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La Giunta Regionale


22.06.2017 18:09

Viticoltura: Shaurli, da libro Costantini indicazioni per futuro

Udine, 22 giugno - "Ripercorrere e riscoprire la storia della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia può aiutare a comprendere, interpretare, conoscere l'attuale realtà del settore enologico regionale e ad affrontare le sfide che attendono il vigneto regionale e i nostri prodotti di pregio per consolidare le posizioni acquisite sui mercati del mondo, ma anche per accrescere ulteriormente l'attrattività dei nostri vini, legandoli ed identificandoli sempre più con il nostro territorio".

Questi i concetti che l'assessore regionale alle Risorse agricole, Cristiano Shaurli, ha sviluppato a Udine nel concludere la presentazione del volume che l'Accademia italiana della vite e del vino ha voluto dedicare al Friuli e a Trieste.

Il libro, realizzato dall'agronomo e studioso della civiltà contadina, Enos Costantini, si intitola infatti Storia della Vite e del Vino in Friuli e a Trieste, rappresentando una carrellata di notizie, approfondimenti, note esplicative, analisi, su tutto quanto ruota attorno al mondo del vino e ha caratterizzato la presenza della vite nella nostra realtà.

Una presenza che, ha ricordato Costantini, risale ai tempi più remoti e, salvo alcune interruzioni causate da patologie delle piante, ha sempre accompagnato la vita e la storia delle genti friulane e di Trieste.

Vino dapprima come alimento diffuso e bevanda mescolata ad acqua e spezie o miele, poi prodotto e richiesto in forma sempre più qualificata ed evoluta perché rappresentava la bevanda degli agricoltori ed era atteso dai nobili anche per essere commercializzato.

Shaurli ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia ha saputo guadagnare spazi ragguardevoli di mercato, specialmente all'estero. Con un incremento dell'export del 56 per cento negli ultimi cinque anni ha infatti praticamente raggiunto per volume delle esportazioni realtà viticole di ben maggiore estensione come, ad esempio, la Sicilia. In questo contesto sono aumentati di valore e di quantità prodotta vini come la Ribolla gialla, spumantizzata e rilanciata con questa modalità di vinificazione da Manlio Collavini.

Il vigneto regionale, sull'onda di questa crescita, vorrebbe poter migliorare ancora ma, come ha ricordato Shauli, i vincoli comunitari limitano attualmente a 250 ettari l'anno le superfici sulle quali la Regione può consentire nuovi impianti della vite a fronte di richieste per 29mila ettari già presentate da parte dei viticoltori del Friuli Venezia Giulia.

Per affrontare con successo i nuovi mercati, ma anche per gestire questa imponente mole di richieste di nuovi impianti, non si può prescindere dalla qualità e, come ha sostenuto ancora l'assessore, va ricordato che la storia e le tappe vissute dal vigneto del Friuli e di Trieste ci insegnano che il vigneto regionale non è rappresentato soltanto dal vino prodotto ma è costituito anche dall'indotto, da una filiera articolata che vanta altrettante eccellenze nella nostra terra, dalle produzioni di attrezzatura da cantina alla coltivazione delle barbatelle nella quale siamo leader mondiali.

Si può essere davvero orgogliosi di questa realtà, ha precisato Shaurli, in quanto, come si ricava dal volume di Costantini, la nostra viticoltura è tra le più citate e studiate al mondo per le esperienze maturate, la ricerca, l'evoluzione, la riqualificazione del territorio e dei suoi prodotti.

Sta ora anche nella capacità dei viticoltori, secondo l'assessore, sapersi promuovere e raccontare perché tra le aspettative dei degustatori più attenti, ma anche dei semplici consumatori, vi è la ricerca di ciò che sta dietro a una etichetta, dalla storia dei produttori alle caratteristiche uniche dei territori. La storia del vigneto del Friuli e di Trieste, ha concluso Shaurli, deve aiutare ad evitare inutili antagonismi, ricordandoci che il vino, da sempre, si produce sull'intero territorio regionale.

Le 700 pagine della Storia della Vite e del Vino in Friuli e a Trieste colmano una lacuna nella produzione bibliografica dell'Accademia della vite e del vino. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è la nona regione italiana alla quale l'istituzione nazionale del mondo enologico dedica un accurato approfondimento. ARC/CM/fc