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Notizie dalla Giunta


01.11.2017 12:19

Ambiente: Arpa, nessun pericolo dal Rutenio di inizio ottobre

Trieste, 1 novembre - Arpa, Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, a conclusione della campagna di misura del Rutenio-106 (Ru-106), informa che dal 6 ottobre il Centro regionale per la radioprotezione (Crr) non ha più individuato la presenza di questo radionuclide in aria. L'analisi di tutti i dati raccolti ha permesso di effettuare una stima della eventuale dose assorbita dalla popolazione del Friuli Venezia Giulia e conferma che le quantità rilevate di Rutenio in aria sono sempre state molto modeste e non hanno rappresentato pericolo alcuno per la popolazione e per l'ambiente.

Si ricorda che il Centro regionale per la radioprotezione (Crr) di Arpa FVG aveva rilevato a inizio ottobre piccoli quantitativi di Ru-106 nel campione di particolato atmosferico prelevato in continuo presso la stazione di Udine, misurato il 2 ottobre e nei campioni riferiti ai prelievi successivi. Il monitoraggio è proseguito con attività straordinarie fino al 9 ottobre 2017. Dal 6 ottobre il Crr non ha più misurato presenza di Rutenio in aria.

Il Crr ha successivamente effettuato misure anche sui filtri utilizzati per la determinazione del PM10 nelle centraline per la qualità dell'aria di Udine, Gorizia, Ugovizza e Porcia. I risultati in queste località sono del tutto analoghi a quelli ottenuti presso la stazione di misura per la radioprotezione di Udine e confermano che dal fine settimana del 6-8 ottobre l'aria del Friuli Venezia Giulia è priva della presenza di Rutenio.

Infine, il Crr ha effettuato una stima della eventuale deposizione al suolo del Ru-106, che è risultata dell'ordine del Bequerel al metro quadro. Questi valori sono del tutto trascurabili e non contribuiscono in alcun modo a produrre un aumento significativo della dose alla popolazione.

Per un opportuno confronto si ricorda che in alcune zone del Friuli Venezia Giulia la ricaduta al suolo del solo Cesio-137 durante il passaggio della nube radioattiva a seguito dell'incidente di Chernobyl è stata anche di alcune decine di migliaia di becquerel al metro quadro. ARC/ARPA/com