Notizie dalla Giunta


10.03.2026 20:05

Montagna: Zannier, sostegni invariati per i territori

L'assessore ha incontrato sindaci e amministratori locali sulla nuova classificazione nazionale dei Comuni montani insieme ai colleghi di Giunta Roberti, Rosolen e Zilli
Udine, 10 mar - "La nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla normativa nazionale non modifica le principali misure di sostegno ai territori. Dall'analisi dei provvedimenti collegati alla norma emerge infatti una sostanziale invarianza rispetto ai vantaggi e agli strumenti di cui i territori hanno beneficiato fino ad oggi".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, che oggi nella sede della Regione a Udine ha incontrato i rappresentanti dei Comuni e delle comunità locali interessate dalla nuova perimetrazione introdotta dalla Legge 12 settembre 2025, n. 131, recante disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, e dai successivi atti attuativi approvati dal Consiglio dei ministri.
All'incontro hanno partecipato anche gli assessori regionali Barbara Zilli (Finanze), Alessia Rosolen (Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia) e Pierpaolo Roberti (Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione), che hanno illustrato le ricadute della nuova classificazione nei rispettivi ambiti di competenza.
"La maggior parte degli strumenti di sostegno destinati ai Comuni e ai soggetti che operano nei territori montani, e penso alle attività produttive o a diverse misure legate alla scuola, - ha detto Zannier - non sono collegati alla classificazione formale di comune montano, ma alla condizione di svantaggio socio-economico dei territori, che non è stata modificata dalla nuova normativa nazionale".
Un passaggio specifico è stato dedicato al settore agricolo. Zannier ha ricordato che la normativa nazionale sulla classificazione dei Comuni montani non incide sulle misure previste dalla Politica agricola comune (Pac) né sulla perimetrazione delle aree agricole svantaggiate, che restano definite dai regolamenti europei e dalla normativa nazionale di settore: "Questo significa che per le imprese agricole e per le attività che operano nei territori montani non cambia nulla rispetto ai livelli di sostegno oggi previsti".
Zannier ha ricordato che i criteri della nuova classificazione sono stabiliti da una legge statale e non prevedono ulteriori margini di intervento da parte delle Regioni: "Proprio grazie alla specialità della Regione Friuli Venezia Giulia possiamo continuare a mantenere tutte le linee di sostegno e gli strumenti che negli anni abbiamo costruito a favore dei territori montani, perché sono basati sulla valutazione delle condizioni di svantaggio socio-economico e non soltanto sui parametri fisici di quota e pendenza".
"Per questo abbiamo ritenuto doveroso incontrare i sindaci e gli amministratori locali per condividere una lettura chiara della norma e rassicurare i territori sugli effetti concreti della nuova classificazione" ha concluso Zannier.
"Per quanto riguarda l'ordinamento degli enti locali e la finanza comunale, la situazione in Friuli Venezia Giulia resta invariata", ha spiegato Roberti, ricordando che strumenti come il Fondo di solidarietà comunale non si applicano nella regione proprio in virtù dell'autonomia speciale e della competenza regionale sulla finanza locale. Roberti ha inoltre evidenziato che le Comunità di montagna sono enti istituiti e regolati da una legge regionale e continuano quindi a operare con le risorse e le funzioni già previste. "Anche per quanto riguarda l'eventuale esenzione IMU sui terreni agricoli, qualora lo Stato dovesse modificare la normativa per i Comuni che non rientrano più nella classificazione montana, la Regione potrà valutare eventuali interventi normativi per mantenere le tutele già previste" ha spiegato.
"Molti degli interventi regionali destinati ai territori montani sono già costruiti utilizzando criteri diversi dalla classificazione dei Comuni montani", ha spiegato Rosolen. In particolare la Regione utilizza parametri come le aree interne e la presenza delle minoranze linguistiche, che consentono di continuare a garantire sostegni e deroghe anche nei servizi educativi e scolastici. "Questo vale ad esempio per strumenti come i cantieri di lavoro, per le sezioni primavera e per alcune misure legate alla formazione delle classi e al dimensionamento scolastico, ambiti nei quali la normativa regionale e le linee guida approvate dalla Giunta permettono di mantenere l'attenzione verso i territori montani e le loro specificità".
"L'obiettivo di questa Amministrazione regionale è sempre stato quello di ridurre gli squilibri socio-economici tra i territori montani e il resto della regione" ha detto Zilli, ricordando che "molte misure regionali, come le agevolazioni IRAP per imprese e professionisti, sono costruite sulla classificazione del territorio montano in zone omogenee di svantaggio socio-economico. Un'impostazione che consente alla Regione di continuare a sostenere i territori montani attraverso strumenti finanziari e fiscali mirati". "Anche nella programmazione europea - ha aggiunto l'assessore - il riferimento resta quello delle aree interne". ARC/PT/gg