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24.06.2024 14:22

Cabinovia Trieste: Scoccimarro, non accettiamo opposizione ideologica

L'assessore ha ribadito che la questione è tecnica e che da sempre si ascoltano i territori

Trieste, 24 giu - "Come assessore regionale ho sempre adoperato la linea dell'ascolto sia della comunità sia dei suoi amministratori, così come ha sempre fatto l'intera Giunta regionale. Io e i colleghi dell'Esecutivo non accettiamo opposizioni ideologiche".

Ciò è quanto ha tenuto a precisarlo l'assessore alla Difesa dell'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile del Friuli Venezia Giulia, in merito ad alcune posizioni contro l'operato della Regione nella materia della cabinovia-ovovia di Trieste.

"Sulla procedura relativa all'infrastruttura della cabinovia - ha spiegato Scoccimarro - è bene sottolineare che ci sono dei gradi sovraregionali: quello nazionale in primis e poi quello europeo per i fondi del Pnrr. Si tratta di passaggi che hanno un iter di valutazione del progetto, sul quale anche la Regione interviene, ma lo fa tecnicamente e amministrativamente parlando, non per presa di posizione nei confronti di una minoranza costituitasi in comitato. Mi è parso evidente sin da subito che la strumentalizzazione politica abbia di gran lunga inficiato sulla valutazione complessiva dell'opera, esulando dalle tecnicità e sfociando in prese di posizione ideologiche".

"I tecnici che stanno gestendo la procedura hanno dato parere tecnico positivo alla Vinca di terzo livello: sono persone formate, hanno alle spalle quattro legislature, competenze assodate ed esperienza: a loro ci affidiamo con grande fiducia - ha aggiunto Scoccimarro -. A seguito di un ricorso di terzi al Tribunale amministrativo regionale (Tar), lo stesso organismo si è pronunciato con una sentenza sulla quale abbiamo adattato la delibera di Giunta. Adesso attendiamo i prossimi gradi di giudizio. Va detto che, per quanto riguarda la Regione, ovvero per le quattro Direzioni centrali e per l'Avvocatura, abbiamo una variante urbanistica che si può realizzare. Per chi nutre perplessità c'è la possibilità di confrontarsi con tecnici professionisti mentre non possiamo accettare una sterile e dannosa critica ideologica".

"Passando quindi all'iter della valutazione d'Incidenza di III Livello per la variante al Piano regolatore generale comunale di livello comunale "Accesso nord: mobilità sistematica e turistica" che prevede la realizzazione di un impianto a fune per il trasporto di persone tra Opicina e il centro città di Trieste, a seguito delle sentenze Tar del Fvg 199 e 200, pubblicate il 29 maggio 2024, si è ritenuto necessario procedere alla revoca della Delibera regionale 784/2024 di medesima data e riprendere il procedimento in ossequio a quanto statuito dal Tar" ha dettagliato Scoccimarro.

"Di concerto tra le varie Direzioni centrali coinvolte e con il supporto di Asugi e Arpa - ha aggiunto Scoccimarro -, si è proceduto a valutare ex novo la sussistenza dei requisiti necessari per una potenziale valutazione positiva dell'intervento, e precisamente: la mancanza di alternative trasportistiche praticabili e correlativamente solo parzialmente valutabili sotto il profilo dell'incidenza ambientale; la strategicità della Variante ai fini del perseguimento del quadro di politiche regionali volte a tutelare valori fondamentali per la vita dei cittadini come la salute, per la sicurezza pubblica per la riduzione del costo sociale degli incidenti, e per l'ambiente con la riduzione della produzione di Co2; l'adeguatezza delle misure di compensazione proposte dal Comune di Trieste".

Solo alcune delle osservazioni pervenute dal "Comitato no ovovia" sono state parzialmente accolte e in ogni caso tutte sono state controdedotte. Condivisa tra le Direzioni centrali, l'attività istruttoria ha evidenziato come esse non apportino ulteriori elementi conoscitivi tali da richiedere approfondimenti specifici. Si è proceduto quindi: a revocare la precedente deliberazione giuntale n. 784 del 29 maggio 2024; di ritenere, preso atto dell'assenza di soluzioni alternative, che la Variante 12 sia giustificata da "ragioni connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o relative a conseguenze di primaria importanza per l'ambiente", condizioni necessarie per la deroga prevista dall'art. 1 del DM 17 ottobre 2007 al divieto di realizzazione di impianto a fune all'interno delle aree Natura 2000, indicato dal DM medesimo; di ritenere che la medesima Variante 12 sia giustificata da motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica.

"Si è ritenuto di approvare le misure di compensazione proposte dal Comune di Trieste, come modificate e integrate con prescrizioni dal Servizio biodiversità: istituzione di un nuovo sito Natura 2000 Zps "Bosco Vignano e Laghetti delle Noghere" nei comuni di Muggia e San Dorligo della Valle-Obcina Dolina e indicazione delle prime misure gestionali; miglioramenti a favore della fauna saproxilica per mitigare l'impatto negativo provocato dalla riduzione e frammentazione di habitat; di approvare il "Formulario per la trasmissione di informazioni alla Comunità europea ai sensi dell'art. 6, paragrafo 4 della Direttiva Habitat"" ha concluso l'assessore. ARC/PT/al