Festival: Anzil, Pordenonelegge crea ,cultura, libertà e ricchezza
Presentata la ricerca sull'impatto economico, turistico e
culturale del festival: per ogni euro investito dalla Fondazione
se ne generano 18 sul territorio regionale Pordenone, 5 nov - "La cultura è anche un motore concreto di
crescita economica, turistica e occupazionale. La ricerca
sull'impatto di Pordenonelegge lo dimostra con dati autorevoli e
indipendenti, certificando la capacità di un grande festival di
generare ricadute significative sull'intero territorio regionale.
È la conferma che investire in cultura significa creare
opportunità di sviluppo, rafforzare l'attrattività dei territori
e costruire valore per le comunità". Lo ha affermato questa sera il vicegovernatore della Regione
Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil,
intervenuto a Palazzo Montereale Mantica a Pordenone alla
presentazione della ricerca promossa dalla Fondazione
Pordenonelegge sugli impatti e sulle ricadute economiche del
festival. All'incontro erano presenti, tra gli altri, il sindaco
di Pordenone Alessandro Basso, il presidente della Fondazione
Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti, il direttore artistico di
Pordenonelegge Gian Mario Villalta e il professor Guido Guerzoni,
docente all'Università Bocconi e amministratore delegato di
Formules Srl, che ha curato lo studio. L'indagine, realizzata in collaborazione con la Regione Friuli
Venezia Giulia e condotta anche attraverso un'analisi del
pubblico del festival, evidenzia numeri significativi:
Pordenonelegge genera un impatto di 33,8 milioni di euro sul
tessuto produttivo e di 15,39 milioni di euro sul Pil regionale.
Per ogni euro investito dalla Fondazione se ne producono 18 sul
territorio. Rilevante anche la spesa dei visitatori, che
raggiunge i 340 euro giornalieri pro capite per gli stranieri e i
307 euro per gli italiani, con un moltiplicatore economico di
2,15 per ogni euro speso dal pubblico. "Pordenonelegge - ha evidenziato Anzil - ha il merito di
contribuire a fare di Pordenone una capitale del libro
riconosciuta anche a livello internazionale, ma anche una
capitale della libertà, per lo stretto legame tra lettura,
cultura e libertà di pensiero. A questi risultati si aggiunge la
capacità di generare un indotto economico di grande rilievo,
coinvolgendo il sistema produttivo, turistico e le imprese
culturali e creative". "È particolarmente importante che la Fondazione abbia voluto
misurare e approfondire questi risultati attraverso uno studio
indipendente e autorevole. La ricerca - ha osservato ancora -
dimostra che con la cultura si può lavorare, vivere e creare
nuove opportunità di crescita. Il festival contribuisce inoltre a
consolidare Pordenone come destinazione turistico-culturale
nazionale e internazionale rafforzando l'intera filiera delle
professionalità creative". Il vicegovernatore ha poi fatto riferimento a Eureka, la Fiera
delle imprese culturali e creative in svolgimento a Pordenone.
"Non è casuale che la presentazione di questa ricerca - ha
sottolineato Anzil - avvenga proprio nella giornata di
inaugurazione di Eureka, la Fiera nazionale delle imprese
culturali e creative. Le due iniziative esprimono una medesima
visione: dimostrare che cultura e impresa non sono mondi
separati, ma realtà capaci di alimentarsi reciprocamente e di
produrre valore economico e sociale. Un percorso assolutamente
strategico anche in vista di Pordenone Capitale italiana della
Cultura 2027".
ARC/LIS/pph
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