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10.02.2026 15:51

Giorno del ricordo: assessori regionali a celebrazioni in Fvg

Gli esponenti dell'esecutivo presenti alle cerimonie svoltesi a Trieste, Udine, Pordenone e Monfalcone
Trieste, 10 feb - "Il Treno del ricordo che parte oggi da Trieste per il suo viaggio in Italia dà l'opportunità di mantenere viva la memoria su una vicenda tragica che però è parte della nostra identità. La Regione sostiene una nuova cultura di frontiera che guarda con simpatia alle identità vicine e lontane che stanno al di là del confine. Ma per fare questo, prima di tutto bisogna conoscere la nostra storia e le nostre origini, in modo da poter guardare avanti con la giusta consapevolezza e con responsabilità".
Sono le parole del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, che oggi a Trieste ha rappresentato la Regione - assieme all'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti - in occasione dell'arrivo del Treno del ricordo nella stazione centrale del capoluogo giuliano. L'evento si inserisce nell'ampio mosaico di iniziative organizzate oggi in Friuli Venezia Giulia per il Giorno del ricordo, che hanno visto la partecipazione di numerosi esponenti della Giunta regionale.
L'assessore Roberti, presente in mattinata anche alla solenne cerimonia tenutasi nel sacrario di Basovizza, ha esortato a un impegno collettivo quotidiano per "rendere giustizia non semplicemente agli esuli a chi è rimasto infoibato, ma tutto il popolo italiano che ha diritto di conoscere le sofferenze che una parte della popolazione ha dovuto patire negli anni del dopoguerra". Roberti ha inoltre rivolto un appello "a tutte le istituzioni e al mondo del volontariato affinché le nuove generazioni vengano coinvolte sempre più per mantenere vivo questo ricordo".
Sempre a Basovizza, l'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha evidenziato il valore della memoria rispetto a una una ferita profonda nella nostra storia come le foibe. "Ricordarle - ha detto Zilli - significa onorare vittime innocenti e ribadire con forza che la memoria è un dovere di tutti noi, contro ogni forma di odio e di violenza, in ogni epoca e contesto storico".
L'evento centrale tra le cerimonie oggi in programma a Udine si è svolto nel parco Martiri delle foibe, con la deposizione della corona di alloro e gli interventi delle autorità. Nell'occasione, l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha rilevato l'importanza del Giorno del Ricordo come "atto necessario per restituire dignità a una storia a lungo taciuta, simboleggiata dal tragico sacrificio di figure come Norma Cossetto". Secondo Riccardi, "la memoria delle persecuzioni contro gli italiani non deve essere solo un tributo alle vittime, ma un monito per il presente contro la violenza e l'intolleranza che negano il dialogo, con l'intento di trasformare il dolore del passato in un impegno civile fondato sul rispetto delle diverse opinioni".
L'assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari ha partecipato alla commemorazione tenutasi a Monfalcone presso il monumento di via Fratelli Rosselli. "Per anni - ha sostenuto l'assessore - la tragedia delle foibe è stata oscurata dal silenzio ideologico. Le violenze perpetrate non furono un semplice scontro ideologico contro il fascismo, ma una vera e propria pulizia etnica mirata a sradicare la storica presenza italiana in territori plasmati sin dall'epoca veneziana". Callari si è rivolto in particolare ai numerosi studenti presenti, sottolineando il riconoscimento della comunità verso chi "ha sacrificato la propria vita affinché questa terra sia oggi la terra di ognuno di noi" ed esortando i giovani a riscoprire la verità storica per costruire un futuro basato sulla consapevolezza.
A Pordenone, il ricco programma di iniziative previste in giornata è stato aperto con la deposizione della corona alla lapide in ricordo dei martiri delle foibe nel cortile dell'ex Provincia, alla presenza dell'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante. "Gli esuli giuliano-dalmati non sono stati soltanto vittime di una delle pagine più dolorose del Novecento - così Amirante - . Sono stati, e sono ancora oggi, una risorsa autentica per l'intera comunità regionale e nazionale. Nella sofferenza del distacco forzato, nella perdita delle radici, hanno saputo esprimere al meglio le proprie qualità umane, professionali e civili. Hanno rappresentato una vera élite morale, non per censo o privilegi, ma per capacità, impegno, spirito di sacrificio. Lo dice la storia, lo testimoniano le famiglie, lo dimostrano ogni giorno coloro che custodiscono la memoria di una comunità sradicata, ma mai piegata". ARC/PAU/al