Salute: Riccardi, ddl 72 contribuisce a cure primarie
Via libera del Consiglio regionale alle misure urgenti e
straordinarie per garantire continuità assistenziale Udine, 2 feb - "Con l'approvazione di questo disegno di legge
la Regione Friuli Venezia Giulia interviene concretamente per
tutelare la salute dei cittadini, garantendo continuità
assistenziale in una fase di forte criticità del sistema
sanitario in tutto il Paese". Sono le parole dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, intervenuto oggi in Consiglio regionale in occasione
dell'approvazione del disegno di legge n. 72, recante misure
urgenti e straordinarie in tema di tutela della salute. Il provvedimento introduce strumenti straordinari per
fronteggiare la carenza di medici di medicina generale,
consentendo ai professionisti già in pensione di continuare
l'attività professionale. Il ddl si coordina con un emendamento
del Governo nazionale (che verrà inserito in un decreto in
conversione) per introdurre le necessarie mitigazioni degli
effetti fiscali e previdenziali. "Questo provvedimento nasce da un lavoro condiviso con il Governo
nazionale - ha spiegato Riccardi - e si inserisce in un quadro
più ampio di interventi già adottati dalla Regione negli ultimi
anni a beneficio della sanità territoriale, con risorse destinate
ad ambulatori, Case di comunità, attrattività del personale
sanitario e sostegno agli enti locali". Riccardi ha sottolineato ancora l'importanza del voto odierno,
evidenziando come il ddl 72 "affronti una criticità strutturale
che riguarda l'intero sistema sanitario nazionale e che richiede
scelte chiare e assunzione di responsabilità da parte delle
istituzioni". Ha poi ribadito che la carenza di medici di medicina generale è
una condizione diffusa a livello nazionale e che il Friuli
Venezia Giulia ha messo in campo strumenti concreti per
affrontarla: "Questa Amministrazione regionale è intervenuta
mediante manovre straordinarie per la premialità del personale:
110 milioni di euro per i prossimi tre anni e l'accordo
integrativo per i medici di medicina generale". Non ultime le
borse di studio che quest'anno sono state messe a disposizione
nel numero di 31, con 31 adesioni, unite al riconoscimento ai
medici in formazione della stessa identità degli specializzandi
nelle scuole di specialità. "La medicina generale deve essere riconosciuta come una
specialità di pari dignità rispetto alle altre, coerente con la
trasformazione della sanità territoriale", ha aggiunto Riccardi,
ricordando anche i risultati ottenuti dalla Regione sul fronte
dell'emergenza-urgenza: "Le ambulanze dell'area giuliana e
isontina risultate sono le più veloci d'Italia. La Scuola
Sant'Anna ha riconosciuto qualche giorno fa il pronto soccorso di
Pordenone tra i migliori del Paese". Nel corso dell'intervento è stato richiamato anche il tema della
programmazione sanitaria e delle reti cliniche, a partire dalla
Rete oncologica regionale, approvata dopo vent'anni di
discussioni, come esempio di scelte complesse ma necessarie per
garantire sicurezza, qualità delle cure ed esiti di salute
adeguati. "Quando una donna viene operata due volte a 120 giorni di
distanza, dobbiamo decidere da che parte stare - ha affermato
l'assessore - Vogliamo concentrare negli hub le attività a
maggiore complessità e minore frequenza di bisogno, mantenendo in
tutte le sedi spoke quelle a maggior frequenza. È una scelta di
campo: o la difesa dell'esistente con l'agonia, oppure gli esiti,
gli standard e la sicurezza delle cure". Riccardi ha espresso gratitudine al dottor Gianpiero Fasola,
recentemente sostituito dal dottor Giovanni Gerardo Cardellino
alla direzione oncologica: "Senza il suo contributo tecnico non
saremmo arrivati dove siamo arrivati". L'assessore ha annunciato
che "i responsabili della Rete oncologica regionale e il
direttore sanitario verranno in terza commissione ad illustrare
l'avanzamento, il lavoro e le conseguenze di quanto realizzato
nel 2025. Un lavoro però che non potrà rivedere le scelte già
assunte con l'approvazione del Piano oncologico regionale". "È più semplice rinviare le decisioni - ha concluso Riccardi - ma
il compito della politica è scegliere nell'interesse della
sicurezza e degli esiti di salute delle persone. I problemi
restano lì da troppi anni. Noi abbiamo individuato i criteri e
abbiamo fatto le regole. Ora è compito del Comitato oncologico
regionale stabilire gli standard e le collocazioni più adeguate
che garantiscono i migliori esiti di cura".
ARC/PT/pph
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