Salute: Riccardi, nuova tomoterapia Cro frutto di scelte strategiche
Inaugurato l'impianto acquistato grazie ad un finanziamento della
Regione pari a 8 milioni di euro Aviano, 30 mar - "I risultati non arrivano mai per caso, ma
sono il frutto di scelte precise, spesso anche contestate, che
nel tempo dimostrano la loro validità. Ciò che abbiamo messo in
campo ad Aviano va in questa direzione, a vantaggio della sanità
del Friuli Venezia Giulia e dei suoi pazienti". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute Riccardo
Riccardi intervenendo oggi in occasione dell'inaugurazione della
nuova tomoterapia del Centro di riferimento oncologico (Cro),
acquisita grazie a un finanziamento regionale di circa 8 milioni
di euro e che entrerà in funzione la prossima settimana. Alla
cerimonia erano presenti, tra gli altri, il direttore generale di
Asfo Giuseppe Tonutti, il direttore scientifico del Cro Gustavo
Baldassarre e il sindaco di Aviano Paolo Tassan Zanin. La nuova apparecchiatura, di ultima generazione, è dotata di un
sistema che consentirà di eseguire trattamenti radioterapici
avanzati su diverse tipologie di tumori: in particolare, quelli
con volumi irregolari, patologie toraciche, mesoteliomi,
neoplasie della base cranica, sarcomi dei tessuti molli, tumori
pediatrici e alcune forme di neoplasie cerebrali che richiedono
trattamenti cranio-spinali. Il sistema permette inoltre procedure
guidate ad alta energia con immagini di controllo di elevata
qualità, sincronizzandosi con i movimenti respiratori del
paziente e garantendo un'analisi estremamente precisa della
dosimetria. I lavori di adeguamento dei locali e di installazione
del macchinario, avviati a novembre 2025, si sono conclusi in sei
mesi secondo il cronoprogramma. Nella sala è stata inoltre
ripristinata l'ambientazione con immagini dedicate
all'umanizzazione delle cure, donate dall'associazione Pier Pura
Energia d'Amore. Riccardi ha sottolineato come l'investimento si inserisca in un
percorso più ampio di riorganizzazione e rafforzamento del
sistema sanitario regionale, "che passa anche attraverso
l'approvazione della rete oncologica, la scelta del direttore
unico tra Azienda sanitaria Friuli Occidentale e Cro, la
stabilizzazione dei ricercatori, gli interventi realizzati nella
struttura e la realizzazione della sede della scuola di
specialità in oncologia medica. Si tratta di decisioni che
richiedono tempo, ma che oggi iniziano a produrre effetti
concreti". "L'Istituto - ha aggiunto Riccardi - ha ormai intrapreso un
percorso chiaro e si inserisce in una strategia che la Regione ha
avuto il coraggio di portare avanti, nonostante le difficoltà e
le resistenze incontrate. È un esempio concreto di cosa
significhi governare: assumersi responsabilità, affrontare i
contrasti e proseguire con determinazione". L'assessore regionale
ha quindi ribadito la necessità di un modello organizzativo
basato sulla multidisciplinarietà e sulla concentrazione delle
attività. "Le scelte compiute mirano a rendere il sistema più
efficace. Le cure devono essere organizzate garantendo
un'adeguata prossimità per il paziente, ma allo stesso tempo è
essenziale poter contare su tecnologie avanzate che devono
trovare nella concentrazione degli interventi chirurgici e
percorsi strutturati il loro miglior equilibrio. Difendere
modelli frammentati, spesso facendo leva su informazioni
incomplete o distorte, non risponde ai reali bisogni di salute
delle persone. Per garantire sicurezza e qualità è necessario
concentrare la casistica: lo dimostra la scienza, perché dove si
eseguono più interventi gli esiti sono migliori". Infine, Riccardi ha evidenziato come tecnologia e formazione
rappresentino un connubio con ricadute positive sui pazienti. "Un
istituto di ricerca qual è il Cro deve poter contare su
professionisti qualificati, risorse adeguate e una reputazione
solida che permetta ai cittadini di scegliere strutture ad alta
qualità. La dispersione delle risorse, al contrario, non
favorisce il miglioramento degli esiti di salute". Accanto alle
infrastrutture, resta centrale il tema del personale: "anche su
questo fronte - ha chiarito l'esponente dell'esecutivo Fedriga -
il lavoro è in corso. I giovani professionisti scelgono di
lavorare dove possono crescere, con tecnologie avanzate,
un'elevata casistica e risultati clinici di qualità"
ARC/AL/ma
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