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07.11.2026 14:14

50mo sisma: Zilli, da agricoltura nuove opportunità per giovani

L'assessore è intervenuto alla mattinata di studi organizzata dall'Università di Udine
Gemona del Friuli, 7 nov - "Il terremoto del 1976 ha accelerato la trasformazione economica e sociale del Friuli, proiettando un territorio a forte vocazione rurale verso l'industria e i servizi, però, non ha spezzato il legame dei friulani con la propria terra. A cinquant'anni da quella tragedia, l'innovazione tecnologica affianca la cultura contadina e crea opportunità economiche soprattutto per i giovani".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, presente oggi a Palazzo Fantoni, a Gemona del Friuli, al convegno "1976, il terremoto in Friuli e l'agricoltura", organizzato dall'Università di Udine.
"Non è soltanto un'occasione per rileggere il passato - ha sottolineato Zilli -, ma un momento di confronto tra mondo accademico, operatori e istituzioni per comprendere come l'agricoltura possa costruire il proprio futuro valorizzando le sue radici".
L'assessore ha richiamato il contributo della ricerca al recupero di vitigni autoctoni e antiche produzioni. "Grazie anche al lavoro di studiosi come il gemonese Rino Gubiani, tradizioni che rischiavano di andare perdute possono diventare nuova linfa per i giovani impegnati nel settore primario, nella tutela dell'ambiente e nello sviluppo del territorio. La Regione li sostiene attraverso finanziamenti dedicati all'agricoltura, perché possano realizzare i loro progetti e diventare agricoltori capaci di anticipare i tempi".
La giornata, inserita nel programma della manifestazione "Gemona, formaggio e... dintorni", ha approfondito l'evoluzione dell'economia e dell'agricoltura friulana prima e dopo il sisma, dalla legislazione regionale alla vitivinicoltura, dalle tecnologie all'impatto sul territorio agricolo. Ai saluti istituzionali del sindaco Roberto Revelant, del prorettore dell'Ateneo friulano Giorgio Alberti e del delegato per la valorizzazionedella sede di Gemona e alla Montagna Andrea Cafarelli sono seguiti gli interventi degli studiosi e una tavola rotonda sulle trasformazioni dell'agricoltura locale. ARC/MA/pph