Crisi energia: Bini, Regione valuta contromisure con categorie
Fvg prima regione in Italia ad attivare un tavolo ampio con
imprese e sindacati Udine, 26 mar - "Il tema della crisi energetica conseguente
alla guerra in Medio Oriente è al centro dell'azione della
Regione e dell'agenda del presidente Massimiliano Fedriga, con
l'obiettivo di accompagnare il sistema produttivo in una fase di
forte instabilità internazionale di cui non conosciamo ancora la
durata e che per questo preoccupa molto. Ci siamo sempre
confrontati ad ogni crisi e siamo la prima regione in Italia a
convocare un tavolo ampio con tutte le categorie economiche". Lo ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive e
turismo Sergio Emidio Bini, durante il tavolo sulla crisi
energetica convocato oggi a Udine con la partecipazione delle
principali associazioni di categoria, rappresentanze del mondo
produttivo, della distribuzione, della cooperazione e delle
organizzazioni sindacali, oltre ai rappresentanti del settore
carburanti. Un confronto ampio e articolato - cui hanno preso parte, tra gli
altri, Figisc, Assopetroli, Unem, le Camere di commercio di
Pordenone-Udine e Venezia Giulia, Confindustria, Confapi,
Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop,
Confcooperative, Federdistribuzione e le sigle sindacali - che ha
registrato il ringraziamento unanime delle categorie per la
tempestività dell'iniziativa. Il Friuli Venezia Giulia è infatti
la prima Regione ad aver convocato un tavolo con una
partecipazione così estesa, includendo anche i rappresentanti
della filiera dei carburanti insieme a imprese e sindacati. Nel corso dell'incontro, Bini ha delineato il quadro
internazionale e le ricadute sul sistema economico: "Il conflitto
tra Stati Uniti e Iran sta determinando aumenti molto
significativi: il greggio ha toccato i 107 dollari al barile e il
gas è raddoppiato rispetto al periodo preconflitto e, cosa ancor
più grave, nessuno è in grado di prevedere quanto durerà questa
fase né se ci sarà un'espansione del conflitto". L'assessore ha evidenziato come, sulla base delle analisi
disponibili, l'impatto iniziale della crisi attuale risulti più
pesante rispetto a quello registrato con la guerra in Ucraina:
"Nei primi 16 giorni di conflitto, nel 2022 il greggio aumentò
del 34,1%, mentre oggi siamo al +41,5%. Ancora più marcato
l'aumento dei raffinati: +42,9% contro il +15% di allora". "La Regione farà sentire la propria voce e sta già studiando
contromisure concrete: dal sostegno al credito alla prosecuzione
dei contributi per il fotovoltaico nelle imprese, fino a una
forte interlocuzione con il Governo e l'Unione europea.
Chiederemo all'Europa strumenti straordinari come il temporary
framework, che in passato ha dato risultati positivi attivando la
deroga alle norme sugli aiuti di Stato, e sosterremo le richieste
di proroga e rafforzamento delle misure nazionali avanzate dalle
associazioni di categoria, come l'abbattimento delle accise, i
crediti d'imposta e la vigilanza contro eventuali fenomeni
speculativi". L'assessore ha inoltre ricordato le azioni già attivate dalla
Regione: "A breve partirà il terzo bando per il fotovoltaico
destinato alle imprese, con una dotazione di 10 milioni di euro,
dopo i 92 milioni complessivi dei primi due bandi, che dal 2023
al 2025 hanno garantito finanziamenti a oltre 1.200 imprese. Sono
investimenti che proprio in questi mesi dimostrano tutta la loro
efficacia in termini di risparmio per le aziende. Per i negozi di
vicinato, piccole realtà che rischiano di essere tra le più
colpite dalla crisi, è aperto fino al 15 aprile un apposito
canale contributivo per ottenere, tra le altre cose, anche
l'abbattimento del costo delle bollette. Parallelamente, possiamo
contare su un sistema di credito agevolato molto performante.
Tramite gli strumenti del Frie e dei Confidi, la Regione è
disponibile a rafforzare le garanzie sul credito per le Pmi, per
impedire che gli investimenti programmati dalle imprese vengano
rallentati o fermati dal caro energia". In chiusura, Bini ha ribadito la posizione dell'esecutivo
regionale: "La Regione da sola non può intervenire sugli
andamenti economici generali: il Governo si sta muovendo con
norme antispeculazione, mentre l'Europa appare lenta. Ci
auguriamo che questa fase possa essere l'occasione per ripensare
le politiche energetiche comunitarie".
ARC/SSA/gg
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