Montagna: Zannier, sostegni invariati per i territori
L'assessore ha incontrato sindaci e amministratori locali sulla
nuova classificazione nazionale dei Comuni montani insieme ai
colleghi di Giunta Roberti, Rosolen e Zilli Udine, 10 mar - "La nuova classificazione dei Comuni montani
prevista dalla normativa nazionale non modifica le principali
misure di sostegno ai territori. Dall'analisi dei provvedimenti
collegati alla norma emerge infatti una sostanziale invarianza
rispetto ai vantaggi e agli strumenti di cui i territori hanno
beneficiato fino ad oggi". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse
agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, che oggi
nella sede della Regione a Udine ha incontrato i rappresentanti
dei Comuni e delle comunità locali interessate dalla nuova
perimetrazione introdotta dalla Legge 12 settembre 2025, n. 131,
recante disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle
zone montane, e dai successivi atti attuativi approvati dal
Consiglio dei ministri. All'incontro hanno partecipato anche gli assessori regionali
Barbara Zilli (Finanze), Alessia Rosolen (Lavoro, formazione,
istruzione, ricerca, università e famiglia) e Pierpaolo Roberti
(Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione),
che hanno illustrato le ricadute della nuova classificazione nei
rispettivi ambiti di competenza. "La maggior parte degli strumenti di sostegno destinati ai Comuni
e ai soggetti che operano nei territori montani, e penso alle
attività produttive o a diverse misure legate alla scuola, - ha
detto Zannier - non sono collegati alla classificazione formale
di comune montano, ma alla condizione di svantaggio
socio-economico dei territori, che non è stata modificata dalla
nuova normativa nazionale". Un passaggio specifico è stato dedicato al settore agricolo.
Zannier ha ricordato che la normativa nazionale sulla
classificazione dei Comuni montani non incide sulle misure
previste dalla Politica agricola comune (Pac) né sulla
perimetrazione delle aree agricole svantaggiate, che restano
definite dai regolamenti europei e dalla normativa nazionale di
settore: "Questo significa che per le imprese agricole e per le
attività che operano nei territori montani non cambia nulla
rispetto ai livelli di sostegno oggi previsti". Zannier ha ricordato che i criteri della nuova classificazione
sono stabiliti da una legge statale e non prevedono ulteriori
margini di intervento da parte delle Regioni: "Proprio grazie
alla specialità della Regione Friuli Venezia Giulia possiamo
continuare a mantenere tutte le linee di sostegno e gli strumenti
che negli anni abbiamo costruito a favore dei territori montani,
perché sono basati sulla valutazione delle condizioni di
svantaggio socio-economico e non soltanto sui parametri fisici di
quota e pendenza". "Per questo abbiamo ritenuto doveroso incontrare i sindaci e gli
amministratori locali per condividere una lettura chiara della
norma e rassicurare i territori sugli effetti concreti della
nuova classificazione" ha concluso Zannier. "Per quanto riguarda l'ordinamento degli enti locali e la finanza
comunale, la situazione in Friuli Venezia Giulia resta
invariata", ha spiegato Roberti, ricordando che strumenti come il
Fondo di solidarietà comunale non si applicano nella regione
proprio in virtù dell'autonomia speciale e della competenza
regionale sulla finanza locale. Roberti ha inoltre evidenziato
che le Comunità di montagna sono enti istituiti e regolati da una
legge regionale e continuano quindi a operare con le risorse e le
funzioni già previste. "Anche per quanto riguarda l'eventuale
esenzione IMU sui terreni agricoli, qualora lo Stato dovesse
modificare la normativa per i Comuni che non rientrano più nella
classificazione montana, la Regione potrà valutare eventuali
interventi normativi per mantenere le tutele già previste" ha
spiegato. "Molti degli interventi regionali destinati ai territori montani
sono già costruiti utilizzando criteri diversi dalla
classificazione dei Comuni montani", ha spiegato Rosolen. In
particolare la Regione utilizza parametri come le aree interne e
la presenza delle minoranze linguistiche, che consentono di
continuare a garantire sostegni e deroghe anche nei servizi
educativi e scolastici. "Questo vale ad esempio per strumenti
come i cantieri di lavoro, per le sezioni primavera e per alcune
misure legate alla formazione delle classi e al dimensionamento
scolastico, ambiti nei quali la normativa regionale e le linee
guida approvate dalla Giunta permettono di mantenere l'attenzione
verso i territori montani e le loro specificità". "L'obiettivo di questa Amministrazione regionale è sempre stato
quello di ridurre gli squilibri socio-economici tra i territori
montani e il resto della regione" ha detto Zilli, ricordando che
"molte misure regionali, come le agevolazioni IRAP per imprese e
professionisti, sono costruite sulla classificazione del
territorio montano in zone omogenee di svantaggio
socio-economico. Un'impostazione che consente alla Regione di
continuare a sostenere i territori montani attraverso strumenti
finanziari e fiscali mirati". "Anche nella programmazione europea
- ha aggiunto l'assessore - il riferimento resta quello delle
aree interne".
ARC/PT/gg
Montagna: Zannier, sostegni invariati per i territori