L'assessore ha presentato a Gemona i contenuti della Pianificazione territoriale in fase di elaborazione. Focus su rigenerazione urbana e minor consumo di suolo
Gemona, 11 feb - "La Regione promuove un metodo di lavoro basato sulla condivisione con gli enti locali nel percorso di transizione verso un nuovo Piano di governo del territorio e una rinnovata legge urbanistica regionale, superando il modello rigido della zonizzazione degli anni Settanta. Vogliamo introdurre un cambio di paradigma culturale che privilegia la rigenerazione urbana, la flessibilità funzionale e il contenimento del consumo di suolo".
Con queste parole l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante ha introdotto i principi del Piano di governo del territorio, attualmente in fase di elaborazione, in un incontro svoltosi oggi a Gemona con i rappresentanti territoriali del Gemonese, del Friuli collinare, del Canal del Ferro e Val Canale.
Uno strumento con cui la Giunta mira a riformare la pianificazione regionale incentrandola sui principi dell'ecosostenibilità, della rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, della riduzione del consumo di suolo e di una gestione più efficiente degli insediamenti produttivi e logistici, in accordo con i principi dettati dal Piano paesaggistico regionale (Ppr). Come ha spiegato Amirante, il nuovo Pgt parte dall'aggiornamento del Piano redatto nel 2013, rimasto inattuato per l'assenza di una legge di accompagnamento.
"Quel piano superava i confini provinciali e individuava ambiti omogenei sulla base di parametri territoriali, infrastrutturali e socio-economici - così l'esponente della Giunta -. Oggi vogliamo rafforzare la dimensione di area vasta, introducendo un livello intermedio di co-pianificazione tra Regione e Comuni, capace di integrare infrastrutture, reti verdi e blu, mobilità ciclabile e insediamenti produttivi".
Un altro pilastro della riforma è rappresentato dal superamento del Piano urbanistico regionale (Purg), nato nel 1978 nel contesto della ricostruzione post terremoto e tuttora in vigore.
"Una visione che all'epoca diede ottimi frutti, ma l'evoluzione dei tempi - ha osservato Amirante - rende necessaria una norma più attuale che garantisca maggiore flessibilità e favorisca così la messa a terra degli interventi".
Sul tema del recupero edilizio, l'assessore ha sostenuto che "rigenerare significa anche decostruire, redistribuire volumi, premiare chi cede spazi alla collettività. Vogliamo strumenti più snelli dei tradizionali piani attuativi, spesso bloccati dall'obbligo di accordo tra tutti i proprietari. L'obiettivo - ha concluso Amirante - è dare regole chiare e flessibili per attivare trasformazioni reali, rispondendo alle esigenze concrete dei territori e costruendo insieme una visione aggiornata di sviluppo regionale". ARC/PAU/pph