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05.11.2026 16:11

Cultura: Anzil, con Ambito Pasolini le periferie diventano centro

Presentato il nuovo Ambito territoriale culturale integrato: una rete di istituzioni e territori per valorizzare l'eredità pasoliniana e promuovere la cooperazione culturale
Pordenone, 5 nov - "Mettere in rete istituzioni, Comuni, scuole, università e realtà culturali per trasformare l'eredità di Pier Paolo Pasolini in un'infrastruttura culturale stabile, capace di generare conoscenza, partecipazione e nuove opportunità di promozione del territorio. È questo il senso del nuovo Ambito territoriale culturale integrato, un progetto attraverso il quale il Centro Pasolini di Casarsa si allarga ad altri enti e altri Comuni, come delle costellazioni di periferie che unendosi diventano centro. L'iniziativa è nata da un'esigenza del territorio, raccolta e concretizzata dalla Regione attraverso una norma e specifici finanziamenti".
Lo ha affermato questa mattina il vicegovernatore della Regione Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenuto alla Fiera di Pordenone, nel contesto di Eureka 2026, alla conferenza stampa di presentazione dell'Ambito territoriale culturale integrato Pier Paolo Pasolini, nato dalla collaborazione tra la Regione e il Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia.
Alla presentazione erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Markus Maurmair, i sindaci e gli assessori dei Comuni coinvolti - Casarsa della Delizia, Pordenone, Sacile, Spilimbergo, Cordovado, Sesto al Reghena, San Vito al Tagliamento, Cervignano, Zoppola, Valvasone Arzene e Grado - oltre ai rappresentanti del Centro Studi Pasolini, della Società Filologica Friulana e dell'Università di Udine.
L'Ambito nasce con l'obiettivo di coordinare luoghi, istituzioni, attività e progetti legati alla vita e all'opera di Pasolini, facendo di Casarsa e del suo territorio un punto di riferimento per la formazione, la ricerca e il turismo culturale. Un percorso che si inserisce anche nella prospettiva di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Proprio in questi giorni, inoltre, Casarsa ospita gli incontri della Scuola di alta formazione del Centro Studi, che da quest'anno assume il nome di Academiuta Pasolini, in omaggio alla piccola accademia fondata dal giovane poeta nella terra materna.
"La nostra visione è quella di una costellazione di periferie che, mettendosi insieme, sanno farsi centro. Non si tratta - ha ribadito il vicegovernatore - di una semplice collaborazione formale, ma della capacità di costruire percorsi comuni, condividere sensibilità diverse e lavorare con passione verso obiettivi concreti. È così che anche i territori meno centrali possono diventare protagonisti e punti di riferimento culturali".
"Pasolini - ha ricordato Anzil - ci insegna anche a guardare oltre i confini, ad avvicinarci alle altre identità con curiosità e apertura, partendo dalla consapevolezza della propria identità, propria storia e delle proprie radici. La cultura friulana, quando è profondamente radicata nei luoghi e nella lingua, ha la capacità di parlare al mondo. È questa la forza di una cultura di frontiera, in cui i confini non sono barriere, ma occasioni di incontro, scambio e conoscenza".
Il vicegovernatore ha infine evidenziato la necessità della sinergia e della collaborazione tra territori: "Dopo l'esperienza di Go!2025 e con Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, abbiamo l'opportunità e la responsabilità di dimostrare che la cooperazione tra territori può produrre risultati duraturi. Il triennio 2026-2028 sarà importante per misurare le ricadute del progetto e, soprattutto, per coinvolgere le giovani generazioni, affinché possano conoscere Pasolini nella sua complessità, nelle sue contraddizioni e non soltanto nella sua immagine più conosciuta. La Regione - ha assicurato Anzil - sarà al fianco di questo percorso, che rappresenta un punto di partenza importante per costruire una rete culturale capace di guardare lontano". ARC/LIS/pph