Giorno del ricordo: assessori regionali a celebrazioni in Fvg
Gli esponenti dell'esecutivo presenti alle cerimonie svoltesi a
Trieste, Udine, Pordenone e Monfalcone Trieste, 10 feb - "Il Treno del ricordo che parte oggi da
Trieste per il suo viaggio in Italia dà l'opportunità di
mantenere viva la memoria su una vicenda tragica che però è parte
della nostra identità. La Regione sostiene una nuova cultura di
frontiera che guarda con simpatia alle identità vicine e lontane
che stanno al di là del confine. Ma per fare questo, prima di
tutto bisogna conoscere la nostra storia e le nostre origini, in
modo da poter guardare avanti con la giusta consapevolezza e con
responsabilità". Sono le parole del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia
Mario Anzil, che oggi a Trieste ha rappresentato la Regione -
assieme all'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti -
in occasione dell'arrivo del Treno del ricordo nella stazione
centrale del capoluogo giuliano. L'evento si inserisce nell'ampio
mosaico di iniziative organizzate oggi in Friuli Venezia Giulia
per il Giorno del ricordo, che hanno visto la partecipazione di
numerosi esponenti della Giunta regionale. L'assessore Roberti, presente in mattinata anche alla solenne
cerimonia tenutasi nel sacrario di Basovizza, ha esortato a un
impegno collettivo quotidiano per "rendere giustizia non
semplicemente agli esuli a chi è rimasto infoibato, ma tutto il
popolo italiano che ha diritto di conoscere le sofferenze che una
parte della popolazione ha dovuto patire negli anni del
dopoguerra". Roberti ha inoltre rivolto un appello "a tutte le
istituzioni e al mondo del volontariato affinché le nuove
generazioni vengano coinvolte sempre più per mantenere vivo
questo ricordo". Sempre a Basovizza, l'assessore regionale alle Finanze Barbara
Zilli ha evidenziato il valore della memoria rispetto a una una
ferita profonda nella nostra storia come le foibe. "Ricordarle -
ha detto Zilli - significa onorare vittime innocenti e ribadire
con forza che la memoria è un dovere di tutti noi, contro ogni
forma di odio e di violenza, in ogni epoca e contesto storico". L'evento centrale tra le cerimonie oggi in programma a Udine si è
svolto nel parco Martiri delle foibe, con la deposizione della
corona di alloro e gli interventi delle autorità. Nell'occasione,
l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha rilevato
l'importanza del Giorno del Ricordo come "atto necessario per
restituire dignità a una storia a lungo taciuta, simboleggiata
dal tragico sacrificio di figure come Norma Cossetto". Secondo
Riccardi, "la memoria delle persecuzioni contro gli italiani non
deve essere solo un tributo alle vittime, ma un monito per il
presente contro la violenza e l'intolleranza che negano il
dialogo, con l'intento di trasformare il dolore del passato in un
impegno civile fondato sul rispetto delle diverse opinioni". L'assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari ha
partecipato alla commemorazione tenutasi a Monfalcone presso il
monumento di via Fratelli Rosselli. "Per anni - ha sostenuto
l'assessore - la tragedia delle foibe è stata oscurata dal
silenzio ideologico. Le violenze perpetrate non furono un
semplice scontro ideologico contro il fascismo, ma una vera e
propria pulizia etnica mirata a sradicare la storica presenza
italiana in territori plasmati sin dall'epoca veneziana". Callari
si è rivolto in particolare ai numerosi studenti presenti,
sottolineando il riconoscimento della comunità verso chi "ha
sacrificato la propria vita affinché questa terra sia oggi la
terra di ognuno di noi" ed esortando i giovani a riscoprire la
verità storica per costruire un futuro basato sulla
consapevolezza. A Pordenone, il ricco programma di iniziative previste in
giornata è stato aperto con la deposizione della corona alla
lapide in ricordo dei martiri delle foibe nel cortile dell'ex
Provincia, alla presenza dell'assessore regionale alle
Infrastrutture Cristina Amirante. "Gli esuli giuliano-dalmati non
sono stati soltanto vittime di una delle pagine più dolorose del
Novecento - così Amirante - . Sono stati, e sono ancora oggi, una
risorsa autentica per l'intera comunità regionale e nazionale.
Nella sofferenza del distacco forzato, nella perdita delle
radici, hanno saputo esprimere al meglio le proprie qualità
umane, professionali e civili. Hanno rappresentato una vera élite
morale, non per censo o privilegi, ma per capacità, impegno,
spirito di sacrificio. Lo dice la storia, lo testimoniano le
famiglie, lo dimostrano ogni giorno coloro che custodiscono la
memoria di una comunità sradicata, ma mai piegata".
ARC/PAU/al
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