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06.11.2026 15:32

Ricerca: Rosolen, determinanti oggi sicurezza e responsabilità sociale

L'assessore regionale ha partecipato questa mattina all'inaugurazione dell'anno accademico della Sissa di Trieste

Trieste, 6 nov - "Il sistema della ricerca scientifica e dell'alta formazione si trova ad affrontare una fase di profonda trasformazione, segnata da equilibri geopolitici, economici e sociali sempre più instabili. In questo scenario, le istituzioni scientifiche non possono più limitarsi al progresso conoscitivo o al mero trasferimento tecnologico verso il mondo produttivo, ma sono chiamate a ridefinire la propria missione sociale e a farsi carico delle implicazioni etiche e di sicurezza generate dalle innovazioni digitali".

Lo ha affermato oggi a Trieste l'assessore al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen durante l'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola superiore di studi avanzati di Trieste (Sissa).

"Dobbiamo superare gli schemi interpretativi del passato, affrontando le complessità del mondo che stiamo vivendo caratterizzato - ha sottolineato Rosolen - da conflitti ibridi e dalla necessità di gestire le tecnologie critiche dual-use. Per questo è fondamentale costruire una nuova alleanza strategica tra enti scientifici, istituzioni che amministrano il territorio e player privati".

Per l'esponente della Giunta Fedriga negli ultimi anni le dinamiche globali hanno dimostrato che le perturbazioni che investono la società e i modelli economici richiedono una revisione profonda del modo in cui la ricerca viene concepita, sviluppata e governata.

"L'equilibrio su cui si è retto il settore dell'innovazione negli scorsi decenni appare sempre più precario - ha puntualizzato l'assessore -. Di fronte a questa instabilità, non è più sufficiente una lettura unicamente economica dello sviluppo scientifico: il mondo della ricerca esercita infatti un impatto diretto, capillare e di lungo periodo sulla struttura stessa della società, arrivando a influenzare le garanzie democratiche e i livelli di qualità dei servizi primari".

"La piena consapevolezza di queste trasformazioni - ha esortato Rosolen - impone alle istituzioni della ricerca una visione rinnovata. Il progresso scientifico non può essere scisso dalle sue ricadute sociali, e la comunità accademica è chiamata a esercitare una funzione attiva nell'orientare le traiettorie di sviluppo della collettività".

Nel corso del suo intervento Rosolen ha ricordato che la tecnologia e la ricerca, pur essendo concepite per il benessere e il progresso della società, possono generare strumenti suscettibili di applicazioni improprie o apertamente ostili.

"Solo negli ultimi giorni - ha aggiunto - si sono verificati episodi molto gravi che hanno messo a rischio la continuità operativa di servizi essenziali per i cittadini. Strumenti tecnologici di uso quotidiano potenziati con l'Intelligenza artificiale e algoritmi avanzati sviluppati nei laboratori di ricerca sono stati impiegati infatti per sferrare cyberattacchi contro infrastrutture vitali come banche del sangue, supermercati e trasporti aerei".

"Siamo convinti che la capacità di un territorio di sviluppare, gestire e controllare le tecnologie critiche rappresenti ormai un fattore determinante per assicurare competitività economica, sicurezza e sviluppo sociale - ha detto Rosolen -. Per questo, come stiamo facendo in Friuli Venezia Giulia, dobbiamo continuare a investire sul capitale umano e sulle nostre infrastrutture scientifiche per colmare il divario di innovazione presente in Europa e per accelerare la transizione energetica puntando su nucleare e idrogeno".

"Questa nuova visione richiede un approccio fortemente multidisciplinare. Le sfide del presente - dalla sicurezza informatica alla gestione dell'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica all'invecchiamento demografico - non possono essere affrontate in un'ottica settoriale. La ricerca scientifica - ha concluso - deve sapersi interrogare preventivamente sugli impatti delle proprie scoperte, assumendo una funzione guida per le scelte politiche, economiche e sociali dei prossimi decenni". ARC/RT/gg