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13.02.2026 17:39

Eventi: Callari, Fondo Gorizia da 50 anni per sviluppo territorio

Gorizia, 13 feb - "Questa provincia ha pagato caro il prezzo di un percorso storico ed economico che ha inciso profondamente sul territorio. Per questo motivo si è reso necessario un intervento di ampio respiro, come il Fondo Gorizia, capace di generare un impatto reale e strutturale. Nel tempo, quella che era nata come una funzione di supporto economico e stimolo produttivo si è evoluta, trasformandosi in una presenza costante e in un intermediario autorevole tra le istituzioni, l'Amministrazione regionale e il tessuto imprenditoriale".
Lo ha detto oggi a Gorizia l'assessore regionale Sebastiano Callari, intervenendo al Convegno dedicato alla celebrazione dei cinquant'anni del Fondo Gorizia, promosso dalla Camera di commercio Venezia Giulia. Nel corso dell'evento, a cui ha portato il suo saluto attraverso un videomessaggio anche il governatore Massimiliano Fedriga, è stata presentata la pubblicazione dedicata al Fondo Gorizia, curata da Istituto di sociologia internazionale di Gorizia - Isig, che ripercorre mezzo secolo di storia e propone un'analisi del suo impatto economico sullo sviluppo del territorio.
Secondo Callari, in questo contesto contrassegnato dalla dinamicità dei cambiamenti, il processo unitario delle due Camere di commercio di Trieste e Gorizia si è rivelata, nel tempo, una scelta vincente.
"Credo infatti - ha aggiunto l'assessore - che una visione improntata alla cooperazione debba svilupparsi ulteriormente proprio all'interno della nostra regione: un percorso in parte già avviato che oggi consolida una funzione istituzionale strategica e sempre più centrale per lo sviluppo del territorio".
Callari ha poi sottolineato il profilo europeo acquisito da Gorizia, anche nella prospettiva successiva all'esperienza della Capitale europea transfrontaliera della cultura 2025, evidenziando come il volano economico generato da quella manifestazione rappresenti un modello di come lo sviluppo costituisca sempre un fattore di dialogo e di pacificazione tra i popoli, "in quanto - ha concluso l'assessore - dove transitano le merci, non passano gli eserciti". ARC/GG/ma