Trieste, 30 ott - "L'ingresso della Regione nella Fondazione va
valutato sulla base di elementi giuridici, patrimoniali e
progettuali, con l'obiettivo di comprendere quale contributo il
Friuli Venezia Giulia possa offrire alla valorizzazione della
memoria del Vajont e allo sviluppo delle attività culturali,
formative e di ricerca. Alla luce delle informazioni acquisite
oggi e della relazione presentata dal direttore, la Giunta
regionale valuterà la partecipazione. Ringrazio i rappresentanti
della Fondazione e confermo l'apprezzamento per l'attività finora
svolta e per il programma dei progetti futuri".
Lo ha dichiarato il vicegovernatore con delega alla Cultura,
Mario Anzil, a margine dell'audizione tenutasi oggi in Aula a
Trieste con il neopresidente della Fondazione, Claudio Barzan, il
presidente uscente Roberto Padrin e il direttore Mauro Carazzai.
Per Anzil, "È necessaria una valutazione giuridica e progettuale
per definire le modalità e i termini di un'eventuale
partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia alla
Fondazione Vajont, a seguito dell'audizione odierna".
Tra gli aspetti da esaminare figurano l'ammontare dell'attuale
fondo patrimoniale, il contributo annuale richiesto alla Regione,
il programma pluriennale delle attività e le possibili iniziative
da sviluppare per ampliare e arricchire l'offerta culturale
rivolta alle comunità del territorio regionale. Saranno inoltre
approfonditi gli aspetti relativi all'organizzazione e al
personale della Fondazione.
"La memoria del Vajont non riguarda soltanto il passato, ma
interpella ancora oggi le istituzioni sui temi della prevenzione,
della responsabilità e della consapevolezza dei rischi. Per
questo è importante valutare come un'eventuale partecipazione
della Regione possa rafforzare un progetto culturale di interesse
per l'intera comunità, valorizzando il patrimonio documentale, il
coinvolgimento delle scuole e la formazione delle nuove
generazioni. La decisione dovrà fondarsi su un quadro chiaro
degli impegni economici e delle opportunità concrete di
collaborazione", ha concluso Anzil.
L'ipotesi illustrata prevede una quota annuale di partecipazione
pari a 375mila euro, senza ulteriori compartecipazioni
finanziarie, salvo eventuali iniziative straordinarie legate a
ricorrenze particolari, come il cinquantesimo e il sessantesimo
anniversario della tragedia.
Costituita il 18 ottobre 2003, la Fondazione opera per mantenere
viva la memoria del disastro del Vajont attraverso attività di
divulgazione, formazione e ricerca. Gli enti pubblici
rappresentano complessivamente il 60 per cento del capitale.
Di particolare rilievo è il lavoro svolto attraverso gli
informatori della memoria, una rete di 43 volontari in
convenzione, formati con corsi specifici, che ogni anno accoglie
circa 150mila visitatori.
La Fondazione promuove inoltre iniziative rivolte alle scuole e
collabora con le università su progetti di ricerca dedicati alla
prevenzione, alla gestione del rischio e alla responsabilità. Tra
i progetti di maggiore valore documentale figura la
digitalizzazione del fondo relativo al processo sul Vajont:
l'Archivio processuale del disastro della diga del Vajont è
iscritto dal maggio 2023 nel Registro internazionale Memoria del
Mondo dell'Unesco.
ARC/SSA/gg
Il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil