie al «Decreto Dignità» quanto al ricorso a incentivi nazionali e regionali mirati. A riguardo dei settori economici, si segnala soprattutto il buon andamento delle assunzioni nella manifattura (+26,8%) e nelle costruzioni (+27,4%), ma l’aumento riguarda un po’ tutti i macro-comparti: terziario (+19,7%), alberghi e ristoranti (+18,1%) e agricoltura (+3,2% rispetto a 2020 e +6,5% rispetto al 2019).

Per le professioni, quelle a elevata specializzazione (+37,3%) e tecniche (+12,3%) continuano il loro trend al rialzo, ma sono in ripresa un po’ tutte le categorie, dai conduttori (+29,5%), agli operai specializzati (+22%), alle professioni esecutive (+25,8%). Guardando all’a ndamento delle cessazioni, nei mesi di giugno e luglio queste superano i livelli del 2020 e del 2019. La stragrande maggioranza delle cessazioni riguarda la scadenza dei contratti a termine: nei primi sei mesi del 2021 sono oltre 55.000 su un totale di 84.400, la loro dinamica è in crescita rispetto al 2020 (+1,4%), ma in diminuzione rispetto al 2019 (-12,1%). Il numero di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo è di 627 (-58,1% rispetto a 2020), mentre sono in crescita di 238 unità (+40,8%) i licenziamenti per giusta causa. È ancora presto per capire se e in che termini lo sblocco dei licenziamenti possa risultare in un aumento intenso della disoccupazione ma pare di poter dire che, rispetto alle previsioni dell’Osservatorio di alcuni mesi fa, l’aumento dei licenziamenti possa essere graduale e non drammatico, tale anche da poterne gestire i flussi (visto che una parte non piccola di lavoratori è prossima alla pensione). Siamo dunque nel pieno di una fase espansiva che porterà con sé l’eredità dell’andamento e delle trasformazioni delle tecnologie e dell’economia per come sono evolute dal 2014 al 2019, e che si innesterà tuttavia in un sistema sociale profondamente cambiato nel post-pandemia.

L’Osservatorio sottolinea tre aspetti in prospettiva: occorre essere cauti rispetto all’ andamento macro-economico e tenerlo costantemente sotto osservazione. Le fasi di espansione economica, infatti, portano con sè il rischio di un aumento eccessivo dell’inflazione tanto sul lato delle materie prime quanto dei prezzi al consumo domestico. Il secondo aspetto riguarda il mis-match tra domanda e offerta di lavoro, ossia l’apparente paradosso per cui, nonostante la disoccupazione, le imprese denunciano scarsità di manodopera e difficoltà di reperimento: Non è solo una questione regionale o nazionale, il problema riguarda tutta l’euro zona e non solo per le professioni nel comparto alberghiero-turistico. Al di là di quelle che possono essere le soluzioni a livello di sistema (es. revisione del sistema di ammortizzatori sociali, adeguamento al rialzo dei salari, ecc.), il tema diventa cruciale per il rilancio di una strategia per le politiche e i servizi del lavoro. La Direzione regionale Lavoro sta puntando a intensificare i rapporti con il sistema produttivo regionale al fine di comprenderne i fabbisogni e le esigenze di breve e medio termine. Le imprese, a loro volta, dovranno rimettersi in gioco sul lato dell’o rganizzazione del lavoro e delle sue condizioni. Un ultimo riferimento alle politiche di incentivazione alle assunzioni: l’idea introdotta in piena pandemia di procedere in modo «anti-ciclico» a incentivare anche il lavoro temporaneo è risultata vincente. Siamo ora in una fase di espansione soprattutto del lavoro a termine, e questo suggerisce di tornare a incentivare proporzionalmente di più i contratti a tempo indeterminato, mirando gli interventi tanto sui lavoratori svantaggiati quanto sulle specificità settoriali e territoriali.

Il Rapporto completo è disponibile al link sottostante, nella sezione Sintesi e Presentazioni.