Spilimbergo, 10 feb - "Il Craf rappresenta un patrimonio strategico per la nostra regione: l'archivio fotografico e le ricerche che custodisce sono strumenti insostituibili per comprendere e valorizzare l'identità culturale, storica e sociale del nostro territorio, in particolare nell'anno del cinquantesimo anniversario del terremoto che ha segnato profondamente la nostra memoria collettiva. La fotografia non è soltanto testimonianza, ma leva per interpretare il presente e progettare il futuro".
È il commento unanime del vice governatore con delega alla Cultura Mario Anzil e dell'assessore regionale a Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, al termine della visita odierna al Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia del Friuli Venezia Giulia (Craf) di Spilimbergo insieme al sindaco Enrico Sarcinelli e al presidente del Craf Davide De Lucia e il direttore Alvise Rampini.
Durante l'incontro, i due esponenti dell'Esecutivo regionale hanno potuto visitare la sede dell'ente e la mostra On Borders / Sui confini 2, attualmente allestita negli spazi di Palazzo Tadea, che indaga i mutamenti del paesaggio e gli spazi della città, del lavoro e della cura come dimensioni della vita quotidiana, attraverso una selezione significativa di oltre 260 fotografie tratte dall'esperienza trentennale dell'Associazione Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea.
"La fotografia ha un ruolo fondamentale nello studio delle trasformazioni del nostro territorio: questo medium ci permette non solo di documentare, ma di interpretare i cambiamenti che segnano la nostra società. La mostra che abbiamo visitato è di grande interesse perché racconta una delle esperienze più significative in Italia di fotografia legata al paesaggio contemporaneo, offrendo al pubblico e alla comunità scientifica nuove chiavi di lettura del paesaggio e delle forme dello spazio costruito e naturale" ha dichiarato Anzil.
Gli ha fatto eco Amirante secondo cui "nel cinquantesimo anniversario del terremoto, la collaborazione tra la Regione e istituzioni come il Craf si rivela ancora più importante. Il lavoro di ricerca, raccolta e conservazione delle immagini fotografiche svolto nel tempo non solo contribuisce a ricostruire la storia della nostra terra e delle nostre comunità, ma testimonia anche la trasformazione del territorio nel tempo. La fotografia consente di leggere non solo l'aspetto attuale di luoghi e infrastrutture, ma anche il percorso di cambiamento verso cui ci impegniamo con strumenti di pianificazione come il Piano di governo del territorio, per promuovere sviluppo sostenibile, tutela e valorizzazione del paesaggio".
La mostra On Borders / Sui confini 2 rappresenta il secondo capitolo di un progetto espositivo nato dalle ricerche dell'Associazione Linea di Confine, curato da Ilaria Campioli, William Guerrieri e Monica Leoni, e propone un percorso attraverso temi che vanno dai Laboratori di Fotografia degli anni Novanta ai progetti collettivi dedicati a Via Emilia, alla linea ferroviaria ad alta velocità Bologna-Milano e alla riflessione sul deserto rosso.
L'esposizione si caratterizza per una rilettura originale delle trasformazioni del paesaggio e degli spazi di vita quotidiana, confermando la capacità della fotografia di interrogare e raccontare i confini, in senso fisico e simbolico. ARC/SSA/al