dati e analisi sul mercato del lavoro

21.07.21

Occupazione: pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro a maggio-luglio 2021

L’Osservatorio regionale sul mercato e le politiche del lavoro ha pubblicato il report di sintesi “Il mercato del lavoro a maggio-luglio 2021. Ripresa economica, assunzioni e richieste di personale” sui dati dell’occupazione nel periodo post pandemico e sulle tendenze per l’anno in corso. Il documento delinea le principali dinamiche legate alla ripresa economica, alle assunzioni e alle richieste di personale osservate nel mercato del lavoro regionale con uno sguardo alle previsioni di crescita per il futuro.

La ripresa delle attività economiche
Se nel 2020 si è registrata una contrazione del PIL pari a -8,9 punti percentuali - in linea con quanto accaduto a livello nazionale in seguito alle misure di contenimento della pandemia - l’impatto negativo sul mercato del lavoro regionale è stato tuttavia arginato: l’Istat ha attestato addirittura un aumento dell’occupazione (+2.000 unità) tra 2019 e 2020 che, seppur inferiore allo 0,5% di crescita, ha collocato il Friuli Venezia Giulia come regione italiana più “resiliente” dal punto di vista occupazionale. A questo risultato hanno concorso fattori di policy istituzionale nazionali (blocco dei licenziamenti e CIG COVID-19) e regionali (sostegno e incentivi “straordinari” a favore dei comparti più svantaggiati), nonché fattori economici e sociali specifici: una quota relativamente elevata di occupati nell’industria e nelle costruzioni, la vocazione all’export e la capacità del sistema di innovazione regionale. Per il 2021 la previsione di crescita del PIL è del +5,2%. Nel 2022 si prevede un valore pari al 4,5% e via decrescendo sino all’1,8% previsto per il 2024. Il maggior valore aggiunto dipende dal settore delle costruzioni e dell’industria, meno rilevante nel complesso quello derivante dai servizi, anche se in terreno positivo.

I livelli occupazionali nei primi mesi dell’anno
I segnali della ripresa economica si osservano nel mercato del lavoro regionale considerando tanto la dinamica di assunzioni e cessazioni quanto le richieste dei datori di lavoro. Nei primi cinque mesi dell’anno le attivazioni dei rapporti di lavoro sono state nel complesso 80.466, le cessazioni 58.633, con un saldo positivo pari a oltre 21.800 unità. Rispetto allo stesso periodo del 2020 le assunzioni sono in crescita (+29,6%) così come le cessazioni (+5,2%) segno di una ripresa nella dinamica tra domanda e offerta di lavoro.
Questo trend positivo si osserva, in particolare, dal mese di marzo proprio in concomitanza con l’allentamento delle misure di contenimento e la graduale uscita dalla “zona rossa” del contagio. Il recupero rispetto al periodo “pre-pandemia” del 2019 sarà graduale ma deciso: già nel solo mese di maggio, infatti, le assunzioni sono in aumento anche rispetto al 2019 (+6%).

L’analisi dell’Osservatorio regionale evidenzia come la ripresa delle assunzioni riguarda tanto i maschi (+28,6%) quanto le femmine (+31,6%), con una crescita relativamente più forte per le fasce più giovani (+45,3% per 15-24enni e +32,6% per i 25-34enni). L’incremento riguarda soprattutto il contratto di somministrazione di lavoro (+54,1%) e il lavoro temporaneo (+32,3%), da segnalare anche l’incremento del ricorso al parasubordinato (+17,8%) e delle esperienze di lavoro tramite il tirocinio formativo e di orientamento (+67,3%). Continua ad essere rilevante la crescita, inoltre, del lavoro domestico (+9,6% rispetto al 2020 e +22% rispetto al 2019).

Guardando ai settori di attività economica sono in forte ripresa proprio le costruzioni (+52,8%), l’istruzione (+75,8%) e la manifattura (+38,9%). Il settore alberghi e ristoranti (+27% rispetto al 2020, -41,6% rispetto al 2019) è ancora sottodimensionato rispetto al periodo pre-pandemia, mentre migliori sono i segnali per il terziario (+26,2% e -15,3%). Si tratta dei due settori più colpiti dalla crisi derivante dai lockdown totali o parziali delle attività economiche: è probabile, tuttavia, che ci sia ulteriore recupero, soprattutto per il comparto turistico, osservando le assunzioni di giugno e di luglio prossimi.

I dati di giugno e luglio
Guardando alle richieste dei datori di lavoro regionali (Sistema informativo Excelsior-Unioncamere), quelle di giugno (+23,8%) e di luglio (+38,7%) sono in crescita anche rispetto al 2019. Le figure più richieste in questo periodo saranno cuochi, camerieri e altre professioni in campo turistico (circa 2.500 richieste) e gli operai specializzati nella metalmeccanica e elettromeccanica (circa 1.500).

La crescita intensa non sarà esente da criticità e il periodo che si prospetta nei prossimi mesi sarà impegnativo sul lato economico e su quello degli interventi di politica attiva del lavoro. Dal punto di vista strettamente macro-economico preoccupa l’aumento dei prezzi al consumo e quelli di alcune materie prime, mentre nel mercato del lavoro va segnalato l’aumento del cosiddetto mismatch tra domanda e offerta di lavoro, per tutte le figure professionali. Oltre a questo, anche se non avremo probabilmente licenziamenti in massa, occorre tenere alta l’attenzione sui settori più colpiti, spesso caratterizzati da lavoro indipendente, autonomo e di piccolissima impresa rivolti prevalentemente alla domanda interna (terziario tradizionale, servizi alla persona, attività turistiche).

Rapporto completo disponibile al link