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26.05.2026 11:41

Salute: Riccardi, approccio epidemiologia fondante per scelte

L'assessore al congresso Aie a Trieste
Trieste, 26 mag - "Per deliberare bisogna conoscere, ricordava Einaudi, e l'approccio dell'epidemiologia moderna è il prototipo di questa lezione sempre attuale: individuare le cause dei problemi di salute, progettare interventi efficaci e monitorarne gli effetti nel tempo. Un processo circolare che oggi richiede sempre più integrazione tra discipline, capacità di dialogo con le istituzioni e coinvolgimento delle comunità. Siamo quindi onorati che Trieste e il Friuli Venezia Giulia siano stati scelti per ospitare questo importante appuntamento nazionale di un'associazione che celebra mezzo secolo di attività dedicata alla prevenzione e alla salute pubblica".
Così l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha aperto i lavori della seconda giornata del 50mo congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia (Aie), dal titolo "50 anni di Aie: Capire, Agire, Valutare".
L'evento, introdotto dal presidente Lorenzo Richiardi, si svolge nel capoluogo regionale al Generali convention center con la partecipazione di oltre 570 professionisti impegnati a delineare il futuro della ricerca epidemiologica.
Il congresso di Trieste, oltre a sottolineare il valore dell'epidemiologia come strumento di democrazia sanitaria e di equità sociale, che deve contribuire a trasformare i dati in conoscenza utile per le politiche pubbliche e per la tutela del diritto alla salute, ha presentato lo statement "Il ruolo dell'epidemiologia per la salute delle città", dedicato al tema della urban health.
Lo statement evidenzia come oltre il 70% della popolazione italiana viva oggi in aree urbane e come le città rappresentino contemporaneamente opportunità e rischi per la salute: qualità dell'aria, traffico, rumore, isole di calore, accesso agli spazi verdi, disuguaglianze sociali e qualità dell'abitare influenzano in modo diretto il benessere delle persone.
"Questa società corre, ma la questione di un Paese che non pensa, non approfondisce, non incrocia le esperienze, non valuta con profondità, resta centrale: compito delle istituzioni è rendere protagonisti e mettere in rete i luoghi in cui il pensiero profondo si attua. Chi si occupa di studiare i fenomeni che hanno un impatto sulla salute di tutti merita questa attenzione" ha osservato Riccardi, sottolineando come la capacità di analisi e l'integrazione dei dati siano diventate ancora più centrali dopo l'esperienza della pandemia.
"La risposta che ci ha permesso di superare l'emergenza Covid ha dimostrato l'importanza di abbattere i muri tra le diverse organizzazioni che spesso lavorano in modo isolato. Il limite principale che riscontriamo ancora oggi è quello di affrontare i processi attraverso modelli organizzativi verticali, dei veri e propri silos che non comunicano tra loro. Dobbiamo superare questo approccio e puntare con decisione sulla multidisciplinarietà, mettendo a fattore comune competenze diverse per sviluppare modelli di risposta più efficaci di fronte alle nuove sfide poste dal cambiamento climatico, dalle disuguaglianze sociali, dalla salute mentale e dall'intelligenza artificiale" ha concluso Riccardi. ARC/EP/ma