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04.11.2026 18:15

Lavoro: Rosolen,sicurezza responsabilità collettiva e diritto di tutti

L'assessore al convegno di Federmanager a Pordenone: "Dal 2018 il Friuli Venezia Giulia ha costruito un modello innovativo di prevenzione, con la Carta di Lorenzo e la formazione nelle scuole"
Pordenone, 4 nov - "Dal 2018 la Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato un percorso strutturato sulla sicurezza sul lavoro, partendo da un presupposto preciso: la sola legge, pur necessaria, non è sufficiente a diffondere una vera cultura della prevenzione. Serve un approccio concreto e pragmatico, fondato sulla responsabilità condivisa e sul coinvolgimento di tutte le parti sociali. Un lavoro portato avanti insieme a istituzioni, imprese, associazioni di categoria, scuole ed enti, che nel 2023 ha trovato una sintesi nella sottoscrizione della Carta di Lorenzo, un'esperienza pilota e di avanguardia nel panorama nazionale per la promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza". Lo ha affermato oggi pomeriggio l'assessore regionale al Lavoro, istruzione e formazione, Alessia Rosolen, intervenendo al convegno "Oltre le Regole: costruire una vera cultura della sicurezza in azienda e nella propria vita privata", organizzato da Federmanager Friuli Venezia Giulia nel campus del polo universitario di Pordenone.
L'incontro, promosso nell'ambito di una campagna nazionale di sensibilizzazione di Federmanager e rivolto in particolare alle piccole e medie imprese, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e degli enti preposti alla tutela dei lavoratori, tra cui Inail e Inps, per un confronto sulla necessità di superare il semplice rispetto degli obblighi normativi e affermare la sicurezza come valore culturale, umano e sociale, dentro e fuori i luoghi di lavoro.
"La Carta di Lorenzo - ha proseguito Rosolen - è nata dalla volontà di trasformare una tragedia, la morte del giovane Lorenzo Parelli nel 2022 in azienda durante uno stage e il successivo impegno della sua famiglia sul fronte della cultura della sicurezza, in un impegno concreto e condiviso. Il riconoscimento recentemente ottenuto alla Camera dei Deputati, nell'ambito degli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro, conferma il valore di questo percorso e della rete di buone pratiche costruita in Friuli Venezia Giulia. Dobbiamo superare una visione che tende a cercare sempre una responsabilità in qualcun altro o in qualche singolo ente: la sicurezza è una responsabilità di tutti e ciascuno deve sentirsi parte di questo impegno. Ma soprattutto - ha insistito l'assessore - dobbiamo affermare che non è soltanto un dovere: è un diritto esigibile di ogni persona che entra nel mondo del lavoro".
Rosolen ha poi ricordato come il Friuli Venezia Giulia sia stata la prima Regione in Italia a inserire organicamente la formazione sulla sicurezza sul lavoro nella normativa in materia di istruzione, coinvolgendo i percorsi scolastici e formativi e promuovendo collaborazioni con le imprese. Un impegno che proseguirà con un ulteriore passaggio: dal prossimo anno gli studenti degli istituti tecnici e professionali potranno conseguire anche una certificazione specifica per le attività ad alto rischio di infortunio, aggiuntiva rispetto alla formazione ordinariamente prevista dai programmi scolastici.
L'assessore ha quindi richiamato l'importanza del programma triennale regionale di formazione sulla sicurezza, un percorso strutturato che coinvolge formatori, lavoratori, studenti e soggetti della rete territoriale, le cui adesioni aumentano anche a livello nazionale, con l'obiettivo di dare continuità alle iniziative e consolidare nel tempo la cultura della prevenzione.
"Anche la lettura continua dei dati sugli infortuni - ha concluso l'esponente della Giunta - ci impone di aggiornare continuamente il nostro approccio. Crescono infatti gli infortuni in itinere, spesso collegati all'equilibrio tra tempi di lavoro e vita privata, e quelli nelle realtà produttive di dimensioni più piccole. Sono segnali che raccontano un mondo del lavoro in trasformazione e dinamiche infortunistiche, anche per diverse aree territoriali, che non riguardano più soltanto i contesti industriali manifatturieri o tradizionali. Per questo la prevenzione deve evolvere insieme al lavoro, coinvolgendo tutti i soggetti e diventando parte integrante della cultura delle imprese e della società". ARC/LIS/pph